La terra trema da Alicudi a Macerata, passando per Rieti. Tre scosse significative nelle ultime 24 ore

La terra trema da Alicudi a Macerata, passando per Rieti. Tre scosse significative nelle ultime 24 ore

Una scossa di magnitudo 3.8 è stata registrata al largo delle isole Eolie, a poche miglia da Alicudi, isola dell’arcipelago siciliano. Va detto, che lo sciame sismico che ha interessato il centro Italia in questi giorni ha spaventato nuovamente le popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto ma ha messo in allerta anche le Regioni colpite da questo sisma che non accenna a perdere di potenza. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia avverte, e questo è uno dei punti che desta maggiore preoccupazione, è che il pericolo non è collegato solo alla presunta apertura di una nuova faglia nei pressi degli appennini, ma che bisogna prestare attenzione all’attività del vulcano sottomarino Marsili: dopo un monitoraggio effettuato nelle scorse settimane si è scoperto che il vulcano (uno dei più grandi nel mare Mediterraneo) non solo è attivo ma potrebbe causare un maremoto di grosse dimensioni in grado di colpire le coste tirreniche di Sicilia, Campania e Calabria.

La forte scossa al largo delle isole Eolie registrata in queste ore, potrebbe rientrare proprio nell’attività di questo imponente vulcano, che con la sua altezza sfiora il livello del mare al largo delle coste tirreniche del sud Italia. Il Marsili situato a 140 chilometri dalla costa siciliana e a 150 chilometri da quella calabra si è risvegliato di recente e, secondo i geologi, è stato la causa anche di un recente terremoto di magnitudo 3.2 avvertito in Calabria. Proprio per questo motivo l’INGV è tornato a monitorare costantemente la sua attività con una nave oceanografica che ha confermato i timori iniziali, sembra, infatti, che il grosso vulcano sia instabile e che la sua pericolosità sia molto elevata. Ad affermarlo è stato il professor Dramis, esperto di Vulcanologia che lavora presso l’Università di Roma Tre: “Il Marsili è un vulcano attivo che sta nel mare. Il pericolo di una esondazione è reale. Il vulcano c’è e non è spento”.

In questo momento si tratta di valutazioni preliminari e non ci sono conferme di movimenti magmatici ed esplosivi tali da causare un maremoto di questa portata, ma dato il risveglio di questo gigante sopito da tempo la comunicazione è stata d’obbligo. Sempre nelle ultime 24 ore una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata registrata tra le province di Macerata e Perugia. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a circa 10 km di profondità ed epicentro 5 km da Fiordimonte (Macerata) e 13 da Preci (Perugia). Non si segnalano nuovi danni. In totale sono state 13 le scosse di terremoto (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2) registrate dalla mezzanotte nel Centro Italia, colpito il 24 agosto e il 30 ottobre da due devastanti sismi di magnitudo 6 e 6.5.

E nel primo pomeriggio di sabato scossa anche nel reatino. Un terremoto di magnitudo 2.0 è avvenuto alle 14:50, ad una profondità di 11 chilometri. Il dato emerge dai rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Nel raggio di dieci chilometri dall’epicentro si trovano i comuni di Rieti, Contigliano, Greccio, Cantalice, Cittaducale, Monte San Giovanni in Sabina, Belmonte in Sabina. A seguire: Belmonte in Sabina, Colli sul Velino, Poggio Bustone, Cottanello, Rivodutri, Montasola, Morro Reatino, Montenero Sabino, Labro, Roccantica, Concerviano, Casperia, Castel Sant’Angelo, Torricella in Sabina, Configni, Rocca Sinibalda, Vacone, Poggio San Lorenzo, Poggio Catino, Casaprota, Torri in Sabina, Stroncone, Salisano, Longone Sabino, Borgo Velino, Mompeo, Micigliano, Cantalupo in Sabina, Monteleone Sabino, Frasso Sabino, Selci e Poggio Mirteto.

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