Germania. La svolta rosso-verde in due importanti Lander. La Cdu, partito di Angela Merkel, in caduta libera

Germania. La svolta rosso-verde in due importanti Lander. La Cdu, partito di Angela Merkel, in caduta libera

La corsa per il dopo-Merkel in Germania si complica per i conservatori: le elezioni nel Baden Wuerttemberg e nella Renania Palatinato hanno segnato una chiara sconfitta per la Cdu, che invece di iniziare l’anno elettorale con slancio (a settembre si vota per le legislative) adesso deve far fronte con la sua crisi più profonda da anni; un risultato preoccupante per Armin Laschet, il nuovo presidente della Cdu, che spera di succedere alla Merkel e invece adesso ha diversi problemi da affrontare. I risultati regionali potrebbero aprire la strada a una nuova alleanza nel Baden Wurttemberg tra Verdi, Spd e i liberali dell’Fdp, un trio già in carica in Renania Palatinato. Ma la coalizione rosso-verde-liberale potrebbe replicarsi anche a livello nazionale. Lo ha detto a chiare lettere il segretario generale dei socialdemocratici, Lars Klingbeil, parlando all’emittente televisiva Phoenix: “Ritengo che una coalizione ‘semaforo’ (ossia Spd con Verdi e liberali, ndr) sia realizzabile anche su piano nazionale”. In altre parole, sembra profilarsi una linea che ipotizza di escludere la Cdu di Angela Merkel.

I conservatori della cancelliera Angela Merkel sono stati messi con le spalle al muro dalla grave sconfitta nelle due elezioni locali: il voto per rinnovare i parlamenti regionali del Baden Wurttemberg e della Renania Palatinato ha fatto registrare il peggior risultato della loro storia. Nel Baden Wurttemberg la Cdu ha ottenuto solo il 24,1% dei voti contro il 27% di cinque anni fa, mentre in Renania Palatinato ha raggiunto il 27,7%, contro il 31,8% del 2016. Armin Laschet commenta la sconfitta, che però viene già definita una “debacle” dallo Spiegel e “un disastro” da Die Zeit. E’ “un segnale di allarme”, ha ammesso Markus Blume, segretario generale della Csu, il gemello bavarese della Cdu: se i conservatori vogliono rimanere al potere quando la Merkel lascia l’incarico dopo 16 anni, hanno urgente bisogno di “riconquistare la fiducia” della gente. La Cdu ha pagato il prezzo del cosiddetto scandalo delle mascherine: due deputati hanno dovuto dimettersi perché sospettati di aver ricevuto commissioni legate ai contratti per l’acquisto di mascherine all’inizio dell’epidemia di coronavirus. Il segretario generale della Cdu, Paul Ziemiak, ha assicurato che il partito avrà “tolleranza zero” per “chiunque cerchi di arricchirsi durante la crisi”, ma è innegabile che lo scandalo “ha avuto un forte impatto” sull’esito del voto.

La batosta dei conservatori era prevedibile anche per ragioni regionali: i due governatori, il verde Winfried Kretschmann e la socialdemocratica Malu Dreyer, sono molto apprezzati dai loro concittadini, considerati politici vicini alla gente, seri ed efficienti. Tra l’altro il partito della cancelliera e i cugini bavaresi della Csu devono ancora concordare la loro candidatura alle elezioni generali; e c’è uno scontro tra il leader della Cdu, il centrista Armin Laschet, scelto a gennaio, e Markus Soeder della Csu. Laschet e Soeder si sono dati tempo fino al 23 maggio per risolvere la questione della scelta. Quest’ultimo non ha aspettato molto per fare sentire la propria voce: il doppio voto nei due Laender rappresenta “un campanello d’allarme” nonché “un colpo al cuore” per l’unione Cdu-Csu, ma tutti devono sapere “che l’unità tra di noi è ancora decisiva”. A detta del governatore bavarese “non vinceremo le elezioni di settembre viaggiando nel vagone letto”.

Il segretario generale della Spd, Lars Klingbeil, lo ha detto a chiare lettere: “Ritengo che una coalizione ‘semaforo’ sia realizzabile anche a livello nazionale”. E’ d’accordo Kevin Kuehnert, numero due del partito che fu di Brandt e di Schmidt, secondo il quale “vediamo che sono possibili ambedue le opzioni a tre”, ossia sia l’alleanza con Verdi e liberali che quella “rosso-rosso-verde” con gli ambientalisti e la Linke. Insomma, oltre a rappresentare una cocente sconfitta di per sé, i responsi del Baden Wuerttemberg e della Renania Palatinato potrebbero innescare un vero e proprio terremoto. Sull’altro fronte, è il solito Scholz a dire che la vittoria di Dreyer in Renania “regala le ali” ai socialdemocratici. Anche i leader Verdi Robert Habeck e Annalena Baerbock – che pure evitano di scoprire con eccessiva disinvoltura le proprie carte in quanto ad alleanze possibili – ritengono che “adesso tutto sia possibile”, anche se “è troppo presto determinare adesso la costellazione di governo”. Il capo dell’Fdp, Christian Lindner, vuole invece sapere “quali siano i contenuti” prima di indicare i propri posizionamenti. Per la Cdu di Laschet la via verso le elezioni di settembre appare sempre più stretta e lastricata di pietre acuminate: e, dopo la doppia batosta, ora come ora non è neanche nelle condizioni di dare le carte.

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