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Supermercati, caos tra gli scaffali: questi cambiamenti mandano in confusione tutti | Attenzione alle etichette

DOP e IPG
Scaffali pieni al supermercato – StockAdobe – jobsnews.it

Rivoluzione in arrivo nell’ambito della GDO: nuove etichettature creeranno scompiglio nei consumatori. Ma forse non sarà così male.

Esiste una branca del marketing che lavora sul naming del prodotto per renderlo capace di essere “evocativo“. Per fare un esempio noto a tutti, è chiaro che Nike, notissimo marchio di calzature, abbigliamento e accessori sportivi, rimandando alla dea greca della Vittoria, evoca necessariamente sensazioni positive ed esaltanti per gli appassionati di sport.

Ma cosa succede quando il brand o il nome di un prodotto evoca il brand o il nome di un altro prodotto? E’ chiaro che in tal caso l’evocazione assume tutt’altro rilievo, configurandosi anche, intuitivamente, in qualcosa che ha il sapore della truffa.

E’ il caso, ad esempio dell’americano Parmesan, che richiama il nostro parmigiano, o il dalmata Prosek, che evoca i nostri raffinati prosecchi. Su questi aspetti, estremamente delicati, sta per intervenire una nuova normativa dell’Unione Europea, al fine proprio di scongiurare i casi più eclatanti di evocazione truffaldina.

Vediamo quindi come tutto questo impatterà sulle etichettature attualmente presenti sui prodotti venduti tra gli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata. Poiché il cambiamento potrebbe essere rilevante, creando smarrimento fra i consumatori, facciamo il punto sull’attuale nomenclatura.

DOP, IGP e STG

Attualmente l’Unione Europea riconosce tre denominazioni specifiche, al fine di tutelare la qualità dei prodotti agroalimentari. Il nostro paese è, da questo punto di vista, ben piazzato, avendo sotto tutela ben 838 prodotti. Ciò fa dell’Italia, probabilmente, il paese maggiormente tutelato al mondo.

La prima denominazione riconosciuta è il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) che ha il fine di identificare il prodotto in quanto originario di un luogo specifico le cui caratteristiche non possono prescindere da quel particolare ambiente geografico e dai suoi fattori naturali ed umani. Sono ben 408 i vini e 170 i prodotti agroalimentari italiani marchiati DOP.

casi di evocazione
Sono 408 i vini italiani DOP – StockAdobe – jobsnews.it

Scongiurare i casi di evocazione

Con prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta) si intende un prodotto anch’esso originario di un determinato luogo, ma non è necessario che tutte le fasi di produzione siano realizzate in loco: ne è sufficiente solamente una.

Infine, esistono le Specialità Tradizionali Garantite (STG), come la mozzarella e la pizza napoletana, per le quali è sufficiente utilizzare materie prime tradizionali, a prescindere dal luogo di produzione. Il nuovo regolamento UE, promosso peraltro dall’Italia, dovrebbe rafforzare e rivedere queste tre attuali denominazioni, al fine di eliminare il rischio di evocazioni truffaldine.