Più di centomila al corteo antirazzista di Milano, “Insieme senza muri”. Bersani, come il 25 aprile. Fratoianni, “occorre una ribellione civile e democratica”

Più di centomila al corteo antirazzista di Milano, “Insieme senza muri”. Bersani, come il 25 aprile. Fratoianni, “occorre una ribellione civile e democratica”

Partito da Porta Venezia intorno alle 14.30, il corteo dei partecipanti alla marcia antirazzista di Milano ‘Insieme senza muri’, ha continuato a crescere giungendo a quota 100 mila, come ha detto dal palco l’assessore alle politiche sociali del comune di Milano Pierfrancesco Majorino, che della manifestazione è l’organizzatore. La cifra supera di gran lunga le migliori aspettative degli organizzatori che auspicavano la partecipazione di 10 mila persone . La cifra è realistica: se si calcola che il percorso della manifestazione è lungo circa tre chilometri e mezzo, è facile comprendere che quella che si è mossa oggi a Milano è una manifestazione assolutamente imponente. A chiudere il corteo, la comunità cingalese che ha sfilato con tanto di banda e ballerini con i costumi tradizionali dello Sri Lanka, come molte delle comunità che sono scese in piazza in modo organizzato, così come hanno fatto altre comunità straniere della città. E tutto si è svolto in un clima straordinario di festa, e di colori.

Majorino, assessore alle politiche sociali di Milano: “basta attaccare i diritti dei migranti”. Sala, sindaco di Milano: “tantissima gente, sono contento”

“Si vergognino quelli che raccontano che questa è la piazza che si contrappone ai più poveri. Basta utilizzare gli italiani più poveri per attaccare i diritti degli immigrati e dimenticarsene il giorno dopo”, ha detto l’assessore alle politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, dal palco. “Meglio le contestazioni che l’annullamento della marcia come qualcuno aveva chiesto”, ha ribadito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando dal palco a commento delle contestazioni ricevute dai centri sociali durante il corteo. “C’è tantissima gente, come si fa a pretendere che tutti la vedano allo stesso modo? Sono contento, vivo in una grande città con tante contraddizioni. Io però sono qui per testimoniare da sindaco di Milano, da cittadino, il senso di questa mia presenza”. Parlando dell’aggressione alla stazione centrale dell’altra sera, Sala ha spiegato: “Sono convinto che se avessero chiesto ai militari feriti se era giusto fare la manifestazione di oggi avrebbero detto di sì. Sono persone che hanno sofferto ma sono servitori dello Stato”.

Pietro Grasso, presidente del Senato: “non costruiremo coi mattoni dell’intolleranza”

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha portato la solidarietà del Parlamento: “Con serenità e con fermezza diciamo ad alta voce che non torneremo indietro, non costruiremo con i mattoni dell’intolleranza, del razzismo e della paura nuovi muri e nuove divisioni. Un muro impedisce ai nostri occhi di guardare oltre, rende ciechi e inconsapevoli, un muro porta a rinchiudersi in casa, nell’illusione di potere tenere fuori i problemi, un muro ci porta a diventare i carcerieri di noi stessi. Noi non cederemo mai al ricatto della paura”.

Gino Strada, fondatore di Emergency: “nessuna simpatia verso i decreti più o meno razzisti”

Gino Strada, fondatore, di Emergency, critica le scelte politiche e legislative del governo: “Nessuna adesione, nessun occhiolino e nessuna simpatia verso i vari decreti più o meno razzisti che sono stati fatti in Italia. Sono per l’accoglienza e l’uguaglianza. Credo che gli esseri umani siano tutti liberi e legali e sono qui anche per quelli che non ce l’hanno fatta”.

Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana: “costruire integrazione con la forze della ribellione”

“Siamo in piazza perché nessuna persona è illegale, contro il razzismo, per l’accoglienza ma anche contro l’ipocrisia di una certa classe politica, contro i decreti Minniti/Orlando, contro una legislazione speciale. Sinistra Italiana è in piazza contro l’idea che la guerra tra poveri sia la soluzione alla povertà dei molti”, afferma Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. “L’unico modo per combattere le diseguaglianze”, prosegue Fratoianni, “è costruire integrazione, rispondere al razzismo e al fascismo che monta, con la forza della ribellione. Una ribellione civile, democratica. Sinistra italiana oggi è in piazza per dire questo. Per dire che vogliamo accogliere ma soprattutto per dire che le ragioni delle grandi migrazioni strutturali, le ragioni della diseguaglianza che cresce, della povertà non hanno nulla a che fare con chi fugge disperato dalla fame, dalla povertà, dalla guerra. Hanno invece a che fare con l’ingiustizia di chi ha tanto a danno di molti che non hanno nulla”, conclude Fratoianni.

Bersani: “una specie di 25 aprile dei tempi nuovi”

“Sono qui perché questo 20 maggio è una specie di 25 aprile dei tempi nuovi”, ha detto Pierluigi Bersani, fondatore di Articolo1-Mdp sfilando alla marcia dei migranti ‘Insieme senzamuri’. “A girare qui dentro – ha aggiunto – quanta allegria e sicurezza si percepiscono. Serve un’idea intelligente e forte della sicurezza”.

Landini: “la Bossi-Fini e il Minniti-Orlando non vanno nella direzione giusta”

Il leader della Fiom Cgil, Maurizio Landini, intervistato mentre partecipava al corteo, ha puntato su integrazione e diritti: “Come è noto stiamo chiedendo di cambiare leggi sbagliate, come la famosa legge Bossi-Fini, che è tanti anni che c’è e non è mai stata cambiata: sarebbe un atto concreto per cambiare la situazione. Anche gli ultimi decreti, come il Minniti-Orlando, non vanno nella direzione giusta. Perché l’integrazione si fa creando diritti e lavoro, incentivando comportamenti positivi, non inventandosi stati di emergenza”.

Emma Bonino: “cancellare la Bossi-Fini”

“Milano oggi esprime il futuro del Paese” grida Emma Bonino dal palco in piazza del Cannone. “Dobbiamo imparare a rimanere umani” dice, e la sua voce suona come un appello. “Più integrazione e legalità danno sicurezza – sottolinea -. Non sono le bugie che danno la sicurezza a tutti”. E poi il tema per cui si sta battendo: il superamento della legge Bossi-Fini: “vorrei che questa bellissima giornata non finisse qui. Dobbiamo superare la Bossi-Fini”. Rivolgendosi alla folla: “Non andate a casa – dice – senza aver dato un senso al domani. Non ci arrenderemo, ma per farlo abbiamo bisogno di strumenti. Fatevi un regalo, mettere questa firma, fatelo per voi”.