La sindaca Raggi, in crisi di popolarità, annuncia la svolta sugli immobili di Roma Capitale. Una rivoluzione per 570 appartamenti. La Cgil chiede le dimissioni dell’assessore al Patrimonio

La sindaca Raggi, in crisi di popolarità, annuncia la svolta sugli immobili di Roma Capitale. Una rivoluzione per 570 appartamenti. La Cgil chiede le dimissioni dell’assessore al Patrimonio

Speriamo che siano fiori e soprattutto che fioriranno. Nei mesi degli annunci a 5 Stelle, o con il marchio di Alberto da Giussano, anche gli impegni della Raggi devono essere messi sotto la lente d’ingrandimento e superare la prova della verità. La sindaca, questa volta, dopo le buche, che a Roma continuano a farla da padrone, annuncia l’ennesimo provvedimento-slogan, probabilmente per colmare quel gap di popolarità che ha già fatto perdere al suo Movimento ben due Municipi nell’ultima tornata elettorale. L’annuncio riguarda gli affitti degli appartamenti nella disponibilità immobiliare dell’Amministrazione di Roma Capitale. La Raggi parte forte e prende un impegno che tutti ci auguriamo finisca nella direzione che lei auspica: “La fine di affittopoli, al via la messa a reddito degli appartamenti del patrimonio disponibile con canoni di libero mercato. La rivoluzione interesserà circa 570 appartamenti, determinando un introito stimato per le casse capitoline di quasi 7 milioni di euro all’anno a fronte dell’attuale di circa 1 milione e 100 mila euro. L’incremento è del 627%”. Così in un post su Facebook. Poi il rilancio: “Assicureremo finalmente una valorizzazione ottimale degli appartamenti del patrimonio disponibile di Roma Capitale – scrive Raggi – mettendo fine ad ingiustificabili disparità di trattamento e aumentando gli introiti a disposizione per investimenti nei servizi ai cittadini e nello sviluppo della città. La delibera prevede la valorizzazione e la messa a reddito di tutto il patrimonio disponibile di tipo abitativo attraverso l’applicazione di canoni di libero mercato con durata minima di 4 anni, previo esperimento della procedura di asta pubblica e aggiudicazione dell’immobile con il criterio del maggior rialzo rispetto all’importo posto a base. Ogni singola unità immobiliare interessata dal provvedimento sarà quindi oggetto di stima sulla base del valore medio delle locazioni secondo quanto stabilito dalle tabelle Omi. In attesa dell’asta – conclude la sindaca – per le occupazione senza titolo si procederà alla richiesta dell’indennità di occupazione determinata secondo tali criteri. I contratti di locazione con gli attuali inquilini saranno disdettati”.

La sindaca: “Avevamo appartamenti in centro affittati a 13 euro al mese”

“Oggi diciamo con forza che l’era di affittopoli è finita” ha proseguito la Sindaca presentando la ridefinizione del piano di intervento sulle locazioni relative al patrimonio disponibile ad uso abitativo di Roma Capitale, presso la Sala Piccola Protomoteca. “Oggi presentiamo un lavoro condotto in maniera certosina dall’assessorato e dalla commissione Patrimonio, – ha aggiunto Raggi – un lavoro importante perché come avevamo promesso all’inizio del mandato avremmo ricominciato a portare ordine e legalità nella gestione del patrimonio del Comune di Roma. Oggi ne illustriamo una fetta, quella del patrimonio disponibile, ossia case e appartamenti che Roma da anni ha affittato a due lire”. La sindaca ha inoltre citato alcuni esempi: “Abbiamo trovato un appartamento a Fontana di Trevi di 98 mq affittato a un canone di 210 euro al mese quando il prezzo di mercato è di 2.200, dieci volte di più. A corso Rinascimento ci sono 83 mq affittati a 160 euro quando il prezzo di mercato è di 1.800, a piazza Navona 30 metri più 30 di terrazza addirittura a 13,50 euro con un canone di mercato stimato di 1.000 euro”. “Con questa delibera, – ha spiegato ancora – dopo un’indagine appartamento per appartamento, stiamo riallineando i canoni al prezzo di mercato perché vengano affitatti al giusto prezzo e il ricavato andrà a finanziare i servizi che Roma deve erogare tutti i cittadini. Da un incasso di 1,1 milioni di euro, quando sarà completo il riallineamento dei canoni arriveremo a introitare circa 7 milioni di euro. La rivoluzione interesserà circa 570 appartamenti, determinando un introito stimato per le casse capitoline di quasi 7 milioni di euro all’anno a fronte dell’attuale di circa 1 milione e 100 mila euro. Questo lavoro – ha chiarito – non vuole penalizzare le persone ma ristabilire principi di legalità ed equità, perché il patrimonio di proprietà del Comune è un bene che è stato svenduto e dimenticato, costituendo piccole sacche di privilegio agli occupanti a detrimento non solo delle casse capitoline ma di tutti i cittadini romani che avrebbero potuto usufruire di servizi che invece non hanno avuto. Questa – ha concluso Raggi – è solo la prima fase del lavoro di assessorato e commissione, oggi tracciamo una linea e cominciamo a renderlo noto”. “Del totale, 30 alloggi saranno sottratti a questa gestione e saranno assegnati al dipartimento Politiche sociali per essere destinati al Sassat, il servizio di sostegno alloggiativo per i nuclei fragili e il reinserimento sociale delle famiglie. Per dare un’idea – ha spiegato Raggi – con 1 milione di euro si apre un asilo nido, si compra un bus o si possono rifare 2 km di manto stradale. Pensate quanta parte di servizi è stata negata con questa gestione scellerata fatta negli anni del patrimonio e delle casse capitoline”.

