Stabilità, Padoan cede a Bruxelles Correzione da quattro miliardi

Stabilità, Padoan cede a Bruxelles Correzione da quattro miliardi

Uno sforzo da oltre quattro miliardi per smorzare le inquietudini di Bruxelles. Un taglio da 3,3 miliardi sul fondo previsto per l’abbassamento della pressione fiscale, estensione del meccanismo di inversione del versamento Iva per 730 milioni di euro, riduzione di 500 milioni della quota dovuta all’Ue per il cofinanziamento di coesione: questo, in sintesi, il pacchetto di misure preparato da Padoan per raggiungere gli obiettivi di bilancio a medio termine richiesti dalla Commissione europea. Il ministro dell’Economia, che questa mattina ha risposto alla lettera inviata da Katainen lo scorso 22 ottobre, ha previsto che questo adeguamento strutturale dovrebbe restringere la cinghia del deficit/Pil per il 2015 dello 0,3%.

 

“Italia in grave crisi”. Un passo in avanti nei confronti dell’ Ue che il ministro Padoan annuncia non senza essersi prima tolto qualche sassolino dalla scarpa: “È mio dovere ricordare che l’economia italiana sta attraversando una delle recessioni più gravi e lunghe della sua storia: il Pil- spiega nella lettera il capo del Mef- è diminuito di oltre il 9% rispetto al 2008 e l’economia è ormai al terzo anno di recessione, con il grave rischio di deflazione e stagnazione”. Un circolo vizioso che, unito a “una politica di bilancio rigorosa” potrebbe rendere “più problematica la sostenibilità del debito”. Sostenibilità che il governo intende assicurare attraverso un “ambizioso piano di privatizzazioni” che dovrebbe portare in cassa, in media, un introito pari “allo 0,7% del Pil annuo”.

Ue: “bene la cooperazione”. Immediata la risposta del commissario Katainen: “la Commissione accoglie con favore la collaborazione costruttiva dell’Italia”, fermo restando che “mercoledì saranno pubblicate le analisi solo di quei Paesi con serie deviazioni”.

Anche Francia si corregge. In giornata è arrivata la risposta di Parigi alle richieste dell’Ue. Anche la Francia ha deciso di allinearsi, riducendo dello 0,5% il rapporto deficit/Pil per il 2015. Il tesoretto da 3,7 miliardi sarà ricavato da lotta all’evasione, riduzione degli sgravi fiscali per le aziende e minori interessi sul debito.

Camusso: “ministri senza delega”. Intanto questo pomeriggio il Governo ha incontrato le parti sociali per discutere della Legge di Stabilità. Nessuna intesa, come ha confermato sarcasticamente la leader della Cgil Susanna Camusso: “L’incontro è andato magnificamente, abbiamo capito che i ministri non hanno alcun mandato a trattare. Non abbiamo discusso di nulla. E’ surreale”. “Il governo – commenta il segretario- non solo non vuole condividere ma neppure provare a misurarsi . Naturalmente siamo pronti a farci stupire ma ci sembra di capire che non c’è concertazione e nemmeno contrattazione ma qui mancano pure le cose basilari”. Sulla possibilità dello sciopero generale, Camusso ha poi risposto: “Sabato avevamo detto una cosa precisa: che saremmo andati avanti in assenza di risposte e mi pare che siamo in assenza di risposte”.

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