Papa Francesco. Lo storico viaggio in Iraq iniziato venerdì 5 marzo

Papa Francesco. Lo storico viaggio in Iraq iniziato venerdì 5 marzo

Il Papa è arrivato a Baghdad. Inizia così lo storico viaggio del Pontefice in Iraq “come pellegrino di pace e fraternità”. Il Pontefice, come scrive via social padre Antonio Spadaro, in viaggio con il Pontefice, ha voluto l’immagine della Madonna di Lourdes davanti al posto in aereo.  “Sono contento di riprendere a viaggiare”. Lo ha detto il Pontefice ai giornalisti sul volo papale per l’Iraq. Come riferisce TvDuemila, Bergoglio ha detto ancora che questo viaggio è un dovere verso il Paese, che già aveva atteso invano Wojtyla.  Il Papa, rigorosamente in mascherina, all’arrivo all’Aeroporto Internazionale di Baghdad, è accolto dal Primo Ministro Mustafa Abdellatif Mshatat, conosciuto come Al- Kadhimi. Viene mantenuta la stretta di mano nonostante l’emergenza sanitaria. Due bambini in abito tradizionale consegnano un omaggio floreale al Papa. Dopo la presentazione delle rispettive Delegazioni e la Guardia d’Onore, Bergoglio e il Primo Ministro si recheranno nella Sala vip dell’Aeroporto per un breve incontro in privato. Al termine dell’incontro, dopo le foto ufficiali, Francesco si trasferirà in auto al Palazzo Presidenziale per la Cerimonia Ufficiale di Benvenuto al Palazzo Presidenziale e per la visita di cortesia al Presidente della Repubblica d’Iraq. Alle 15 locali (13 ora di Roma) Francesco arriverà al Palazzo Presidenziale di Baghdad dove sarà accolto dal Presidente della Repubblica d’Iraq, Barham Ahmed Salih Qassim, e dalla consorte. Dopo l’esecuzione degli inni e la presentazione delle rispettive delegazioni, Francesco riceverà un omaggio floreale da due bambini. Quindi, dopo la foto ufficiale insieme al Presidente della Repubblica e alla Consorte, si dirige insieme al Presidente nello Studio dove ha luogo la visita di cortesia. Dopo l’incontro privato e la presentazione della famiglia, il Presidente accompagnerà il Papa nella sala dove avviene lo scambio dei doni. Al termine della visita di cortesia si recheranno nel grande salone del Palazzo Presidenziale dove ci sarà l’incontro con le Autorità, i rappresentanti della società civile e i membri del Corpo Diplomatico.

Il Pontefice, nel suo primo discorso in Iraq, sferza le autorità civili, invitandole a combattere la corruzione e a fare crescere l’onestà. Bergoglio ricorda che la fraternità richiede dialogo: ” La coesistenza fraterna ha bisogno del dialogo paziente e sincero, tutelato dalla giustizia e dal rispetto del diritto. Non è un compito facile: richiede fatica e impegno da parte di tutti per superare rivalità e contrapposizioni, e parlarsi a partire dall’identità più profonda che abbiamo, quella di figli dell’unico Dio e Creatore”. In base a questo principio, Francesco ricorda che “la Santa Sede, in Iraq come altrove, non si stanca di appellarsi alle Autorità competenti perché concedano a tutte le comunità religiose riconoscimento, rispetto, diritti e protezione. Apprezzo gli sforzi già intrapresi in questo senso e unisco la mia voce a quella degli uomini e delle donne di buona volontà affinché essi proseguano a beneficio del Paese. Una società che porta l’impronta dell’unità fraterna è una società i cui membri vivono tra loro in solidarietà”.

Durante la sua visita nella cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora del perpetuo soccorso, Papa Francesco ha ringraziato i vescovi e religiosi iracheni per essere stati accanto al loro popolo, nonostante le difficoltà che questo ha attraversato negli ultimi anni. “Vi ringrazio di essere rimasti vicini al vostro popolo, sostenendolo, sforzandovi di soddisfare i bisogni della gente invitando ciascuno a fare la sua parte. L’apostolato educativo e quello caritativo delle vostre chiese particolari rappresentano una preziosa risorsa per la vita sia della comunità ecclesiale che dell’intera societa’”, ha detto. “Vi incoraggio a perseverare in questo impegno, al fine di garantire che la comunità cattolica in Iraq, sebbene piccola come un granello di senape”, continui ad accompagnare il “cammino del Paese nel suo insieme”, ha detto. “Le difficoltà fanno parte dell’esperienza quotidiana dei fedeli iracheni. Durante gli ultimi decenni voi, i vostri concittadini, avete dovuto affrontare gli effetti della guerra e delle persecuzioni”, ha aggiunto, la fragilità delle “infrastrutture di base” e la continua “lotta per la sicurezza economica e personale, che spesso ha portato a sfollamenti interni e alla migrazione” di cristiani in altre parti del mondo, ha aggiunto. Accogliendo il Papa nella cattedrale insieme al patriarca siro-cattolico di Antiochia, Ignazio Yusuf III Yunan, il cardinale Louis Raphael Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, ha ringraziato il pontefice per la sua “visita coraggiosa” nella “terra di Abramo, padre dei credenti”. “I cristiani erano la grande maggioranza all’arrivo dei musulmani nel nostro paese, e diedero molto ai musulmani. Anzi, i nostri antenati hanno creato un modello di coesistenza”, ha aggiunto. “Oggi siamo diventati una minoranza ma siamo una minoranza viva e attiva e abbiamo contribuito alla costruzione dell’Iraq e allo sviluppo della sua cultura”, nonostante le molte difficoltà, “pericoli e persecuzioni”, ha detto il cardinale, citando il bombardamento della cattedrale del 31 ottobre 2010, nel quale persero la vita 48 “martiri”. “Nell’agosto 2014 l’Isis ha fatto fuggire tutti i 120 mila cristiani della piana di Ninive e di Mosul: Ringraziamo Dio per il fatto che queste aree siano state liberate nel 2017, e quasi il 50 per cento dei loro abitanti sono tornati”, ha proseguito.

 

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