Province, mobilitazione sindacale contro il caos istituzionale

Province, mobilitazione sindacale contro il caos istituzionale

Sembra sempre più nebuloso il futuro dei lavoratori, attualmente dipendenti delle ormai ex Province. Funzioni, ruolo e collocamento restano solo ipotesi, senza alcuna certezza ed allora i Sindacati Confederali passano al contrattacco, visto che non hanno ricevuto alcuna risposta dal Governo, mentre prosegue la lenta agonia delle funzioni e delle responsabilità burocratiche ed amministrativa. L’ipotesi era quasi certa: il personale attualmente in carico alle amministrazioni provinciali, doveva passare alle Regioni, poi, sul punto, tutto si è trasformato in lettera morta. Troppe le resistenze politiche, visti soprattutto gli equilibri politici in alcune parti geografiche del Paese, che impediscono ragionamenti seri e soprattutto definitivi, sul futuro di migliaia di lavoratori. Sul punto i Sindacati accusano il Governo, colpevole di aver preso sottogamba un settore di grande rilevanza, passata, presente e futura per il Paese, basti pensare ai compiti che fino a pochi mesi fa erano nella piena disponibilità delle dismesse province (centri per l’impiego, formazione professionale, manutenzione delle scuole, tutela ambientale e gestione delle strade ndr). Su tutto questo parte l’offensiva sindacale. Chiara la nota diffusa dai Segretari generali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Dettori, Faverin e Torluccio che giudicano “insopportabile e indisponente” l’atteggiamento del Governo. “Nessuna risposta sul caos generato da scelte inconcludenti. Abbiamo persino sentito negare l’esistenza di tagli lineari. Perderemo ancora preziose professionalità e quindi occupazione, i cittadini pagheranno con lo smantellamento dei servizi. Un atteggiamento irresponsabile”. La presa di posizione dei sindacati è giunta dopo l’incontro al Senato con i Sottosegretari Claudio Bressa e Angelo Rughetti e il relatore della Legge di Stabilità, Senatore Giorgio Santini, a margine del sit-in dei lavoratori delle Province contro l’emendamento del Governo che “oltre a causare 20mila esuberi – aggiungono i Sindacati – non affronta il nodo del riordino istituzionale, colpevolmente lasciato al suo destino dal Governo Renzi”. Poi i Sindacati annunciano la mobilitazione e le manifestazioni di protesta: “Venerdì 19 occuperemo tutte le sedi provinciali per scongiurare questa sciagura, con sit-in davanti alle Regioni affinché difendano i servizi ai cittadini. Non si voltino dall’altra parte e non utilizzino i lavoratori delle Province come merce di scambio. Adesso il Parlamento – concludono i tre segretari generali – si riappropri del ruolo che la Costituzione gli riconosce e rimetta mano a questo pasticcio”.

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