Rapporto Istat. Più che rilevazioni statistiche sembra un bollettino di guerra. Un Paese povero con disuguaglianze. Il prezzo più alto lo pagano i giovani

Rapporto Istat. Più che rilevazioni statistiche sembra un bollettino di guerra. Un  Paese povero con disuguaglianze. Il prezzo più alto  lo pagano i giovani

Il quadro rilevato  dall’Istat ci dice cose molto interessanti che delineano , al di là dei facili ottimismi , gravità e pesantezza della  situazione economica e sociale del nostro Paese. Tre sono le questioni che, in particolare, vengono evidenziate:il sistema di protezione sociale italiano è tra quelli europei uno dei meno efficaci,l’andamento dei prezzi è molto debole e quello del lavoro è incerto,ben  due milioni di famiglie vivono senza redditi da lavoro , sei milioni e mezzo di persone che vorrebbero lavorare ma non trovano lavoro.

I minori sono i soggetti che hanno pagato il prezzo più elevato della crisi in termini di povertà e deprivazione, scontando un peggioramento della loro condizione relativa anche rispetto alle generazioni più anziane. L’incidenza della povertà relativa per i minori, che tra il 1997 e il 2011 aveva oscillato su valori attorno all’11-12%, ha raggiunto il 19% nel 2014. Più che delle rilevazioni statistiche sembra un bollettino di guerra. L’elemento che emerge, con chiarezza, da tutti i dati è unico e inequivocabile: il perdurare della crisi. Una sorta di rumore di fondo che accompagna e disturba lo sviluppo del Paese.

Il lavoro, fondamentale per innescare una nuova fase di reale ripresa

Per questo è fondamentale agire per creare nuova occupazione e rilanciare la crescita. Il lavoro rappresenta  la chiave di volta per innescare una nuova fase di ripresa: l’Istat recita, infatti, che la “spesa pensionistica comprime il resto dei trasferimenti sociali.” Se si creasse nuova occupazione anche il fondo dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale tornerebbero ad essere adeguatamente rimpinguati, in maniera sufficiente ad assicurare un sistema di protezione sociale degno di questo nome. Se il tasso di disoccupazione si attestasse al 6%, con i contributi di chi passerebbe da disoccupato ad occupato il fondo pensionistico avrebbe un incremento di circa 15 miliardi di Euro, così come emerge da una ricerca dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Nel Mezzogiorno situazione di grave emergenza sociale

Per questo è più urgente che mai un Piano Straordinario per il Lavoro che, in assenza di investimenti provenienti dal settore privato, stanzi le risorse necessarie a: sviluppo tecnologico e  ricerca, realizzazione di opere di messa in sicurezza di scuole e ospedali,  modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti,’avvio di un programma per lo sviluppo e la valorizzazione dell’offerta turistica nel nostro Paese. Creare occupazione e operare una redistribuzione dei redditi sono le vere priorità del Paese, di cui l’Italia ha bisogno per uscire veramente dalla crisi. Una necessità che riguarda soprattutto il Mezzogiorno dove, tutti i dati sopra citati, peggiorano nettamente, segnando una situazione di grave emergenza sociale a cui il Governo è chiamato a dare risposte.

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