Coronavirus. 30 giugno. Dati in leggera crescita: 142 nuovi casi e 23 decessi, ma boom di guariti, 1052 in 24 ore. Ministero Ambiente: ecco come smaltire mascherine e guanti

Coronavirus. 30 giugno. Dati in leggera crescita: 142 nuovi casi e 23 decessi, ma boom di guariti, 1052 in 24 ore. Ministero Ambiente: ecco come smaltire mascherine e guanti

Leggera crescita della curva epidemica in Italia: 142 nuovi casi oggi, contro i 126 di ieri, ma con molti più tamponi: 48.273 contro 27.218. A fronte del +62 registrato in Lombardia, in calo rispetto al +78 di ieri, pesa l’aumento dei casi in Campania, da 0 a +24, legato al focolaio di Mondragone. Il totale delle persone colpite dal Covid-19 in Italia è pari a 240.578. Aumentano anche i decessi, passati dai 6 registrati ieri ai 23 di oggi, per un totale di 34.767 vittime. Triplicati i guariti: 1.052 oggi contro i 305 di ieri, e salgono a 190.248. Per effetto di questi dati, netto calo degli attualmente positivi, 933 in meno contro i -185 di ieri, il cui numero scende così a 15.563. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Prosegue il calo dei ricoveri: quelli in regime ordinario sono 30 in meno, 1.090 in tutto, mentre le terapie intensive scendono di 3 unità, 93 totali. Le persone in isolamento domiciliare sono 14.380.

La situazione nel mondo. Allarmanti i nuovi dati degli Usa. E risale l’allarme anche in Brasile e nel Regno Unito

Il numero di contagi confermati di coronavirus durante la pandemia ha superato 10,3 milioni di casi, aumentando di 100 mila nelle ultime otto ore. Lo ha indicato la Johns Hopkins University, che si affida ai dati ufficiali dei governi. Ci sono al momento 10.302.052 casi noti e 505.505 decessi. Ecco la classifica dei dieci Paesi più colpiti dal Covid-19. Stati Uniti: 2.590.552 (vittime: 126.140); Brasile: 1.368.195 (vittime: 58.314); Russia: 640.246 (vittime: 9.152); India: 566.840 (vittime: 16.893); Regno Unito: 313.470 (vittime: 43.659); Perù: 282.365 (vittime: 9.504); Cile: 275.999 (Vittime: 5.575); Spagna: 248.970 (vittime: 28.346); Italia: 240.436 (Vittime: 34.767); Iran: 225.205 (vittime: 10.670).

Sono ancora molto alti e allarmanti i numeri del coronavirus negli Stati Uniti. Oltre 42 mila i casi registrati nelle ultime 24 ore, secondo l’ultimo bilancio della Johns Hopkins University. I nuovi contagi sono concentrati soprattutto negli Stati del Sud e dell’Ovest e portano a circa 2,6 milioni il totale di casi nel Paese. 355 i decessi nelle ultime 24 ore. Sotto accusa la scelta del presidente Donald Trump di riaprire tutto, secondo molti troppo presto. Molti i governatori che stanno facendo un passo indietro. California e Texas sono al momento gli epicentri dell’epidemia e hanno richiuso bar, locali, palestre e cinema. Inoltre, per il 4 luglio, weekend dell’Indipendence Day, resteranno chiuse anche le spiagge della contea di Los Angeles e Miami nel tentativo di scongiurare assembramenti. Tutti i lidi pubblici, i moli, i parcheggi, le piste ciclabili e i punti di accesso alla spiaggia saranno vietati dalla mezzanotte del 3 luglio alle 5 del mattino del 6 luglio, ora locale.

Risale a 155 morti nelle ultime 24 ore, con il recupero di parte dei dati raccolti come di consueto in ritardo nel weekend, l’incremento di decessi da coronavirus nel Regno Unito: lo indica oggi il ministero della Sanità, seppure sullo sfondo di un calo dei contagi quotidiani diagnosticati sceso a 689, picco minimo da mesi. La somma delle morti certificate col tampone dall’inizio della pandemia raggiunge ora nel Paese quota 43.730 (oltre 54.000 contando i casi probabili ricavati dalle elaborazioni statistiche dell’Ons, l’Istat britannico); mentre quella dei contagi supera 312.000. Quasi 9 milioni e mezzo, ai livelli più in alti in Europa, il totale dei test eseguiti negli ultimi mesi.

La campagna del Ministero dell’Ambiente per un corretto smaltimento di mascherine e guanti 

Gettare mascherine e guanti nell’indifferenziato, servirsi il più possibile di quelli riutilizzabili, non buttarli a terra per evitare gravi danni all’ambiente. Si concentra su questi tre punti la campagna di comunicazione del ministero dell’Ambiente, in collaborazione con la Guardia Costiera, Ispra, Iss, Enea e la commissione Colao, presentata oggi in conferenza stampa – la prima in presenza post-Covid – dal ministro Sergio Costa, a Roma nella sede del Comando generale della Guardia Costiera. “Ricordati: mascherine e guanti vanno nell’indifferenziata. Oh, lo faccio anche io, eh!” – dice l’attore Enrico Brignano nello spot video realizzato dal ministero insieme con la Guardia Costiera. Disponibile da oggi, sarà trasmesso anche dalla Rai. Si ispira a quello realizzato da Nino Manfredi: Brignano eredita la sua empatia mostrando le conseguenze dell’abbandono di guanti e mascherine. Oltre a questo spot, parte oggi una campagna social “Alla natura non serve”, con meme e video emozionali dall’hastag #buttalibene. Il concept muove da una delle foto simbolo della pandemia: un uccellino trovato intrappolato in una mascherina, che ovviamente agli animali non serve, così come non serve alle strade, alla natura, ai mari. Un messaggio per tutti, soprattutto per chi abbandona questi rifiuti, forse inconsapevole del danno ambientale che sta causando. I numeri parlano chiaro: in Italia si ha una produzione giornaliera di rifiuti da mascherine pari a circa 410 tonnellate, con un valore medio per la fine del 2020 di 100.000 tonnellate di rifiuti; la produzione di rifiuti da guanti sino a fine anno sarà di un valore medio di 200.000 tonnellate. Questi numeri devono necessariamente indurci a comportamenti virtuosi nei confronti dell’ambiente. Inoltre, sul sito del ministero dell’Ambiente è stata creata una pagina ad hoc, “All’ambiente non servono”, nella quale ci sono alcune domande e risposte sullo smaltimento corretto di guanti e mascherine e sulle modalità di uso delle mascherine riutilizzabili: https://www.minambiente.it/all-ambiente-non-servono.

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