Carla Cantone (Ferpa, 10 milioni di iscritti). “Non è questa l’Europa che vogliamo. Anziani e giovani insieme: lavoro, welfare, diritti, migrazione”

Carla Cantone (Ferpa, 10 milioni di iscritti). “Non è questa l’Europa che vogliamo. Anziani e giovani insieme: lavoro, welfare, diritti, migrazione”

Carla Cantone la incontro nella sede dello Spi Cgil, il sindacato dei pensionati che lei ha guidato per molti anni. È difficile prendere un appuntamento per un’intervista.  Anche chi collabora con lei, sia a Bruxelles che a Roma, a fatica segue il suo “vagabondaggio” in Europa. La nuova “sede” di lavoro è a Bruxelles nel palazzo dove ci sono gli uffici della Ferpa, la Federazione europea degli anziani e dei pensionati, 10 milioni di iscritti, 42 sigle sindacali. “Ma, dice lei, da quando sono stata eletta segretaria generale di questa grande organizzazione, Congresso di Budapest, 11 settembre del 2015, un momento di  rodaggio, di organizzazione, poi a pieno ritmo dal 3 febbraio, non sono rimasta ferma un giorno. Sono io che mi muovo per incontrare i dirigenti dei sindacati dei diversi paesi europei, per fare conoscenza, stabilire un rapporto non burocratico, amichevole. Voglio capire, conoscere da vicino i problemi, dal Nord al Sud di questo nostro vecchio continente. Il mio obiettivo, quello che si è posto il Congresso che mi ha eletto, è quello di costruire un unico grande sindacato europeo dei pensionati, degli anziani. C’ è bisogno in Europa, di un sindacato che rappresenti e intercetti i bisogni di una fascia di popolazione, quella over 65 anni, che è in crescita esponenziale e che arriverà a superare il numero di 100 milioni di persone nei prossimi anni. C’è bisogno che  Ferpa diventi grande”. Di strada ne è già stata fatta tanta da quando nel 1993, 29 e 30 aprile a Madrid, questo sindacato entra in campo. Molti anni prima negli Usa si erano mosse le “pantere  grigie”, un movimento importante. Ferpa ora si propone di creare una organizzazione con le caratteristiche di un sindacato, oggi giovanissimo, per rappresentare milioni di persone.

“Juntos Para Seguir Avanzando”:  Ferpa, nasce a Madrid, in campo dal 1993

“Juntos Para Seguir Avanzando”, “Uniti per continuare ad avanzare” è il “titolo” del Congresso fondativo. “Uniti – dice Cantone – è sempre stato l’obiettivo della mia vita di sindacalista”. Non a caso la proposta di nomina è stata avanzata unitariamente da Spi-Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil. “La  Ferpa – riprende Cantone – ha il compito e il dovere di diventare sempre di più il punto di riferimento di tutte queste persone. Per farlo è fondamentale che rafforzi il suo ruolo e che dia vita ad una grande alleanza tra tutti gli anziani in Europa. Una sfida ardua ma anche molto affascinante”.

 Mi verrebbe voglia a questo punto di chiedere a Carla Cantone che ne pensa di questa Europa confusa, divisa, guidata, si fa per dire, da piccoli uomini e donne, di Brexit, degli esiti del referendum, delle frenetiche riunioni di questi giorni, della fretta di cacciare la Gran Bretagna. Vorrei leggerle una frase che compare nel documento approvato dal Parlamento europeo che chiede “una implementazione rapida e coerente della procedura di revoca” dell’appartenenza del Regno Unito alla Ue. “Implementazione”, parola da banchieri, da burocrati che spadroneggiano negli organismi europei a partire dalla Commissione presieduta da Juncker, provenienza Lussemburgo, il paese che piace tanto agli evasori fiscali.

