Iraq. L’esercito regolare iracheno, supportato dai raid della coalizione, espugna Falluja all’Isis. Attentati a Baghdad

Iraq. L’esercito regolare iracheno, supportato dai raid della coalizione, espugna Falluja all’Isis. Attentati a Baghdad

Le unità antiterrorismo dell’esercito iracheno hanno varcato le porte di Falluja dopo una settimana di scontri con i miliziani dello Stato islamico. Intanto, secondo un rapporto annuale dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra), in tutta l’Unione europea sono circa 4.000 i ‘foreign fighters’ che lasciano i Paesi membri per andare ad arruolarsi e combattere per Isis in Siria e Iraq. Il principale Stato membro per numero di foreign fighter sarebbe la Francia, con 1.500 persone partite. Seguono quindi Germania e Regno Unito (700 persone in partenza da ciascun Paese), Belgio (440), Svezia (300), Paesi Bassi (250), Austria e Danimarca (150 partenze da ciascun paese), Spagna (100), Italia (80), Finlandia (70) e Irlanda (30).

“Abbiamo iniziato all’alba le nostre operazioni per entrare a Falluja”, ha annunciato Sabah al-Norman, un portavoce dell’unità schierata da domenica, per poter aprire l’accesso all’esercito, nei pressi del centro della roccaforte dell’Isis nella provincia sunnita di al Anbar, strategico snodo che collega la capitale Baghdad con la frontiera giordana e siriana. “Siamo entrati a Falluja sotto la copertura aerea della coalizione internazionale, delle forze aeree irachene e con il sostegno di blindati e artiglieria pesante”, ha aggiunto il generale Abdelwahab al-Saadi, comandante delle operazioni militari. “Le unità dell’antiterrorismo, la polizia di Anbar e l’esercito iracheno hanno cominciato ad entrare a Falluja da tre direzioni. Daesh sta opponendo resistenza”, ha avvertito, nonostante le forze di sicurezza avessero scoperto ieri decine di tunnel scavati dai miliziani jihadisti per fuggire dalla linea del fronte.

La campagna militare era stata annunciata il 22 maggio in diretta televisiva dal premier iracheno, lo sciita Haider al Abadi. Prima di lanciare l’offensiva, l’esercito aveva invitato i residenti a fuggire dalla città, ma l’Isis ha impedito alla maggior parte di essi di abbandonare le loro abitazioni. Nel contesto dell’attuale crisi politica che ha travolto l’Iraq negli ultimi mesi, culminata nell’invasione della “Zona verde” di Baghdad da parte dei manifestanti vicini al leader religioso sciita Moqtada al Sadr, una vittoria a Falluja (vero e proprio incubo degli statunitensi durante l’occupazione militare) potrebbe rafforzare la posizione del premier Abadi e aiutarlo a superare l’attuale impasse. Ma anche oggi scorre il sangue a Baghdad. Tre attentati hanno colpito la capitale, causando 22 morti e 45 feriti.

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