Legge elettorale. Il presidente della Commissione Affari costituzionali convinto che anche il Pd voterà il suo testo base, l’Italicum modificato

Legge elettorale. Il presidente della Commissione Affari costituzionali convinto che anche il Pd voterà il suo testo base, l’Italicum modificato

L’obiettivo è quello della governabilità e “il Pd sta su questa posizione, tutto insieme”. Parola di Matteo Renzi che auspica “un passo in avanti” rispetto al proporzionale puro. Dopo di che “molto dipenderà” da quello che vorranno fare anche gli altri. Per ‘altri’ Renzi, anche se non li nomina, intende Forza Italia e Movimento 5 Stelle. I primi, raggiunti ieri a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi, fanno sapere attraverso il loro capogruppo alla Camera Renato Brunetta di essere pronti al confronto in Parlamento con tutte le forze politiche, seguendo il monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. I secondi, attraverso il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, si rivolgono proprio al Capo dello Stato chiedendogli “una mano” a trovare un punto di caduta perché, se ogni volta che il M5S apre, il partito di maggioranza spariglia e mette un’altra legge sul tavolo, “non ne usciamo più”. Il riferimento è all’ultima proposta Pd: quel ‘Mattarellum corretto’, o Berlinellum all’amatriciana, che prevede metà seggi distribuiti con il proporzionale e metà con il maggioritario.

Il presidente Mazziotti svela il trucco di Renzi: “ho optato per un impianto che si basa su proposta votata dal Pd”

Un sistema diverso dalla sintesi trovata in commissione che prevede un proporzionale con capilista bloccati nelle due Camere e soglia di sbarramento bassa, al 3%. “La proposta presentata ieri in commissione dal Partito Democratico – spiega il presidente Andrea Mazziotti di Celso – a me personalmente piace anche, ma ha incontrato il veto di quasi tutti gli altri gruppi. Per questo ho optato per una soluzione sulla quale molti gruppi avevano dato  la disponibilità a lavorare e che si basa sull’impianto di una legge proposta e votata dal Pd”. Mazziotti Di Celso si è poi sbilanciato e ha detto di “confidare che il Partito democratico voterà il testo base” martedì in commissione. Di Maio vede nel testo base indicato dal relatore un punto di caduta e invita il Pd a ripartire da lì, proponendo delle modifiche a quello che, a suo giudizio, è sostanzialmente il Legalicum. “Siamo sinceramente aperti all’obiettivo di arrivare ad approvare una legge elettorale prima dell’estate”, assicura. E annuncia che per i Cinquestelle i capilista bloccati non sono un problema, siccome con le ‘parlamentarie’ il movimento seleziona i suoi candidati. Tuttavia, Di Maio ricorda la disponibilità di Renzi a toglierli.

Forza Italia: basta giochetti. Lavoriamo su sistema proporzionale e leggi omogenee per Camera e Senato, con capilista bloccati

Sull’altro fronte Forza Italia chiede che finiscano “i giochetti” e si è detta pronta a lavorare, “con decisione e determinazione, per arrivare ad una legge elettorale approvata con il più ampio consenso possibile”. Ma i paletti fissati dagli azzurri dopo il vertice con il loro leader sono chiari: sistema proporzionale, leggi omogenee tra Camera e Senato “evitando in ogni caso il ricorso al voto di preferenza”. Mentre Arturo Scotto di Articolo1-Mdp promette ostruzionismo contro i capilista bloccati. “Noi ci sediamo al tavolo solo se si discute la questione dei capilista bloccati. Altrimenti siamo pronti all’opposizione dura fino all’ostruzionismo”, spiega. Contro il maggioritario e i capilista bloccati anche Sinistra Italiana che attraverso il suo segretario Nicola Fratoianni ribadisce la “centralità della rappresentanza”, proprio come Forza Italia. Ma il Pd resta fermo sulla sua posizione. Il capogruppo Ettore Rosato ha confermato in un’intervista di voler arrivare in Aula il 29 per “approvare in tempi rapidissimi la legge”. Rosato ha quindi espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Mazziotti, ma – ha rimarcato – “non è quello che ci aspettavamo”. Secondo il Pd, insomma, la proposta del ‘Mattarellum alla tedesca’ avrebbe i numeri “sia alla Camera sia al Senato” e in Parlamento, a cominciare dalla Lega nord e, a sentire dalle dichiarazioni di alcuni esponenti, anche Ala e i fittiani. “Sono convinto – conclude Rosato rivolgendosi agli scissionisti – che anche Mdp alla fine non possa dire no”. La partita si riapre martedì prossimo.