“Ci battiamo per un Parlamento europeo che decida, si confronti con le rappresentanze sociali”

Non lo faccio, conoscendola bene so che mi caccerebbe dalla stanza in cui mi ha ricevuto. Sono certo che mi direbbe “l’Europa che vogliamo è altra cosa”.  E lo dice: “Noi ci battiamo per una Europa sociale, dei diritti dei lavoratori, dei giovani e degli anziani, che accoglie i migranti. Invece il Mediterraneo, il mare nostrum è la bara di migliaia di persone, tanti bambini, tante donne. Equità, uguaglianza, giustizia sociale, come la immaginava Spinelli, il manifesto di Ventotene. ma  quella di oggi è un’Europa nelle mani della grande finanza, delle banche. Non di tutti i popoli. Non dobbiamo meravigliarci di quello che sta accadendo. Non c’è in realtà un Parlamento in grado di discutere, decidere direttive europee rispettate da tutti i Paesi, in grado di confrontarsi, una rappresentanza sociale, dei sindacati dei lavoratori, dei pensionati, degli anziani e delle organizzazioni imprenditoriali. Così fallisce la grande ambizione di costruire una Europa sociale che abbia il welfare come riferimento di ogni iniziativa in campo economico e sociale”.

Il  welfare sotto attacco in tutti i paesi, la salute diventa un optional

“Già – riprende – il welfare in tutti i Paesi della Ue è sotto attacco, la salute diventa un optional, le persone non hanno i soldi per curarsi, i servizi sanitari pubblici  non riescono a far fronte ai bisogni di milioni di persone”. Già che c’è ricorda che proprio  Monti nel 2011 con la “troika” riuscì a ridurre le risorse per le prestazioni sanitarie. Insiste sul welfare, il problema del secolo, che “deciderà delle nostre vite. Noi siamo orgogliosi che la bandiera del welfare l’abbiano presa nelle mani gli anziani. Significa indicare e battersi per difendere, cambiando in positivo, adeguandola a nuovi bisogni, quelli dei giovani, ciò che definisce la socialità”. Annuncia che Ferpa sta lavorando in tutta Europa per lanciare un manifesto-appello, “La carta dei diritti degli anziani e dei pensionati”. Parla di Costituzione europea che dovrebbe accogliere i principi della Carta. Ferpa impegnerà il Parlamento europeo perché diventi il “motore politico” del vecchio continente. Ci avviamo alla conclusione.  Cala l’asso nella manica. Non è esagerato dire che proprio lo Spi Cgil con la sua segreteria è stato il sindacato che più si è avvicinato ai giovani, li ha cercati, li ha contattati, insieme in tante iniziative.

“L’Europa che vogliamo ha bisogno – conclude – di una grande alleanza anziani-giovani. Noi, gli anziani, perché vogliamo vivere in serenità dopo una vita che non è mai stata facile, fatta di lotte per affermare i diritti dei lavoratori, delle donne e degli uomini, di sacrifici, di preoccupazioni per il futuro dei nostri figli e nipoti. Non c’è serenità, c’è rabbia, sfiducia, insicurezza. E ai giovani che offre l’Europa? Quella di andare alla ricerca di un lavoro perché a casa propria non lo trova, neppure se ha una laurea favolosa. In Italia   offriamo loro i voucher. Serenità – riprende – libertà e benessere. È possibile. Noi, Ferpa, i sindacati delle diverse categorie, con la Confederazione europea (Ces) dobbiamo presentare piattaforme comuni per le politiche sociali, il lavoro, contro la precarietà”.

Con i giovani per  rivivere la memoria di una Europa  in pace da 70 anni

Insiste Cantone sul rapporto con i giovani. “Noi possiamo essere, dobbiamo essere – sostiene – la memoria di un’Europa che vive in pace da settanta anni, ma nel mondo le guerre ci sono, eccome. La memoria deve vivere nel sindacato europeo, nella Ces, anziani e giovani insieme”. Ci salutiamo. L’appuntamento è con la “ Carta dei diritti”. L’Europa ne ha bisogno. Non solo per sopravvivere, ma per cambiare rotta. La strada da percorrere non è facile. Queste giornate frenetiche vissute dalle riunioni dei “28” che diventano “27” ci dicono una cosa. La frenesia di chiudere la partita con la Gran Bretagna  è il segno che il cambiamento di rotta non è nel dna di chi governa i nostri paesi. Si agita lo spettro di Brexit per nascondere la realtà di un’Europa non governata dai popoli, dalla politica con la P maiuscola. Carla Cantone ci dice quanto il sindacato può fare per cambiare le carte in tavola. Però bisogna volerlo. La “Carta dei diritti” di cui la segretaria generale della Ferpa ci ha parlato può essere un momento di grande importanza per una mobilitazione di massa che unifichi l’Europa. Quella sociale.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.