Napolitano: “Solo instabilità dalle ipotesi su voto anticipato e scissioni”

Napolitano: “Solo instabilità dalle ipotesi su voto anticipato e scissioni”

Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel consueto incontro augurale con le più alte cariche dello Stato, si dice nuovamente preoccupato per quanto sta accadendo nel Paese. Preoccupazioni soprattutto per l’assenza di dialogo, chiaro il riferimento ai molteplici bracci di ferro in corso e che, di fatto, paralizzando il destino delle riforme, che secondo Napolitano, dovrebbero essere immediate. Ma gli allarmi del Presidente riguardano anche altre spine, come ad esempio la possibilità, ventilata da alcuni, di un ricorso al voto anticipato: “Non possiamo essere ancora il Paese attraversato da discussioni ipotetiche, se e quando e come si voglia e si possa puntare su elezioni anticipate e su scissioni. E’ solo un confuso agitarsi che torna ad evocare lo spettro della instabilità”. Poi Napolitano affonda il suo messaggio concentrandosi sui filoni economici, che tanta apprensione stanno provocando rivolgendo uno sguardo attento alle questioni legate all’Ue: “Gli auguri che quest’anno ci scambiamo si intrecciano strettamente con gli impegni che tutti condividiamo per il superamento degli aspetti più critici per la situazione economica e sociale. In Ue ci siamo presentati con le carte in regola per il rispetto dei vincoli. A ciò deve corrispondere, in primo luogo in Parlamento, la massima serietà e saper passare sempre più da parole a fatti per procedere con coerenza e senza battute di arresto sulle riforme”. Quello messo in campo sulle riforme è “un programma vasto, ma che ha dato il senso di quale cambiamento fosse divenuto indispensabile e non più eludibile”. Ed infine sul semestre di Presidenza italiano, che dovrebbe anche portare, alla sua conclusione, alle dimissioni anticipate del capo dello Stato: “Il governo italiano, partendo dall’accurato lavoro preparatorio del governo precedente, ha potuto operare validamente e con maggior sicurezza per un nuovo corso delle politiche finanziarie e di bilancio dei 28, oltre i limiti divenuti soffocanti e controproducenti dell’austerità”.

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