Lo sciopero generale di Cgil e Uil, una grande giornata di mobilitazione civile per la giustizia sociale

Lo sciopero generale di Cgil e Uil, una grande giornata di mobilitazione civile per la giustizia sociale

Cgil e Uil in piazza a scandire 8 ore di sciopero generale per una nuova manovra economica che sostenga le classi più fragili del Paese; che disegni una riforma fiscale a favore dei lavoratori dipendenti e pensionati meno abbienti; che sostenga un lavoro dignitoso, i giovani e le donne, che combatta il precariato e che si faccia carico di una politica industriale vera che contrasti il fenomeno delle delocalizzazioni. Richieste rilanciate dal palco della manifestazione a Roma, colorata, affollata e pacifica e rimbalzate nella altre 4 piazze di protesta, Milano, Bari, Cagliari e Palermo volute dai sindacati che hanno rivendicato la guida e la rappresentanza di quel vasto disagio sociale che monta nel Paese del post Covid. La politica, infatti, è lontana dalle esigenze reali e la maggioranza è così ampia che il governo sembra perdere l’orientamento, accusano in sostanza, ad una voce sola, i leader di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri.

“Si sta determinando una distanza tra i bisogni del Paese reale e la politica che si sta sempre più chiudendo al suo interno e non si pone il problema che più della metà del corpo elettorale non va a votare”. Queste le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in piazza del Popolo, a Roma. “Siamo fuori tempo massimo? No, siamo all’inizio di questa battaglia”, dice Landini: “Poterla fare con questa forza e questo consenso nel Paese ci rafforza”. Intorno alle 10 la piazza si riempie e comincia a tingersi di rosso e di azzurro, i colori rispettivamente di Cgil e Uil. Bandiere dei sindacati e palloncini colorati dei colori delle due organizzazioni dei lavoratori hanno circondato per tutta la mattinata l’Obelisco Flaminio al centro della piazza. Oltre a lavoratori e pensionati, anche un nutrito gruppo di studenti degli istituti superiori della capitale. In prima fila di fronte al palco un nutrito e vibrante gruppo di lavoratori e lavoratrici di Air Italy, che più volte hanno chiesto ai sindacalisti sul palco di parlare dei loro licenziamenti. Lo faranno tutti, dagli interventi iniziali a quello dei segretari generali Landini e Pierpaolo Bombardieri della Uil.

Dal palco Landini si rivolge alla folla: “Quello che divide il Paese non è lo sciopero ma l’evasione fiscale, la precarietà e l’ingiustizia. Oggi abbiamo bisogno di un cambiamento, di cambiare le leggi sbagliate”. Quindi torna sulla proposta di “un nuovo contratto di inserimento al lavoro fondato sulla formazione e sulla stabilità”. Bombardieri rimarca, tra l’altro, la necessità di una riforma fiscale complessiva: “Non vi offendete se in piazza ci sono i Robin Hood, non è una cosa diversa, è la foresta di Sherwood al contrario. Fateci capire chi è Fra Tuck e chi lo sceriffo di Nottingham”. Sul fisco Landini attacca: “E’ bene si sappia perché dentro le forze di maggioranza c’è una parte che ha detto no alla proposta di non fare miglioramenti per i redditi oltre i 75 mila euro, ma vuole introdurre un altro condono fiscale”. Poi una battuta presa dal Carosello: “Noi non abbiamo scritto Jo Condor, siamo persone per bene che hanno sempre pagato le tasse e vogliono continuare a pagarle ma vogliono che si introduca un principio: che siano pagate da tutti e vanno abbassate a chi le ha sempre pagate”.

Entrambi i segretari poi si rivolgono al presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che ieri si è detto “molto rattristato” dallo sciopero indetto: “Mi ha colpito la dichiarazione di Bonomi: questa giornata di mobilitazione lo ha reso triste. Quando ho letto la dichiarazione sono rimasto sorpreso e mi è venuto in mente Enzo Jannacci e la canzone ‘Ho visto un re'”, dice dal palco Landini. Mentre Bombardieri gli si rivolge direttamente: “”Lei è triste un giorno solo, qui i lavoratori sono tristi perché hanno perso il posto e i giovani che non lo trovano, pensi a loro e alle aziende che hanno licenziato”.

Alte le percentuali di adesione allo sciopero generale proclamato per oggi da Cgil e Uil secondo i primi dati raccolti dalle Confederazioni, con una media dell’85% in molte realtà e in alcuni settori interessati dallo stop. Lo riferiscono in una nota congiunta le stesse sigle sindacali. Da Nord a Sud tanti i lavoratori e le lavoratrici che hanno incrociato le braccia, tanti quelli che hanno riempito le cinque piazze in cui si sono tenute le manifestazioni, a Roma, Milano, Bari, Cagliari e Palermo. Mediamente alte le adesioni su tutto il territorio nazionale nei trasporti, con una percentuale superiore al 60%. Molti i voli cancellati nel settore aereo, sui bus nelle principali città un’adesione media oltre il 70% e nella logistica e nel trasporto merci oltre il 60. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, buona adesione in RFI, nelle officine di manutenzione, in Italo e negli appalti ferroviari. Forte la risposta dei metalmeccanici: il primo dato aggregato registra un’adesione dell’80% tra le tute blu. Per citare solo qualche fabbrica, si è toccato il 70% alle Acciaierie Italia di Genova; alla Electrolux di Pordenone il 70%; il 90% tra gli operai e il 60% tra gli impiegati alla Lamborghini di Bologna. 90% anche alla Ast di Terni e all’Almaviva di Roma, alla Marelli di Napoli adesione al 95%. Nel settore dell’agroindustria adesioni dell’85% alla Parmareggio di Modena e alla Levoni di Mantova, del 100% a La Doria di Salerno e nello stabilimento Conserve Italia di Ravenna. E ancora, 91% alla Pastificio Granoro di Bari, 87% alla Sammontana di Firenze e 85% alla Heinz di Latina. Nella gomma plastica si va dall’85% della Michelin Italia all’oltre 90% della Pirelli di Settimo Torinese; nel tessile dal 80% della Fila di Firenze al 70% de La Perla Manifacturing. Alla centrale Enel di Civitavecchia adesione al 60%, come all’Acea di Roma. Numeri significativi anche nel settore edile, con punte del 100% in molte realtà, tra cui la IBL di Alessandria (settore legno), l’Edilcoop di Bologna, la Baraclit di Arezzo e la Ferretto di Rimini. Nei settori del commercio e dei servizi adesione tra il 60 e l’80%, con punte del 90. Alla Coop adesione media del 60%, con punte dell’80; dal 50 al 70 % alla Carrefour; del 40% Zara e del 45% nei fast food Mc Donald. Sono state registrate adesioni alte anche tra i lavoratori somministrati: ha incrociato le braccia il 75% di quelli della Fincantieri di Marghera, il 90% di quelli della Effer di Taranto e il 100% di quelli del Porto di Genova. Per i somministrati delle Prefetture, delle Questure e dell’EASO partecipazione media al 60%, con punte al 90% e chiusura degli sportelli.

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