Locarno. Stato di diritto contro ragion di stato. Quel “piccolo” procuratore che fece catturare Eichmann. “Der Staat gegen Fritz Bauer”, prima mondiale

Locarno. Stato di diritto contro ragion di stato. Quel “piccolo” procuratore che fece catturare Eichmann. “Der Staat gegen Fritz Bauer”, prima mondiale

Questa è la storia di un “piccolo procuratore” che segue i comandamenti della sua coscienza, deliberatamente infrange la legge del suo paese, “tradisce”, ha sete di giustizia, e fa la cosa giusta. Come lo Spencer Tracy che interpreta in “Vincitori e vinti” il ruolo del giudice che condanna i criminali nazisti, dice, a chi lo esorta a metterci una pietra sopra: “Il suo ragionamento è logico, ma non è giusto”.

Si parla di “Der Staat gegen Fritz Bauer”, che si può tradurre in “Lo Stato non è riuscito a Fritz Bauer”, del regista tedesco (ma è nato in Italia nel 1973), Lars Kraume. Film proiettato a Locarno in prima mondiale; e ci si augura sia distribuito anche in Italia. Merita.

La storia, innanzitutto, storia vera. Non a caso abbiamo scomodato “Vincitori e vinti”. È questo il tema. Siamo in Germania, anno 1957. Il procuratore generale Fritz Bauer sa che Adolf Eichmann, il criminale nazista responsabile della deportazione di massa di milioni di ebrei poi sterminati, si nasconde in Argentina, a Buenos Aires. Bauer “sente” molto la cosa, come uomo di legge, come ebreo. Si era rifugiato in Danimarca durante gli anni bui della guerra. Tornato in Germania si è dato un compito, una missione: portare in tribunale, per farli giudicare e condannare, i responsabili dei crimini di guerra consumati durante il Terzo Reich. È la cosa giusta da fare, ma non quella che molti, in Germania vogliono sia fatta, desiderosi come sono di celare il proprio passato, per non fare i conti fino in fondo con le proprie responsabilità, connivenze, complicità, viltà. C’è poi la volontà di pacificare il paese, di guardare al futuro. È tutto molto “logico”; ma non è giusto.

Bauer non si rassegna a che la Germania metta una pietra sopra al suo passato recente, cancelli con un tratto di penna le sue tremende responsabilità, si arrenda e non faccia pagare il giusto ai colpevoli. Bauer comprende presto da che parte spira il vento; diffida del sistema giudiziario del suo paese: troppi legami, ancora con il passato regime; troppi i silenzi e le inerzie interessate. Lo sappiamo anche noi italiani, del resto, con i nostri innumerevoli “armadi della vergogna” e stragi dimenticate. Bauer non si dà per vinto. Molti dei suoi colleghi lo ostacolano, all’interno delle istituzioni si annidano ancora molti collaborazionisti e simpatizzanti nazisti, molte complicità e passati vergognosi potrebbero saltare fuori, se si facesse un processo pubblico. Ecco perché Bauer viene ostacolato, e pesantemente. Lui, oltretutto, è omosessuale. In passato per questo lo hanno anche arrestato; la “macchina del fango” (la possiamo chiamare così?), si mette in moto. Bauer, sostenuto da un giovane procuratore contatta il Mossad, il servizio segreto israeliano; fa la cosa giusta, mettendo Israele sulla giusta traccia che consentirà, con un memorabile blitz, la cattura di Eichmann, che viene processato e poi impiccato nello Stato d’Israele. Bauer fa la giusta, per il suo paese però equivale ad “alto tradimento”.

È un film ben diretto e interpretato ottimamente (Burrghart Klaussner interpreta Bauer in modo eccellente); un film “civile”, come un tempo se ne facevano in Italia, quella scuola che va da Francesco Rosi a Elio Petri per capirci. Film che pone, alla Germania, ma non solo, la questione cruciale di quale sia il limite, la barriera, oltre la quale la “ragione di Stato” non ha ragion d’essere; diventa un abuso, che va combattuto; e il “diritto dello Stato” deve cedere il passo allo “Stato di diritto”. È qui il nocciolo della questione. Il Procuratore Generale sa bene, è consapevole che il suo agire è in pieno contrasto con la legge del suo Stato; sceglie di non arretrare, di non lavarsene le mani. Di fare la cosa giusta, anche se non è la cosa “saggia”. SpiegaKraume: “è un eroe moderno, che esprime le sue convinzioni contro lo spirito del tempo, a qualsiasi prezzo”. Appunto, la cosa che non è logica, ma è quella giusta.

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