Morti nel Mediterraneo: “la bella addormentata” di Renzi è in stato di catalessi

Morti nel Mediterraneo: “la bella addormentata” di Renzi è in stato di catalessi

Proprio mentre il nostro premier è in visita diplomatica a Washington, e parla agli studenti dell’autorevole Georgetown University del risveglio “della bella addormentata nel bosco”, alias l’Italia, e mentre sta per incontrare il presidente Obama, col quale, si presume, parlerà delle tensioni e del futuro del pianeta, ecco che il quotidiano della capitale USA dedica un graffiante editoriale all’Italia e all’Europa, a proposito delle politiche verso il Mediterraneo. E davvero l’autore, Rick Noack, editorialista del Washington Post, centra il bersaglio. Vediamo come un intellettuale americano, onesto, osserva dall’altra sponda dell’Atlantico quel che accade nel Mediterraneo.

Le prime righe affilano la lama: “quando 150 persone sono morte nell’incidente aereo della Germanwings il mese scorso in Francia, le tv europee ne hanno parlato per giorni. Domenica scorsa, 400 persone sono annegate nel Mediterraneo, a poche centinaia di miglia dalla costa. Questa volta, nessuna televisione ha interrotto la sua programmazione e la tragedia non è balzata agli onori delle prime pagine, se non in rari casi. Mentre i migranti morti nel Mediterraneo erano rifugiati africani, le vittime del disastro aereo erano innanzitutto europee. Molti osservano che questa differenza basta a spiegare perché ogni caso viene trattato in modo così diverso”. E non solo. La requisitoria che arriva da questo intellettuale americano sostiene che secondo uno studio citato ampiamente, un gruppo di giornalisti indipendenti europei hanno scoperto che la cifra dei morti nel Mediterraneo è di 23mila nel corso degli ultimi 14 anni. E nonostante ciò, la risposta, sostiene l’accusa, è di un mutismo incredibile rispetto a ciò che accade al largo delle nostre coste.

E non è solo la stampa americana, con gli intellettuali di punta, che si pone questo interrogativo. La direttrice della Rete austriaca Puls4, Corinna Milborn, ha twittato martedì: “cosa sarebbe accaduto se 400 passeggeri di una nave da crociera fossero annegati nel Mediterraneo oggi?”.  La Milborn ha proseguito con le accuse in una intervista concessa giovedì a WorldViews: “dopo settimane di copertura continua dell’incidente aereo di marzo, i lettori e i telespettatori si sono indignati quando la morte di 400 rifugiati ha risvegliato una scarsa attenzione dei media, soprattutto se si pensa che la stessa situazione coinvolge nello stesso modo gli europei”.

L’inviato speciale della rete pubblica austriaca ORF, l’egiziano Karim El-Gawhary, le ha risposto: “verissimo! Vorremmo trasmettere dal vivo da tutti i porti del Mediterraneo, produrre rapporti specifici e chiedere che i responsabili della tragedia vengano assicurati alla giustizia”. Secondo le statistiche europee, ci si attende che il 2015 possa rivelarsi l’anno più tragico nella storia del Mediterraneo sul piano della cifra dei rifugiati annegati durante la traversata dai porti africani verso le coste europee. Sull’onda emotiva provocata da questi dibattiti, in lingua inglese e tedesca, il quotidiano Die tageszeitung è uscito con la prima pagina listata a lutto, sulla quale si leggeva: “400 persone – morte il 12 aprile 2015”. La pagina è stata ampiamente condivisa sui social media tedeschi, i cui utenti hanno plaudito alla decisione del giornale di fare della tragedia nel Mediterraneo la storia di copertina.

La direttrice Milborn dice la verità: “dopo queste tragedie, nessuno prende misure, nessuno identifica le vittime, nessun politico le commenta. Per questo c’è scarsa attenzione mediatica. È triste vedere come sia divenuto prevedibile questo schema”. Sulla stampa internazionale, dunque, la questione è politica, e insieme mediatica. Dal punto di vista politico, emerge la fragilità delle istituzioni europee, chiamate appunto a dire qualcosa, a fare qualcosa, a muoversi per rispettare la dignità di ogni persona umana, perché questo è il dovere della nostra civiltà europea. Chiamiamola Triton, o peppino, o mariolina, ma una iniziativa umanitaria è urgente, sia sulle coste africane che in alto mare. La “bella addormentata” renziana è ancora in evidente stato di catalessi, a proposito delle morti nel Mediterraneo.

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