Papa Francesco riunisce in Vaticano 70 sindaci di tutti i paesi del mondo per discutere di clima e schiavismo

Papa Francesco riunisce in Vaticano 70 sindaci di tutti i paesi del mondo per discutere di clima e schiavismo

Una settantina di sindaci di tutto il mondo, chiamati a raccolta da papa Francesco, sono stati ricevuti in Vaticano per una due giorni di dibattito sul tema della ecosostenibilità, in previsione della Conferenza sul cambiamento climatico in programma a Parigi per dicembre di quest’anno. L’incontro fa seguito alla pubblicazione dell’enciclica di papa Francesco “Laudato si’”, proprio sul tema del rispetto della natura e dell’ambiente e dei pericoli che la civiltà umana porta al cambiamento del clima. I sindaci, in un documento importante, hanno chiesto a tutti i leader dei rispettivi Paesi di fare i passi più decisi alla Conferenza sul clima, di Parigi, sostenendo che questa potrebbe essere l’ultima occasione per conservare il riscaldamento globale a livelli sicuri per l’umanità. Uno dopo l’altro, i sindaci hanno siglato la dichiarazione finale che afferma: “il mutamento climatico indotto dall’uomo è una realtà scientifica e il suo controllo efficace è un imperativo morale per l’umanità”. L’obiettivo resta dunque quello di mettere pressione sui leader mondiali in previsione dei negoziati parigini di dicembre.

La prima esortazione di papa Francesco

Rivolgendosi ai sindaci, papa Francesco ha detto di avere “tanta speranza” sul fatto che i negoziati di Parigi avranno successo, ma ha poi aggiunto: “voi sindaci siete la coscienza dell’umanità”, una splendida definizione dei primi cittadini che sono sempre in prima linea dinanzi ai bisogni delle persone. In realtà, la perorazione del papa ai sindaci è anche il segno della consapevolezza che le città sono la chiave per la riduzione del riscaldamento globale, poiché le aree urbanizzate producono un consumo di quasi i tre quarti delle emissioni.

Gli interventi dei sindaci delle metropoli americane

I sindaci così hanno potuto rappresentare al cospetto di papa Francesco la realtà delle loro esperienze amministrative e delle loro scelte in tema di clima. Accolto da un applauso fragoroso, il governatore della California, Jerry Brown, ha denunciato quei politici che negano il riscaldamento globale e disorientano il pubblico con informazioni false per convincerlo che il mondo non sta diventando più caldo.Brown, ex seminarista gesuita, ha avvertito i sindaci di non essere compiacenti quando contrastano i negazionisti. La California ha messo in atto gli standard più rigorosi in fatto di emissione di gas serra. “Abbiamo contro di noi un’opposizione potentissima”, ha detto Brown, “che, almeno nel mio paese, spende miliardi di dollari cercando di piazzare nei posti pubblici gente come loro e di eleggere trogloditi e altri negazionisti”.

Il sindaco di New York, Bill De Blasio, ha annunciato nuovi obiettivi negli standard delle emissioni di gas serra, impegnandosi a ridurre le emissioni del 40% entro il 2030, ed ha annunciato che altre città faranno lo stesso. “Il vertice di Parigi è tra pochi mesi”, ha detto De Blasio, “abbiamo bisogno di considerarlo come una specie di traguardo di una corsa veloce, e di assumere ogni azione locale possibile nei mesi futuri per massimizzare l’opportunità che i nostri governi nazionali agiranno con feremezza”. De Blasio è tra i fondatori di un’alleanza delle città del mondo che si sono impegnate a ridurre le emissioni fino all’80% entro il 2050 o prima.

Il sindaco di San Francisco, Edwin Lee, ha annunciato nuove misure, aggiungendo che la città prende il nome proprio dallo stesso santo che come il papa ha a cuore il destino naturale del pianeta, san Francesco d’Assisi. Lee ha detto che è in corso a San Francisco una transizione importante su tutti i mezzi di proprietà della città, dai quelli dei pompieri ai bus e ai camion, dal diesel a fonti di energia rinnovabili entro la fine di quest’anno. Il sindaco di Stoccolma, Karin Wanngard, ha detto che i colloqui sul clima di Parigi devono espellere dal tavolo negoziale i combustibili fossili per concentrarsi, invece sulle fonti di energia rinnovabili. “I negoziatori sul clima”, ha aggiunto il sindaco della capitale svedese, “devono avere il coraggio di spingersi oltre ed escludere i combustibili fossili come scelta e immaginare soluzioni sostenibili a lungo termine”. Il 75% dei mezzi di trasporto pubblico di Stoccolma è alimentato da fonti rinnovabili, e la città prevede di essere totalmente priva di combustibili fossili entro il 2040.

La replica di papa Francesco

L’intervento di papa Francesco ha impostato le sue personali priorità, già contenute nell’enciclica. In particolare, papa Francesco ha sostenuto che esiste un legame forte tra lo sfruttamento del pianeta e lo sfruttamento degli esseri umani più vulnerabili, poiché il riscaldamento globale è spesso responsabile della creazione di “rifugiati ambientali”, costretti a lasciare la patria e la casa a causa della siccità o di altri disastri naturali indotti dal cambiamento climatico. Francesco ha detto ai sindaci raccolti in Vaticano che mentre egli ha grandi speranze per la conferenza parigina sul clima, vorrebbe che le Nazioni Unite facessero di più, molto di più in tema di traffico di esseri umani. “Le Nazioni Unite devono contrastarlo”, ha detto il papa. Il Vaticano sta cercando di mettere pressione sulle Nazioni perché si concluda entro settembre il percorso di approvazione della Risoluzione sugli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile, affinché divenga un riferimento solido sui problemi relativi a traffico di esseri umani e alle nuove forme di schiavismo.

Il legame tra cambiamento climatico e le moderne forme di schiavismo e sfruttamento. I “rifugiati ambientali”

Lo schiavismo è stato poi oggetto di altri interventi importanti. Il sindaco della città Indiana di Kochi, Tony Chammany, ad esempio ha detto che “risolvere questi problem intrecciati, cambiamento climatic e modern schiavismo, è un compito titanico per noi amministratori di città”.  Chammany ha ribadito più volte che anni di siccità indotta dal riscaldamento globale in India hanno spinto milioni di agricoltori impoveriti nelle città, trasformandoli in vittime degli “oscuri signori dello schiavismo e dello sfruttamento”. Infine, le testimonianze umane, toccanti, di due donne messicane vittime di schiavitù e sfruttamento. Ana Laura Peres ha mostrato ai sindaci alcune delle 600 cicatrici causate dalle tante ore al giorno passate a stirare, senza bere né mangiare, e senza mai andare in bagno. Ha rivelato di essere stata costretta a urinare in un recipiente di plastica. Karla Jacinto, 22 anni e madre di due bambini, ha raccontato ai sindaci di essere stata costretta a prostituirsi all’età di 12 anni, con una media di 30 uomini al giorno per i quattro anni seguenti, prima di essere salvata. “Credevo che non valesse più la pena vivere”, ha detto ai sindaci, “credevo di essere solo un oggetto, usato e gettato via”.

I grandi media italiani non ne danno notizia. Perché?

Un’ultima annotazione. Data l’importanza di questo evento in Vaticano, non si riesce a capire per quale ragione, almeno nelle loro edizioni online, i grandi giornali italiani non ne hanno neppure diffuso la notizia. Si salvano, ovviamente, Avvenire, il quotidiano dei vescovi, e Rainews24. L’evento, invece, è stato ripreso da tutti i giornali online del mondo, in prima pagina.

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