La crescita? Troppo debole. Meno fatturato, meno produzione industriale, più Cig. Camusso: non escludiamo sciopero generale. Fiom: manifestazione a Roma

La  crescita? Troppo debole. Meno fatturato, meno  produzione industriale, più Cig. Camusso: non escludiamo sciopero generale. Fiom: manifestazione a Roma

Sbotta Susanna Camusso quando legge i contenuti della legge di stabilità presentata al Presidente della  Repubblica. Sono state fornite dai giornali  ma ora con la sigla dell’ufficialità. Il segretario generale della Cgil parla di un “sindacato sotto attacco” da parte di Renzi nella sua stessa ragion d’essere di soggetto di rappresentanza sociale. Non è solo la Cgil a criticare La legge di stabilità a partire dal rinvio delle misure di flessibilità verso nuove formula di prepensionamento. Anche Cisl e Uil insieme alla Cgil preannunciano nuove manifestazioni di protesta e non escludono lo sciopero generale.

“Non possono pensare di prenderci a schiaffi. L’anno scorso abbiamo sopportato. Ora sarà diverso”

“Se hanno bisogno di noi – dice  Camusso – non possono pensare di prenderci a schiaffi. L’anno scorso  abbiamo sopportato, questa volta sarà tutto molto diverso”. La Fiom intanto ha annunciato una nuova manifestazione a Roma per contestare le politiche dell’esecutivo su pensioni e lavoro. L’iniziativa si svolgerà nel mese di novembre a Roma, probabilmente il giorno 21  “con la più ampia partecipazione possibile”, dice Maurizio Landini.

Il quadro che fa da contorno alla legge di stabilità, “fa acqua da tutte le parti” dice Camusso, non è certo tale da destare ottimismo. L’agenzia internazionale Fitch ha confermato il rating dell’Italia a BBB+, un segno di stabilità. Ma, avverte l’agenzia, “il debito italiano dovrebbe rimanere sopra il 120% fino alla fine del decennio, lasciando l’Italia altamente esposta a potenziali shock avversi”. Rischi di incidenti di percorso con riflessi negativi sulla nostra economia. L’agenzia mette in luce “le deboli performance sul fronte della crescita” tenendo conto anche delle indicazioni della legge di stabilità. Ad aggravare la situazione arrivano i dati sul fatturato industriale che ad agosto registra una diminuzione dell’16 % rispetto a luglio con variazioni negative sia sul mercato interno (-2,2%) sia su quello estero (-0,5%). Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo registra una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti con variazioni identiche per il fatturato interno ed estero. Per quanto riguarda la produzione  sempre nel mese di agosto cala dello 0,5%.

Cig. A settembre + 54,31% con  una  perdita  di salario pari a 1 miliardo 985 milioni

Ancora più eloquenti i dati sulla cassa integrazione di cui parliamo in altro articolo. A settembre torna ad aumentare, con un +54,31% sul mese di agosto, mentre il volume delle ore di Cig dei primi nove mesi del 2015 conferma l’assenza di attività produttiva (zero ore) per potenziali 330 mila posizioni lavorative dalle prospettive sempre più incerte ed esposte al pericolo reale di perdere definitivamente il lavoro. Il rapporto di settembre dell’Osservatorio Cig della Cgil, sempre nei primi nove mesi del 2015, rende noto che i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig hanno perso “complessivamente oltre 1 miliardo e 985 milioni di euro del reddito al netto delle tasse, mentre ogni singolo lavoratore in cassa integrazione a zero ore per tutto il periodo ha subito una riduzione del salario al netto delle tasse di circa 5.900 euro”.

Il segretario Cgil: con la legge di stabilità non si crea occupazione

Da questo quadro desolante ha preso le mosse  Susanna  Camusso intervenendo a Cremona alla settima edizione degli Stati generali della Cgil lombarda. Il giudizio sulla legge di stabilità è stato durissimo, una sonora bocciatura. “Non c’è traccia – ha detto – di provvedimenti per il Mezzogiorno e le pensioni. Non ci sono – ha sottolineato – scelte di investimento”. La manovra di bilancio si muove solo sulla riduzione delle tasse alle imprese ma non crea nuova occupazione. Ha criticato  il “rallentamento della lotta all’evasione fiscale” e “l’innalzamento a 3.000 euro del tetto per il contante”. “Una scelta sbagliata – ha  affermato  Camusso – come è sbagliata la decisione di non offrire risposte sui temi delle pensioni e dei contratti pubblici. Ma anche delle condizioni di lavoro e della necessità di innescare processi positivi a sostegno dell’occupazione giovanile”. Per concludere mancava qualcosa, l’intervento della ministra Madia, quella della cosiddetta riforma della pubblica amministrazione. Non ha detto una parola sul fatto che nella legge di stabilità per il nuovo contratto di tre milioni di dipendenti pubblici, bloccato da quasi otto anni, si prevedono solo 4,5 euro lordi di aumento mensile. Ma ha annunciato che gli scatti non saranno uguali per tutti. Chi deciderà? Forse l’uomo solo comando, premier tuttofare.

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