La Tv di fronte alla sfida del metaverso al Miptv di Cannes

La Tv di fronte alla sfida del metaverso al Miptv di Cannes

Benvenuti nell’anno 2600 ai confini delle galassie, dove i nostri discendenti si troveranno preda di rettili armati provenienti da altri mondi. Milioni di giocatori compulsivi avranno immediatamente riconosciuto l’universo del più famoso videogioco di guerra (Microsoft), «Halo», adattato a una serie televisiva  prodotta dalla Paramount+, con la partecipazione di  Steven Spielberg in persona. La proiezione di due episodi ha aperto la quinta edizione di Cannes Séries come preludio della 59esima edizione del Mercato Internazionale dei Programmi TV (MIPTV) dall’1 al 6 aprile.

Un MIPTV come nessun altro  poiché ha segnato, a suo modo, il ritorno al business di un settore in cerca di ripresa, dopo due anni di assenza, a causa del Covid. 5000 partecipanti e buyer provenienti da 80 paesi del mondo si sono riuniti per discutere su come riattrarre il pubblico. Perché se è vero che durante la pandemia il consumo di contenuti «non è mai stato così alto», come ha osservato Lucy Smith, direttore del MIP –  salvo qualche eccezione  –  non ha fermato l’ormai decennale declino dell’audience.

Ora, è un fatto consolidato, che soprattutto la fascia d’età tra i 15 e 24 anni trascorrono più tempo su Internet che sulla TV di un tempo. Se ci limitiamo al settore delle serie tv, la cui gigantesca offerta ha recentemente raggiunto un picco senza precedenti, oltre il 50% del loro consumo è ora via Internet attraverso le cosiddette piattaforme di streaming digitale, Netflix, Amazon Prime Video, Apple, Disney+, ecc. Tra di loro, queste quattro piattaforme americane dominano il mondo, almeno l’Europa, capitalizzando il 70% del mercato più redditizio attualmente, quello di SVOD (video on demand).

Questo «nuovo ordine del mondo dei media» è stato messo in risalto nelle conferenze del Miptv e a Cannes Séries, quest’ultimo un concorso internazionale, aperto al pubblico con la presenza delle star Gillian Anderson di X-Files o Sydney Sweeney (“Euphoria”) che hanno sfilato su un tappeto rosa. Due selezioni, 13 nazioni rappresentate e 10 anteprime mondiali, proiettate nel prestigioso Grand Auditorium del Palais des Congrès di Cannes. Una super vetrina per le produzioni delle famose piattaforme come “Halo”, o la serie tv che rappresentava l’Italia, la pepita “Bang Bang Baby”, una creazione di Andrea Di Stefano, una produzione di Amazon Prime Video, succursale del colosso americano di Internet. Fino a che punto possiamo spingerci per amore di un padre che pensavamo morto? Questa è la domanda che si pone la giovane eroina Alice (Arianna Becheroni). Per riconquistare l’affetto del padre diventerà la criminale di un clan della ‘ndrangheta, impiantato a Milano nel 1980.

Quindi, come “rinnovare”, sedurre di nuovo o riconquistare il pubblico in fuga? Questa è stata la sfida di questo 59° MIPTV che ha indirettamente affrontato due possibili percorsi. Il primo consiste nel ritorno delle televisioni sui propri passi. Un esempio il programma tv italiano “Come una volta – Un amore da favola” (Casta Diva, Milano), distintosi a Cannes tra i programmi internazionali più originali della stagione 2022. Un reality show in costumi d’epoca in un castello romantico.

L’altra direzione, sembra più orientata verso il futuro e sarebbe quella di cercare di “connettere” il pubblico di videogiocatori alla TV, che hanno abbandonato per il loro computer. A questo proposito, la proiezione di apertura dell’evento di Cannes dell’adattamento seriale del gioco Halo ne è un esempio. Un canale televisivo francese ne ha già  acquisito i diritti, nell’obiettivo strategico di  scongiurare l’emorragia dei suoi abbonati. Lo stesso gruppo ha investito un budget faraonico in un’altra serie tv, Infiniti, in concorso a Cannes Séries.

Guardare non è come giocare, per questo il mondo degli E-sport (videogiochi sportivi) quest’anno è stato intrecciato con il MIPTV. L’inizio forse di una felice simbiosi? Una prima esperienza positiva ha avuto luogo in Germania. Un canale satellitare alla ricerca di pubblico ha avuto l’idea di un prime time dedicato alle corse automobilistiche virtuali, su videogiochi e computer, con i commenti degli esperti automobilistici. Ed è andata abbastanza bene, gli appassionati hanno seguito. Va notato che in Germania, gli Esport godono di uno status quasi ufficiale.

Se consideriamo che la TV tradizionale ha sofferto per l’attrazione del pubblico nei confronti del Web 2.0, è giunto il momento per la Tv  di sfruttare il Web 3.0 che sta arrivando. Parliamo della rivoluzione del famoso «Metaverso», un universo digitale ancora più immersivo, ricco di una sempre maggiore realtà, che  promette di relegare all’oblio i social network che conosciamo, o delle Blockchains, dove ora disegniamo bitcoin e speculiamo su NFTS, questi oggetti tanto virtuali quanto unici. Queste domande hanno animato tavole rotonde e altri workshops del Miptv. Una certezza, in termini di business economico, si attende il fenomenale sviluppo di un “virchandising”: l’unione  del virtuale e del marketing. A patto che la TV di domani si adatti, avrà  certamente la sua parte nella  torta. Ma la tv si adeguerà a questo mondo di domani? La sfida è aperta. Sul futuro mondo digitale, nel quale regnerebbe l’intelligenza artificiale, la Corea del Sud ha presentato al Miptv il progetto distopico, di una serie chiamata”Blue Revolution”. In questo virtuale mondo “perfetto”, la minaccia nucleare è stata scongiurata. Ma d’altra parte anche una bella fetta dell’umanità è stata soppressa, perché considerata troppo inquinante per un mondo perfetto. Un mondo con o senza televisione? Uno scenario che resta da scrivere.

E per tornare al mondo di oggi e alle interferenze e ripercussioni sociali, politiche esasperate dai social media, Cannesseries ha premiato una serie israeliana The Lesson creata da Deakla Keydan, che mette al centro della sua storia la violenta discussione politica tra una liceale razzista e il suo professore di educazione civica. Nel contesto del conflitto tra Israele et la Palestina certo, ma il tema è universale e riguarda ogni giorno le nostre vite.

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