Stabilità. Il governo leva e mette. Cgil, Cisl, Uil: “Cambiare le pensioni, lavoro ai giovani adesso. Un primo risultato: estesa dal 2016 l’area non tax”

Stabilità. Il governo leva e mette. Cgil, Cisl, Uil: “Cambiare le pensioni, lavoro ai giovani adesso. Un primo risultato: estesa dal 2016 l’area non tax”

Leva e metti: è questa la strategia del governo che sta presentando emendamenti su emendamenti alla legge di stabilità in discussione alla Commissione Bilancio della Camera e che da martedì dovrebbe arrivare in Aula. Il condizionale è d’obbligo perché  il “leva e metti” genera confusione. Al ministro Padoan il premier ha dato l’incarico di operare qualche ritocco senza aggravare il deficit di bilancio che è già salito al 2,4%. Padoan si è messo diligentemente al lavoro e sta dando l’ok ad alcuni emendamenti che il governo presenta sulle questioni più spinose facendo conto che la Commissione Ue rimborsi per intero le spese per i migranti, la cosiddetta flessibilità. In questo modo si tira a campare, sapendo però che quasi certamente qualche correzione andrà fatta perché in primavera non sia necessario presentare una finanziaria bis. Accade così che finalmente il governo accolga una delle richieste dei sindacati, un atto di giustizia. Mentre per quanto riguarda la riforma siamo al punto di partenza. Cioè a zero, tanto che Cgil, Cisl, Uil con le categorie dei pensionati, rafforzano la mobilitazione con iniziative unitarie.

Evitato che ai pensionati vengano chiesti soldi indietro. Ma si riduce il fondo il Fondo sociale per l’occupazione

L’emendamento presentato dal governo riguarda la no tax area e l’indicizzazione delle pensioni. La no tax per gli over 75 passa da 7750 euro annui a 8000, ogni mese circa 50 euro in più sulle pensioni. Tenendo conto che si tratta di pensionati che, come dice lo Spi Cgil, “vivono in una condizione di grave difficoltà è una prima importante risposta già a partire dal 2016 e non dal 2017 come il governo aveva inizialmente previsto”. Per quanto riguarda l’indicizzazione Spi Cgil afferma: “Siamo riusciti ad evitare che ai pensionati fossero chiesti indietro dei soldi e questo è assolutamente positivo”. Ma questo vale solo per il 2015. Per gli anni successivi invece la “sterilizzazione” avverrà alla fonte. “Resta ancora da sciogliere – conclude il sindacato dei pensionati della Cgil – il nodo del futuro sistema di rivalutazione delle pensioni. Su questo sarà necessario intensificare il confronto con il governo già a partire dai primi mesi del 2016”.

Il dato negativo, “il leva e metti”, riguarda il costo di questa operazione. L’anticipo della no tax viene finanziato con 146,5 milioni nel 2016 e 43 milioni sul 2017. Le risorse vengono prese da una riduzione del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione. Non solo: è scomparso il problema della flessibilità dell’età pensionabile a partire dalle donne. Dice il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, Pd: “Attendiamo il governo”. Ci spiace per Damiano ma l’attesa sarà lunga. In vena di emendamenti il governo ne ha studiata un’altra. Si chiama “pacchetto cultura e sicurezza”. Un pacchettino, mini molto mini. Per cultura Renzi Matteo intende i 500 euro ai 18enni provvedimento che ha raccolto una consistente massa di critiche proprio da parte dei giovani. Non si poteva utilizzare la somma necessaria, dicono gli studenti, per garantire il diritto allo studio?

Alle forze dell’ordine una mancia di 80 euro invece del nuovo contratto

Ancora: per quanto riguarda le forze dell’ordine scatta il solito bonus, pronti 80 euro che, sia chiaro, non hanno valore retributivo e non sono soggetti a contributi. In questo modo il governo risparmia perché invece di rinnovare i contratti offre una elemosina, appunto senza contributi. Per quanto riguarda il “leva” da segnalare un fatto gravissimo: niente assunzioni dei seimila medici come era stato annunciato. Ma, si sa, la sanità affidata alla ministra Lorenzin, una fan di Renzi, sta diventando la cenerentola della legge di stabilità. La sanità quella pubblica ovviamente, a tutto vantaggio dei privati.

Cgil, Cisl, Uil. Con tre grandi assemblee a Bari , Firenze e Torino aprono la vertenza con il governo

Cgil, Cisl, Uil portano a casa l’emendamento sulla no tax e l’indicizzazione, il dovuto dicono, preparano tre grandi attivi unitari interregionali di Cgil, Cisl e Uil . ‘Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani adesso!’. La piattaforma di Cgil, Cisl e Uil verrà presentata ai quadri e delegati dei sindacati confederali in tre assemblee a Bari, Firenze e Torino. L’obiettivo è aprire una vera e propria vertenza con il governo. A Bari ci saranno Giulio Colecchia, segretario generale della Cisl Puglia, Vera Lamonica, segretario confederale Cgil, mentre le conclusioni saranno affidate a Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil. A Torino, invece oltre ad Alberto Tomasso, segretario della Cgil Piemonte, saranno presenti Domenico Proietti, segretario confederale Uil e Annamaria Furlan, leader della Cisl. A Firenze, infine, sono previsti gli interventi di Francesca Cantini, segretaria generale Uil Toscana, Maurizio Petriccioli della Cisl, mentre le conclusioni saranno affidate a Susanna Camusso, segretario generale Cgil.

Nuove iniziative di protesta contro i tagli ai patronati, Acli, Inas, Inca, Ital

Da segnalare infine nuove iniziative di protesta contro i tagli al finanziamento dei patronati del Ce.Pa. (Acli, Inas, Inca e Ital). Una nuova ondata di chiusure programmate degli uffici è prevista anche il 14 e il 15 dicembre nelle principali città e accompagnerà la discussione in Parlamento della legge di stabilità fino alla sua approvazione definitiva. Il governo sembra intenzionato a mantenere una posizione rigida, contraria a qualsiasi apertura nei confronti di patronati che svolgono una attività di utilità sociale. Una vera e propria sfida ai sindacati, un veto posto dal presidente del Consiglio a qualsiasi modifica.

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