Francia. 150mila studenti nelle piazze di tante città contro il progetto di riforma del lavoro

Francia. 150mila studenti nelle piazze di tante città contro il progetto di riforma del lavoro

Nuova mobilitazione degli studenti francesi contro la riforma del lavoro targata Valls-El Khoumri, dopo quella straordinaria del 9 marzo che aveva già portato in piazza più di 500mila persone. Mentre la prima, tuttavia, era stata indetta anche dalle maggiori organizzazioni sindacali, questa seconda ha avuto come protagonisti i soli studenti, in attesa dello sciopero generale già indetto per il prossimo 31 marzo. Secondo l’Unef, l’Union Nationale des ètudiants de France, la maggiore associazione studentesca, “più di 150mila giovani hanno partecipato alle manifestazioni in tutta la Francia, 50mila più del 9 marzo”. Da Parigi a Lione, da Rennes a Tolosa, da Bordeaux a Grenoble, da Strasburgo a Tours a Perpignano, praticamente non vi è stata città, piccola o grande, che non ha visto sfilare studenti per le strade, per gridare nuovamente “ne vale pena, no alla legge sul lavoro”. Purtroppo non sono mancati incidenti e scontri con le forze di polizia. Il bilancio è di cinque studenti feriti a Strasburgo e altri quattro in alcune città del Basso Reno. Senza senso la decisione di alcune università francesi di chiudere: Parigi 1 e Bordeaux hanno deciso la chiusura amministrativa di alcune facoltà, mentre Lione ha chiuso completamente i suoi due campus universitari, proprio mentre era in corso l’assemblea degli studenti.

Forte la reazione dell’Unef, che si è detta “indignata contro queste pratiche che tendono né più né meno a privare gli studenti del loro diritto di assemblea e della loro libertà di espressione”. Il rettorato di Parigi, all’origine della decisione, invoca “ragioni di sicurezza”, rifiutandosi di fornire ulteriori e più motivare argomentazioni. Gli studenti, cacciati dalle università parigine, hanno poi deciso di continuare la loro assemblea nella piazza della Sorbona, prima di unirsi al corteo pomeridiano. Le università di Nanterre e di Parigi VIII sono state invece completamente transennate e bloccate.

In mattinata, il Ministero dell’Educazione francese aveva contato ben 115 istituti superiori bloccati sui 2.500 complessivi. Al Ministero ha replicato duramente William Martinet il leader degli studenti dell’Anef: “il sentimento generale è che un governo appassionato di bricolage ci ha avvolti col fumo delle chiacchiere per fare in modo che la mobilitazione studentesca fallisse. Noi non abbiamo mai chiesto la chiusura delle scuole e delle università”. E infine, per l’Unef, “i giovani hanno chiaramente risposto agli ultimi annunci del primo ministro: il bricolage del governo non ci ha convinti. È più che mai necessario ritirare il progetto di legge per avviare vere concertazioni a partire dalle rivendicazioni degli studenti”.

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