Patrimonio, l’assessore Castiglione: “Nessuno andrà in mezzo a una strada”

“Oggi poniamo fine a uno scandalo. Procederemo alla disdetta dei rapporti contrattuali ancora in essere, senza mettere nessuno in mezzo a strada. Successivamente alla revoca di questi contratti metteremo a bando questi immobili tramite asta pubblica a cui potranno partecipare anche gli attuali conduttori”. Così l’assessore capitolina al Patrimonio e alle Politiche Abitative Rosalba Castiglione intervenendo alla presentazione della ridefinizione del piano di intervento sulle locazioni relative al patrimonio disponibile ad uso abitativo di Roma Capitale, presso la sala della piccola protomoteca. “Si aggiudicherà l’immobile – ha aggiunto Castiglione – chi farà l’offerta più alta e a parità di condizione ci sarà prelazione nei confronti dell’attuale conduttore”. In attesa dell’asta per le occupazioni senza titolo si procederà alla richiesta dell’indennità di occupazione. L’assessore Castiglione, durante il suo intervento, ha inoltre spiegato che nel corso degli anni, “c’è stato un tentativo della giunta Marino di riportare un po’ di ordine all’interno dell’amministrazione, purtroppo la delibera no teneva conto della possibilità di distribuzione degli appartamenti sul libero mercato. Noi- ha sottolineato – utilizzeremo il metodo previsto per legge. Quindi gli immobili una volta rimasti vuoti verranno rimessi in asta, posti sul mercato con il valore di mercato determinati con i canoni medi dell’omi e il nuovo conduttore sarà colui che si aggiudicherà l’asta al maggior rialzo. Questo per garantire la trasparenza e la possibilità a tutti di partecipare ed entrare come inquilino dentro il patrimonio di Roma immobiliare. Per quanto riguarda gli attuali inquilini, – ha ribadito – verranno revocati tutti i contratti e la revoca avrà efficacia secondo la durata contrattuale o secondo la normativa vigente: quindi nessuno domani sarà per strada, verranno rispettate le normative previste per legge e poi – ha concluso – potranno partecipare alla nuova possibilità di riaccedere sugli immobili secondo quello che previsto da questa delibera”. Alla conferenza sono intervenute anche la sindaca di Roma Virginia Raggi e la presidente della commissione competente Valentina Vivarelli (M5S), secondo cui “garantire trasparenza e equità anche nella gestione del patrimonio disponibile di Roma Capitale è fondamentale. È un passo importante che i cittadini chiedevano da tempo. I maggiori introiti – ha concluso Vivarelli – saranno reinvestiti in servizi”.

La Cgil ed i movimentì per la casa si chiamano fuori dal tavolo e chiedono le dimissioni dell’assessore Castiglione

Fin qui l’amministrazione, ma al netto delle promesse, e lo ricordiamo alla Raggi ed alla sua giovane amministrazione che la campagna elettorale è finita e dunque sarebbe necessario passare dalle parole ai fatti, buche e case comprese. Purtroppo c’è da registrare lo strappo, che a nostro avviso è significativo, proprio di due attori protagonisti della lotta per chi non ha casa, come la Cgil ed i Movimenti, che oltre a fuggire dal tavolo convocato dall’Amministrazione di Roma Capitale, chiedono anche le dimissioni dell’Assessore competente, Rosalba Castiglione: “Come sindacati e movimenti abbiamo abbandonato il tavolo convocato dall’assessore alle politiche abitative del Comune di Roma Rosalba Castiglione, di cui chiediamo le dimissioni immediate”. Così, in una nota, Roberto Giordano, segretario della Cgil di Roma e del Lazio.”La giunta 5 stelle – continua – si dimostra incapace di amministrare la città, preferendo continuare a fare una propaganda sterile e arrogante. E’ un atteggiamento irresponsabile che come forze sociali abbiamo deciso di sottolineare uscendo dall’assessorato. Mesi di lavoro e di impegno sono risultati del tutto inutili. Speravamo di poter giungere a un documento condiviso con Comune e Regione per mettere mano ai problemi abitativi di Roma e invece l’indisponibilità al dialogo dell’assessore ha vanificato i nostri sforzi. Come ‘aggregato anomalo’ sindacati, associazioni di categoria, studenti, movimenti per il diritto all’abitare e per la rigenerazione urbana, risponderemo ora con tutte le forme democratiche di mobilitazione e di protesta consentite, nessuna esclusa. Allo stesso tempo chiediamo alla Regione Lazio un confronto immediato per dare risposte concrete a chi vive da troppi anni in condizione di disagio e sofferenza”.

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