Non c’è pace per la Calabria. Nuove piogge torrenziali, devastazioni ovunque. Una mamma di 30 anni muore col suo bambino di 7, e l’altro di 2 è disperso

Non c’è pace per la Calabria. Nuove piogge torrenziali, devastazioni ovunque. Una mamma di 30 anni muore col suo bambino di 7, e l’altro di 2 è disperso

La Calabria ripiomba nell’emergenza maltempo. A distanza di poco più di un mese dalla tragedia del “Raganello”, avvenuta il 20 agosto e in cui sono morti dieci escursionisti, la regione è stata colpita da forti piogge, registrate in tutta la giornata di ieri e soprattutto nella notte, che hanno messo in ginocchio tutte le cinque provincie e particolare il catanzarese, il crotonese, parte del vibonese e il versante sia jonico che tirrenico della provincia di Reggio Calabria. La protezione civile regionale, guidata da Carlo Tansi, aveva allertato le Istituzioni e soprattutto la popolazione che per la giornata di ieri l’emergenza era di livello “arancione”, quindi con gravi possibilità di rischi per la vita umana. Al momento sono in via di quantificazione i danni a ponti, strade e abitazioni ma, è di due morti e un disperso il bilancio dell’emergenza che ha investito il territorio di Lamezia Terme.

L’onda di piena del torrente Cantagalli ha travolto una donna, Stefania Signori, e  suoi due figli di 7 e 2 anni

Un’onda di piena del torrente “Cantagalli” ha infatti travolto e ucciso una donna, Stefania Signore, e i suoi due figli, di due e sette anni. Della famiglia, originaria di Falerna, si erano perse le tracce nella tarda serata di ieri. Per cercare di mettersi in salvo dalle forti piogge torrenziali, sarebbero scesi dall’automobile ma il fiume li ha travolti. L’auto della donna, una “Alfa Romeo Mito”, è stata rinvenuta nei pressi del cavalcavia che collega San Pietro Lametino a San Pietro Maida ancora con le frecce accese, a circa un chilometro di distanza dal rinvenimento dei corpi. Era stata a prendere i figli dai nonni, a Curinga, e stava tornando a casa, a Gizzeria, Stefania Signore, la trentenne morta insieme al figlio di 7 anni, travolti dalla piena nel lametino, mentre è ancora disperso l’altro figlio di 2 anni. La donna, di Gizzeria, lavorava in un call center, mentre il marito, Angelo Frijia, fa il meccanico in un’officina. Il più grande dei figli, il cui cadavere è stato recuperato dai vigili del fuoco, poco lontano da quello della madre, aveva compiuto 7 anni il 25 settembre scorso.

A lanciare l’allarme i parenti della donna che hanno fatto scattare immediatamente le ricerche da parte delle unità cinofile del soccorso alpino della Guardia di Finanza, dei vigili del fuoco che hanno anche impiegato un elicottero del Nucleo di Salerno, mentre un secondo velivolo è giunto da Catania. Sul posto anche il magistrato di turno. Al momento ancora non è stato ritrovato il corpo del figlioletto di due anni. Sempre nel lametino poi, tra la nottata e stamani, sono state salvate sedici persone. Si tratta di due operai che erano rimasti bloccati in alcuni capannoni della zona “ex sir”, e di alcuni abitanti di Acconia di Curinga i quali si erano rifugiati sul tetto delle abitazioni ed altri che erano rimasti bloccati nelle auto. Successivamente alcuni di essi sono stati ospitati all’interno dei locali del centro commerciale “Due Mari”.

Una tragedia annunciata a causa dei tagli alla prevenzione, dice il capo della Protezione civile della Calabria

“Si tratta di una situazione annunciata con bollettini allerta meteo, qualcuno si è infastidito per qualche bollettino di troppo”. afferma Carlo Tansi, capo della Protezione Civile regionale. Il riferimento di Tansi è alle polemiche suscitate ieri dalla chiusura delle scuole a Catanzaro decisa dal sindaco del capoluogo in seguito ad un avviso di criticità, rivelatasi però inutile alla luce delle buone condizioni meteo registrate in mattinata, ma peggiorate in serata. “Abbiamo dispiegato – ha detto ancora Tansi – tutte le nostre forze con personale, mezzi, attrezzature e tecnici”. Secondo Tansi, la situazione della Calabria è figlia dei tagli ai finanziamenti destinati alla prevenzione ed alla messa in sicurezza del territorio. “Molti corsi d’acqua – dice – sono pieni di detriti e questo causa esondazioni. Bisogna attrezzarsi adeguatamente nella gestione delle emergenze”.

Il presidente della Regione, Oliverio: “situazione di assoluta emergenza ovunque e le previsioni meteo annunciano forti piogge”

“Siamo di fronte – rileva il presidente Oliverio – ad una situazione di assoluta emergenza dal Reggino al Crotonese, dalle Serre al Catanzarese, dal Cosentino al lametino e in tutta la zona dello Jonio e del Tirreno a causa delle piogge incessanti, che spesso sono diventate vere e proprie bombe d’acqua che si sono abbattute in queste ore su tutta la regione, accompagnate da venti impetuosi e dal mare forte, con danni enormi già rilevati ed in corso di accertamento sia alle abitazioni, sia alle aziende agricole che ad altre strutture produttive. Molti torrenti sono esondati provocando allagamenti e danni alla viabilità. Diverse persone sono state costrette addirittura a salire sui tetti per trovare un riparo sicuro. Anche la circolazione ferroviaria ha subito forti danni e rallentamenti. Qualche minuto fa mi è giunta la notizia della morte di una giovane madre e del suo bambino mentre risulta disperso l’altro figlio. Siamo nel pieno del dolore e della tragedia”. “Ovviamente -conclude Oliverio- il quadro dei danni non è al momento quantificabile perché siamo nel pieno dell’emergenza, visto che le previsioni meteo continuano ad annunciare forte pioggia su tutta la Regione. Tutti gli uomini e i mezzi della Protezione Civile e di Calabria Verde, comunque, sono impegnati, senza soluzione di continuità, nelle operazioni di primo soccorso”.

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