Elezioni Roma. Nonostante Bertolaso, Salvini vorrebbe imporre le primarie. Meloni tentata, Berlusconi irritato

Elezioni Roma. Nonostante Bertolaso, Salvini vorrebbe imporre le primarie. Meloni tentata, Berlusconi irritato

Mentre fervono i preparativi per le primarie romane del Pd di domenica prossima, ecco che il dibattito su primarie sì, primarie no divide nuovamente il centrodestra, decisamente spaccato. Salvini fa dell’ironia (“se i romani chiamano me vuol dire che stanno messi male…”) ma crederci, ci crede. Vede più di una breccia nel centrodestra, e il grimaldello si chiama appunto primarie. “Siamo qui per vincere a Roma, avere candidati che perdono non mi appassiona”, mette in chiaro, e Guido Bertolaso, sostenuto da FI e da Fratelli d’Italia, è evidentemente un perdente, “non è la candidatura migliore alla luce di quello che ha detto” sui rom e sulla sua simpatia per Francesco Rutelli. Per cui “ci vuole una candidatura seria e unitaria” e ci si arriva con le Primarie che “si possono fare entro Pasqua”. Certo, “se si candidasse la Meloni” il leader del Carroccio la sosterrebbe, ha buon gioco a dire, ma Meloni come è noto è incinta, e “il bimbo prima di tutto”. Per di più Bertolaso, prima e più che quello di ‘Giorgia’, è il candidato di Silvio Berlusconi. E il cavaliere continua a non gradire le “sparate” di Salvini contro Bertolaso ritenendolo l’unico candidato possibile del centrodestra a Roma. “Salvini è sleale” pare abbia detto Berlusconi, perché tradisce un patto che abbiamo preso insieme anche alla Meloni. Il cavaliere è atteso domani alla convention organizzata da Antonio Tajani, motivo per il quale avrebbe rinviato  l’operazione ad un occhio fissata da tempo. Berlusconi dovrebbe tornare a parlare in pubblico, ma molto probabilmente lo farà con un collegamento telefonico. Sul piede di guerra anche Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia è pronta a sostenere le Primarie come chiede Salvini a patto che si facciano in tutte le città (Milano esclusa) in cui i candidati non sono stati ancora scelti. Tra queste anche Bologna e Novara dove il Carroccio vuole il sostegno degli altri partiti ad un proprio candidato.

La Meloni continua ad essere vista come l’unica ‘via d’uscita’ per sbrogliare la matassa e per questo il pressing per una sua discesa in campo non accenna a diminuire. L’ipotesi però viene considerata dalla diretta interessata come extrema ratio con la consapevolezza delle difficoltà di affrontare in gravidanza la campagna elettorale. C’è da considerare poi che Fdi, di fronte all’ipotesi che Salvini sfili ufficialmente il suo appoggio a Bertolaso, possa decidere di correre in modo autonomo con un suo candidato. Respinta al mittente anche l’idea di sostenere Irene Pivetti, candidato che non dispiace ad una parte del carroccio: “la lega non può imporre una candidatura lombarda per la Capitale e gradita ai cinesi”, è il refrain che circola nel partito. A quel punto poi sarebbe rimessa in discussione l’alleanza anche nelle altre regioni chiamate al voto. L’attesa a questo punto è per quello che dirà Berlusconi per sbrogliare la matassa.

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