Renzi: imprenditori eroi. Camusso: ma che dici? Il futuro è delle persone normali

Renzi: imprenditori eroi. Camusso: ma che dici? Il futuro è delle persone normali

Bertolt Brecht amava dire che è “fortunato quel popolo che non ha bisogno di eroi”. Evidentemente Matteo Renzi non la pensa allo stesso modo. Nel videomessaggio che il premier ha inviato alla CNA, la Confederazione nazionale degli artigiani, riuniti in Assemblea questa mattina in un capannone industriale, a Milano, ha infatti detto che “chi la mattina si alza mettendo in gioco tutto, è un eroe dei nostri tempi, della quotidianità”. La banalità della frase e del giudizio è lampante, palese, evidente, eppure sono parole che nel Partito democratico risuonano da qualche tempo, in Direzione nazionale come nelle feste dell’Unità. Sono parole che, di fatto, testimoniano di un clima ideologico che da qualche tempo pare dominare nel Pd, il cui fine è quello di convincere l’opinione pubblica che “imprenditore è bello”, piccolo o grande non importa, evasore o onesto, fa nulla, e che “tra imprenditore e lavoratore non v’è differenza perchè sono entrambi nella stessa barca”. E non ancora contento di questa adesione all’eroismo degli imprenditori (non ce ne voglia la CNA, di cui conosciamo rigore, serietà e autonomia, ma la strumentalizzazione del premier è evidente), Renzi ha aggiunto: “Dateci una mano a cambiare l’Italia. Non vogliamo mettere la polvere sotto il tappeto, ma sbaglia chi punta sulla rassegnazione, sul tanto non ce la faremo mai”. Ecco che accanto agli eroi, spuntano i gufi. Siamo alle solite, un premier che taglia in due gli italiani, quelli che sono con lui, e quelli che sono contro di lui. E ovviamente chi è con lui è l’eroe, chi è contro è il gufo portasciagure. Copione stantìo, parole usurate, da cui però emergono e si evincono tutte le difficoltà in cui versa il premier, al di là della facile ostentazione di ottimismo.

Poco tempo dopo, ecco che Susanna Camusso, leader della Cgil, scopre il giochino del premier e tuona: “il futuro di un paese non può essere fatto da eroi ma da persone normali” (lei sì che aderisce al pensiero di Brecht!). E ha aggiunto: “Quando si indicano degli eroi, bisogna indicare persone che fanno cose straordinarie. Il premier dovrebbe ricordarsi che se gli imprenditori hanno attraversato questa crisi è perchè c’erano i lavoratori coi loro sacrifici”. Ben gli sta, a Renzi, si potrebbe dire a questo punto, se l’è cercata. Al di là delle battute, emerge la differenza di profilo culturale, politico e ideologico tra il pensiero di Renzi, e il clima che ormai si respira nel Pd, e la sinistra sindacale incarnata dal segretario della Cgil, Susanna Camusso. Una differenza che evidentemente è così profonda che nessun compromesso sarà dunque mai possibile.

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