Patrizio Paolinelli. Un libro controcorrente sulla pandemia in Cina

Patrizio Paolinelli. Un libro controcorrente sulla pandemia in Cina

Incredibile ma vero: c’è qualcuno che non parla male della Cina. Da quando gli USA l’hanno eletta a loro nemica anche in Italia è tutto un coro di critiche: qualsiasi cosa dica o faccia Pechino è sbagliata. Atteggiamento molto efficace sul piano della propaganda, per nulla sul piano della comprensione dei fatti. Per di più la logica “O con me o contro di me” dà la stura alle emozioni a detrimento della razionalità determinando in tal mondo la polarizzazione delle posizioni. Il che conduce all’incomunicabilità.

All’interno di questa battaglia mediatica si colloca il libro curato da Marco Bagozzi intitolato: “Contrasto al Covid-19: la risposta cinese”, Anteo Edizioni, Cavriago (Re), 2020, 132 pagg., 13 euro. Si tratta di un testo di controinformazione che non avrà molti effetti ai fini di un serio dibattito pubblico. E che tuttavia è utile segnalare non tanto per schierarsi con l’uno o l’altro fronte, quanto per leggere il nuovo capitolo di quella che Frédéric Martel ha definito “guerra culturale mondiale”.

Al di là di diverse ingenuità e dello spirito di parte, il volume curato da Bagozzi ha il merito di farci sentire l’altra campana, ossia quella cinese, in modo che finalmente ci si possa fare un’opinione più compiuta della vicenda Covid. Il volume è infatti preceduto da un prologo dell’ambasciatore cinese in Italia, da un saggio di un ricercatore dell’Accademia di scienze sociali di Pechino e concluso da una dichiarazione di Xi Jinping.

La parte più consistente del libro è tuttavia costituita da sei interventi che si occupano di geopolitica, informazione, economia, ricostruzione degli avvenimenti relativi all’andamento della pandemia. Interventi tutti molto documentati, ricchi di dati, ricerche, studi che il nostro sistema mediatico purtroppo non prende in considerazione. Un peccato perché un’opinione pubblica informata a tutto campo è una garanzia per un dibattito aperto e leale basato sulla ragione e non sull’emozione.

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