“Roma. Re start (up) da qui!”. ConfimpreseItalia scommette sulle micro e le piccole aziende del tessuto produttivo capitolino e dell’hinterland e rilancia un patto per lo sviluppo

“Roma. Re start (up) da qui!”. ConfimpreseItalia scommette sulle micro e le piccole aziende del tessuto produttivo capitolino e dell’hinterland e rilancia un patto per lo sviluppo
Serve ossigeno per il sistema imprenditoriale di Roma e dell’hinterland. Ossigeno che può arrivare da diverse ‘bombole’ e che servirà a rilanciare uno dei sistemi produttivi che negli anni ’90 e fino al 2005-2006 è stato uno dei fiori all’occhiello dell’economia nazionale. Il cartello, in quegli anni, vedeva la brillantezza del sistema della Tiburtina Valley, con i suoi colossi tecnologici ed alimentari. Il comparto dell’edilizia e della farmaceutica che tiravano e sostenevano la ricchezza regionale. Anni in cui si registrava un ampio confronto tra mondo dell’impresa e del sindacato. Oggi tutto questo sembra un vecchio libro chiuso e riposto in un piccolo angolo di una libreria dismessa. Confimprese Italia, ed in particolare le strutture di Roma e del Lazio, cerca di ritrovare gli stimoli di quegli anni. Le start up del tessuto economico delle micro, piccole e medie imprese come scintilla, dunque, per riaccendere il dibattito economico e rilanciare lo sviluppo dell’economia romana e regionale. Questo uno dei temi principali al centro del dibattito della Conferenza programmatica, che si è tenuta al Tempio di Adriano in piazza di Pietra, casa delle imprese romane, visto che le chiavi le ha in tasca la Camera di Commercio capitolina.
Durante l’incontro dal titolo “Roma: re-start (up) da qui!”, hanno preso la parola diversi attori del mondo istituzionale e imprenditoriale. “Oggi parliamo di proposte valide e concrete – ha spiegato Guido D’Amico, presidente ConfimpreseItalia – che potranno valorizzare ancor di più l’impegno di un’associazione che, in poco tempo, si è attestata al quarto posto a livello regionale per numero di associati e dipendenti e al terzo come presenza territoriale essendo attiva nelle cinque province del Lazio”. “Una crescita complessiva nel tessuto regionale – per il presidente ConfimpreseItalia Domenico Colella – anche alla luce del fatto che il 12 per cento delle start up del Paese vengono dal Lazio”. Il segretario generale Confimprese Roma Capitale, Mino Dinoi ha sottolineato lo spirito della nuova era dell’associazione: “Noi saremo le orecchie che ascolteranno i professionisti, le micro, le piccole e le medie imprese offrendo servizi di qualità che, in quanto tali, rappresenteranno il valore aggiunto per creare un volano di sviluppo economico romano e regionale. Infine, saremo la voce che rappresenterà le realtà nel loro rapporto con le istituzioni perché le esigenze della categoria vengano accolte”. Andrea Mondello, imprenditore ed ex presidente della Camera di Commercio ha voluto denunciare che “Roma  viene maltrattata dalle istituzioni pubbliche perché le vengono conferiti meno risorse di quanto siano necessarie: Roma non è ladrona, è stata scippata. Ora serve un piano Marshall per gli investimenti o il problema non si risolverà mai”.
In sala anche il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito convinto che “sul rilancio di Roma non dovrebbero esserci divisioni e strumentalizzazioni come invece spesso avviene anche su temi importanti. Per la Capitale serve un regime speciale, un modello istituzionale speciale senza cui non si potrà rilanciare città”. Tuttavia, “i romani non sono stati con le mani in mano – ha sentenziato Lorenzo Tagliavanti presidente Camera di Commercio Roma – ma hanno scelto la via dell’impresa. Per questo non c’è stato un eccessivo crollo. Ora, però, questo non ci basta perché vogliamo ridiventare punto di riferimento per l’Italia”. “C’è un’urgente necessità – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani – di individuare un percorso comune utile a definire strategie e sinergie per il rilancio dell’economia di Roma, un percorso in cui tutti, a partire dalle proprie competenze e muovendo dalle proprie sensibilità, offrano un contributo costruttivo. C’è bisogno, insomma, di ritrovare il senso di un progetto che deve coinvolgerci tutti. Da questo punto di vista mi sento di dire che, come Regione Lazio, non solo siamo pronti a raccogliere questa sfida, ma che in qualche modo abbiamo già cominciato a lavorare in questa direzione”. Va detto, in ultimo, ma non ultimo, che il presidente di ConfimpreseItalia, D’Amico, nell’intervento che ha chiuso la kermesse, ha lasciato il tavolo aperto. A conclusione del suo intervento, infatti, ha fatto appello al nuovo, all’innovazione, senza però chiudere con l’immensa tradizione del passato, appello che è stato rivolto a tutte le rappresentanze presenti, tra queste Confindustria, Confesercenti, oltre che le rappresentanze delle Federazioni della galassia Confimprese Italia. Nel grande catino del Tempio di Adriano, oltre ad un gran numero di imprenditori, anche alcune decine di giovani delle scuole superiori capitoline, che sono così entrate in contatto diretto con una realtà economica e sindacale, con la quale, nei prossimi anni, probabilmente, potrebbero essere chiamati a confrontarsi.
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