Identità definitiva per l’uomo in fuga tra Bologna e Ferrara. Il suo dna porta a Norbert Feher, serbo e con un carico impressionate di precedenti

Identità definitiva per l’uomo in fuga tra Bologna e Ferrara. Il suo dna porta a Norbert Feher, serbo e con un carico impressionate di precedenti
Gli accertamenti tecnici hanno consentito di dare un nome ‘definitivo’ al ricercato per gli omicidi di Budrio e Portomaggiore: è Norbert Feher, serbo di 41 anni. E’ confermato che l’indagato è una persona con molti alias, tra cui Igor Vaclavic – e così era stato in passato arrestato e processato a Ferrara – ma a questo punto gli inquirenti di Bologna e Ferrara, in contatto anche con le forze di polizia del suo Paese che cercano lo stesso uomo per rapina e violenza sessuale, lo identificano con certezza con Feher.
 
Chiuso il cerchio investigativo sull’identità del killer. Tutti i riscontri portano a Norbert Feher
 
Si chiude dunque il cerchio, dal punto di vista investigativo, attorno all’uomo, ormai in fuga da giorni e indagato per gli omicidi di Budrio (Bologna) e di Portomaggiore (Ferrara): le impronte digitali al vaglio del Ris di Parma, isolate nel corso delle indagini, hanno una corrispondenza con quelle contenute nelle banche dati delle forze dell’ordine che identificano ‘Igor’ associandolo con i diversi alias utilizzati nel corso della sua ‘carriera’ criminale. Intanto prosegue la caccia all’uomo nelle campagne tra Bologna, Ferrara e Ravenna: impegnati circa 150 militari per ogni turno di servizio con il supporto dei paracadutisti del Tuscania, i Cacciatori di Calabria, e le unità del Gruppo intervento speciale (Gis) per intervenire sia da terra che dall’aria
 
Trovati riscontri anche nel sangue rinvenuto all’esterno del locale di Budrio
 
Trovati riscontri anche tra il sangue rinvenuto all’esterno del locale di Riccardina di Budrio, dove lo scorso primo aprile è stato ucciso il barista Davide Fabbri e quello estrapolato all’interno del Fiorinoutilizzato dall’omicida della guardia volontaria Valerio Verri poi abbandonato nelle campagne di Molinella (Bologna) prima di continuare la fuga a piedi. Il responso fa parte degli accertamenti irripetibili eseguiti dai Ris di Parma su una serie di oggetti (vestiti, cibo, garze e cerotti) rinvenuti sul mezzo rubato e poi confrontati con le tracce isolate nel bar del Bolognese.
 
Le verifiche dei Carabinieri confermano l’ipotesi che il serbo abbia piena responsabilità negli ultimi due omicidi
 
L’esito delle verifiche scientifiche conferma l’ipotesi, adottata già da giorni da inquirenti ed investigatori, che il killer di entrambi gli omicidi sia la stessa persona. Per entrambi i fatti di sangue è indagato Norbert Feher alias Igor Vaclavic, il serbo ancora in fuga ricercato da giorni principalmente (ma non solo) nella cosiddetta zona rossa: un’area di  circa 40 chilometri quadrati con canali, zone boschive e casolari abbandonati, tra le oasi di Marmorta eCampotto, al confine tra Bologna e Ferrara. Intanto paralleli all’imponente caccia all’uomo, proseguono gli accertamenti sul materiale trovato nel Fiorino che potrebbero isolare impronte digitali o altri elementi utili a rafforzare il quadro accusatorio.
 
Migliorano le condizioni (resta in prognosi riservata) della guardia provinciale ferita sabato sera
 
Migliorano, intanto, anche se la prognosi resta riservata, le condizioni di Marco Ravaglia, 53 anni, la guardia provinciale ferita sabato sera all’addome e all’avambraccio nella sparatoria in cui è rimasto ucciso Valerio Verri, 62 anni, guardia ecologica volontaria, nella zona di Portomaggiore. L’uomo, la cui situazione era stata definita ‘critica’ dai sanitari al suo arrivo con l’eliambulanza all’ospedale Bufalini di Cesena, ha subito già quattro interventi chirurgici, il primo dei quali nell’immediatezza del ricovero. Non  più in coma farmacologico, ma in una condizione di sedazione controllata, e il decorso viene definito regolare dai medici.
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