Lo Stadio della Roma appeso ad un filo. Rivolta della base M5S e avvertimenti di Federconsumatori e Italia Nostra

Lo Stadio della Roma appeso ad un filo. Rivolta della base M5S e avvertimenti di Federconsumatori e Italia Nostra
Lo Stadio della Roma è ormai appeso ad un filo sottilissimo. Non si tratta più di tener conto o meno del parere dell’autorevole ex assessore all’Urbanistica, Berdini, che aveva mostrato in più occasioni tutte le sue perplessità sulla qualità e soprattutto quantità (cemento e non solo ndr) dell’opera, ma delle prese di posizione quotidiane che registriamo da parte, non solo dei politici e degli amministratori di Roma Capitale, ma anche delle associazioni ambientaliste e di tutela dei cittadini. In questo giovedì di metà febbraio da tenere nel giusto conto la posizione di Federconsumatori Lazio, che rompe il silenzio su uno degli argomenti urbanistici più spinosi degli ultini 50 anni. Senza chiudere la porta all’impianto, l’associazione fissa, comunque, dei paletti: “concorda con l’idea dello stadio della Roma; ma solo in condizioni di totale trasparenza ed equilibrio urbanistico. Qualora tali condizioni, per noi imprescindibili e già condivise con il Comitato di Tor di Valle, venissero a mancare, Federconsumatori Lazio, per la tutela dei cittadini, è pronta a ricorrere alle vie legali. I rischi di speculazione edilizia in un intervento urbanistico enorme, in cui la struttura sportiva vera e propria occuperà solo il 14% delle cubature, sono alti” dichiara Luigi Agostini – presidente di Federconsumatori Lazio. In collaborazione con il Comitato Tor di Valle, “sulla base di queste considerazioni, sta valutando l’ipotesi di un ricorso al TAR, qualora non vengano rispettati i parametri necessari”.
 
Italia Nostra: “Stupisce che il M5S che ha il potere a Roma, accetti diktat sulla pianificazione urbanistica”
 
E spinge sull’acceleratore anche Italia Nostra, che in più occasioni aveva reso note tutte le sue perplessità: “Quando si fa un’opera di questa importanza strategica il luogo non può essere imposto dai costruttori. Attenzione, non è questione di no preconcetti ma di restituire al Comune di Roma la sovranità e i propri poteri di decidere dove si fanno le grandi opere. Stupisce grandemente che una forza che ha il potere a Roma sull’onda dell’indignazione di una politica che da troppo tempo era succube dei poteri forti, accetti diktat sulla pianificazione urbanistica e quindi sulla qualità della vita della gente, sulle esigenze delle periferie e sulle infrastrutture mancanti. Italia Nostra Roma che, già molti anni fa aveva proposto che a Roma ci fossero due stadi, uno per la Roma e l’altro per la Lazio, per liberare il Complesso Monumentale del Foro Italico, intende, nei prossimi giorni, dimostrare, con proposte alternative il dove, come e quando uno stadio possa essere veramente di pubblica utilità, se posizionato al posto giusto – si legge nella nota – E’ vero che la decisione sullo stadio rappresenta la linea di demarcazione del cambiamento e della scelta decisa per interesse generale, piuttosto che un ritorno al passato in cui soggetti privati si arrogavano il diritto di imporre una soluzione piuttosto che un’altra, comunque sempre a loro esclusivo vantaggio, Nessuno deve imporre l’agenda al Governo della Capitale. Oggi, dunque, è sacrosanta la richiesta di annullare la delibera di pubblica utilità. Ne dovrebbero essere contenti anche i tifosi romanisti perché questo aprirebbe la strada alla costruzione di uno stadio non osteggiato da nessuno, uno stadio che deve essere costruito, nelle regole dell’attuale PRG,e potrebbe essere realizzato molto, ma molto prima di quello di Tor di Valle per il quale si annunciano ricorsi, esposti e sgambetti giuridici di ogni tipo”.
 
Fassina (Sinistra X Roma): “Sullo Stadio la sindaca deve assumersi le responsabilità delle scelte”
 
Prende le distanze da possibili speculazioni urbanistiche anche il consigliere comunale di Sinistra per Roma, Stefano Fassina: “Sullo stadio per la Roma la sindaca Raggi deve assumersi le responsabilità delle sue scelte! È senza fondamento sostenere che una radicale modifica del progetto, che elimini i mega grattacieli e gli enormi spazi commerciali previsti, ‘significa causa multimilionaria all’orizzonte che la società potrebbe intentare contro il comune di Roma, per via degli atti amministrativi compiuti dalla giunta Marino in accordo col Pd, che hanno creato i presupposti per il mancato guadagno’. L’iter amministrativo è soltanto agli inizi. Non è ancora conclusa la conferenza dei servizi e non è stato neanche avviato l’iter per la variante al Piano Regolatore Generale. Siamo agli albori di una procedura partecipata di pianificazione, lontani dalla pubblicazione delle osservazioni, ecc. Mancano quindi i presupposti essenziali per le penali. Basta scuse! La sindaca può scaricare su chi l’ha preceduta le scelte fatte prima del suo arrivo a capo dell’Amministrazione, non quelle ancora da fare”.
 
Il deputato Fraccaro (M5S) cerca di ricomporre: “Nessuno scontro nella maggioranza”
 
Cerca di stemperare i toni e riportare il sereno nella maggioranza M5S, il deputato Riccardo Fraccaro: “No” non c’è nessuno scontro nella maggioranza capitolina in merito alla realizzazione dello stadio dell’As Roma a Tor di Valle “anche perché c’è una trattativa in corso” tra Campidoglio ed As Roma “e finché non si chiude la trattativa…”. Fraccaro è componente del gruppo di supporto agli enti locali del Movimento 5 stelle al suo arrivo in Campidoglio, all’indomani del lungo vertice di maggioranza in cui i consiglieri pentastellati capitolini si sono confrontati sul dossier stadio e sulle altre questioni aperte in materia d’urbanistica, compresa la successione in capo all’assessorato dopo le dimissioni di Paolo Berdini.
 
Zingaretti: “In Conferenza dei Servizi, Roma Capitale ha depositato un parere negativo”
 
Infine, Nicola Zingaretti presidente della Regione Lazio, che sollecita, ancora una volta l’Amministrazione di Roma Capitale, sulla scelta nei confronti dell’impianto: “Sullo stadio della Roma noi siamo in attesa, anzi non noi ma i nostri uffici, perché non siamo in una dinamica di valutazioni politiche ma di rispetto delle procedure amministrative. In Conferenza dei Servizi è depositato un parere negativo di Roma Capitale sul progetto. Fino a che non ci sono atti amministrativi che cambiano, migliorano o peggiorano quello che è depositato, per noi non cambia nulla. Noi leggiamo sui giornali ciò che sta avvenendo – ha aggiunto – e se ci sono evoluzioni aspettiamo atti formali che non dobbiamo fare noi”.
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