Vasco Errani annuncia l’uscita dal Pd, e segue Bersani. Intanto si prepara la costituzione di due nuovi gruppi parlamentari, effetto della scissione nel Pd

Vasco Errani annuncia l’uscita dal Pd, e segue Bersani. Intanto si prepara la costituzione di due nuovi gruppi parlamentari, effetto della scissione nel Pd

“Al di là di quanto scrivono i giornali, io parlerò di politica solo sabato, alla riunione del mio circolo di Ravenna. Fino ad allora non farò dichiarazioni di nessun tipo sui temi del Partito Democratico”. Vasco Errani, ex presidente dell’Emilia-Romagna e attuale commissario per la ricostruzione post sisma, dove lo ha voluto l’ex premier Matteo Renzi e dove l’attuale, Paolo Gentiloni, lo ha confermato, non smentisce il possibile addio al Pd, nonostante la richiesta di confermare dichiarazioni in tal senso riportate da La Repubblica e a lui attribuite. Errani ha risposto rinviando la conferma o meno a un appuntamento al Circolo Pd cui è iscritto, sabato pomeriggio alle 14,30 alla Sala Strocchi di via Maggiore, richiesto “con preoccupazione” sullo stato del Pd da alcuni iscritti e militanti. Errani non ha mai nascosto la sua vicinanza con Pier Luigi Bersani.

Se Vasco Errani dovesse lasciare il Pd, il suo ruolo da commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto sarebbe in discussione? “Non scherziamo, Errani è una persona competente che sta facendo bene il suo lavoro. Non è stato nominato perché fa parte del Pd. Il suo ruolo non è in discussione”, replica il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato rispondendo ai cronisti in Transatlantico.

Trentasette deputati come minimo e dodici senatori per il momento. Il gruppo che dovrebbe nascere dalla scissione del Pd prova a formarsi, ma forse, spiegano fonti che lavorano al dossier, per la costituzione è ancora presto. L’obiettivo, è stato chiarito questa mattina in una riunione ad hoc, è arrivare al fine settimana con la lista delle adesioni. Per l’insediamento occorreranno altri giorni. Da chiarire, non solo la consistenza numerica, ma l’atteggiamento da tenere nei confronti del governo Gentiloni. Un nodo politico non da poco, visto che 17 deputati della neonata formazione vengono da Sinistra Italiana, formazione che in Parlamento si è posta fin dalla nascita in alternativa al governo di matrice renziana. Gli ex Pd dovrebbero essere tra i venti e i ventitre, uno o due verranno dal gruppo misto. L’atteggiamento da tenere nei confronti del governo, spiegano fonti interne, sarà discusso dopo la nascita del gruppo. Tra i nomi, circola con insistenza quello di ‘Democratici e progressisti’ e ‘Democrazia e lavoro’. Mentre per il partito, tra le ipotesi c’è “Movimento per la costituente di sinistra”. Decisioni, avvertono, non ne sono state ancora prese. Probabile che si inserisca anche il riferimento al socialismo, come esplicitamente chiesto da Enrico Rossi.

La “scissione” nel Pd ha innescato anche un movimento a sinistra, che interessa Sinistra Italiana, Possibile e Alternativa libera. Il confronto avviene in primo luogo in Parlamento. Alla formazione guidata da Nicola Fratoianni resterebbero alla Camera 14 deputati. Fratoianni ha avviato un confronto con il movimento fondato da Pippo Civati e quello degli ex M5s per valutare la possibilità di una convergenza in un gruppo unico, probabilmente federato. Nell’ipotesi la compagine parlamentare dovrebbe essere guidata da Pippo Civati. Alla Camera l’unione tra Sinistra Italiana e le due componenti del gruppo misto potrebbe portare a una “cosa rossa” di 24 deputati. Ma i tre movimenti provano a raccordarsi anche sui territori, nel tentativo di coordinare le rispettive articolazioni. A tal fine Alternativa libera, per iniziativa di Massimo Artini, sta costituendo un network sul territorio per mettere in connessione tutti i fuoriusciti dal Movimento Cinque Stelle.

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