Mafia Capitale, incredibile Buzzi: “Non abbiamo commesso illeciti”

Mafia Capitale, incredibile Buzzi: “Non abbiamo commesso illeciti”

“Ho incontrato Massimo Carminati per la prima volta nel 2012. Non abbiamo commesso alcun illecito”. Così, si è difeso Salvatore Buzzi, uno degli indagati nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale finito agli arresti, davanti al tribunale del Riesame di Roma. “Qui non è questione di mondo di sotto – ha affermato il numero uno della Cooperativa 29 giugno – ma di destra e di sinistra. Io ho vinto appalti già quando in Campidoglio il sindaco era Francesco Rutelli”. In una memoria, l’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Buzzi, scrive: “Buzzi è un imprenditore che ha saputo creare una struttura di cooperative di lavoro attraverso le quali non solo ha dato lavoro e speranza a tanti detenuti, ex detenuti e a persone disagiate, ma ha creato tante occasioni di lavoro che non possono essere considerate espressione di metodo mafioso o di attività illecita”. Dunque tutto legale? Secondo la Difesa sì, ma sono le carte e le intercettazioni che portano oltre la legalità, ad un sistema di potere e di controllo degli appalti dentro e fuori del Comune di Roma, che di legale sembra aver poco.

E Marino scopre e consegna al’Autorità anticorruzione i faldoni su 120 appalti considerati opachi

Sono le carte, dunque, a parlare, visto che secondo un primo screening dell’Amministrazione capitolina, sarebbero circa 120 gli appalti considerati “opachi” e contenuti nel dossier che il sindaco Ignazio Marino ha consegnato al presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone. In particolare gli appalti riguardano tre settori: sociale, emergenza abitativa e verde pubblico. Nel pomeriggio di mercoledì, il Sindaco Marino si è recato proprio dal Presidente dell’Anticorruzione, dove ha incassato, per altro un impegno di affiancamento della struttura di Cantone a quella dell’Amministrazione. Un vero e proprio pool di esperti che ficcheranno il naso nel marcio, con la precisa volontà di cancellare il malaffare. Dunque Campidoglio, uomini della Prefettura e Autorithy, una Troika di tutto rispetto per cambiare verso, come direbbero a Palazzo Chigi, alle politiche dell’Amministrazione capitolina. Cambiare verso significa anche invertire la rotta anche nell’assegnazione dei lavori e delle opere, visto che, secondo quanto scoperto dal Sindaco Marino, solo nel “sociale ci siamo resi conto guardando i dati, che nel periodo 2007-2013 c’è stato un aumento statisticamente significativo delle procedure condotte su base negoziale, con affidamenti diretti, invece che con bandi di gara pubblici”.

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