Mafia Capitale, in piazza la rabbia dei lavoratori della Cooperativa 29 giugno

Mafia Capitale, in piazza la rabbia dei lavoratori della Cooperativa 29 giugno

“Non tagliate la parte sana della ’29 giugno’, quella ‘di sotto’, che guadagna meno di 1.000 euro al mese”. Lo ripete più volte Paolo Armillotta, operatore sociale al Centro d’accoglienza per rifugiati politici di Ponte di Nona e delegato Usb, uno dei 1.400 lavoratori della cooperativa “29 giugno”, il cui ex presidente Salvatore Buzzi, è stato arrestato nell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, sulla cosiddetta “Mafia Capitale”. Insieme a lui, nel presidio a piazza Santi Apostoli, organizzato stamattina dall’Usb con lo slogan “Contro le mafie e gli appalti, reinternalizziamo i servizi e i lavoratori”, qualche decina di dipendenti della coop. “Finora ci sono state solo rassicurazioni dai nuovi vertici della ’29 giugno’ – afferma Guido Lutrario, della Federazione romana del sindacato – ma vogliamo risposte su almeno tre punti principali. Subito lo sblocco di stipendi e tredicesime, perché la situazione è sempre più drammatica, poi rinnovare i contratti a tempo determinato e trasformarli in tempo indeterminato, e ancora reinternalizzare molti servizi, gestiti finora con costi alti per lavoratori e cittadini”. Per Lutrario “bisogna ripristinare lo spirito originario della cooperazione, puntando su piccole strutture democratiche, non su macchine ‘mangiatutto’. Di questo vogliamo parlare anche con il prefetto, a cui abbiamo chiesto un incontro”. E intanto, spiega Armillotta, “mi scade il contratto il 31 dicembre e mi hanno messo in servizio per 12 ore proprio la sera di Capodanno nel centro d’accoglienza. Così lavorerò tre ore con il contratto e nove senza. Non so cosa succederà del mio futuro, so solo che anche quella notte farò il mio dovere”. E ricorda: “Noi all’epoca abbiamo avuto un tavolo con Buzzi, che ci aveva detto di attendere gennaio per usufruire delle agevolazioni del Jobs Act e assumere i lavoratori. Ci chiediamo ora i nuovi vertici cosa faranno”.

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