Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil. Serve più prevenzione contro le truffe, subdole, odiose e in aumento durante la pandemia.

Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil. Serve più prevenzione contro le truffe, subdole, odiose e in aumento durante la pandemia.

Nel corso della pandemia si è registrato – dati del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – un aumento delle truffe online  (circa 98mila) che hanno peraltro riguardato anche la distribuzione e la vendita di materiale sanitario comprese mascherine e disinfettanti. Centoventisei le indagini su revenge porn con 59 denunciati, 143 di stalking e 2.234 di diffamazione mentre quelle di sextortion sono state 636 e oltre mille quelle di minacce e molestie online. Contro la minaccia informatica, poi, la Polizia Postale ha portato a termine sia in Italia che all’estero 14 indagini anche sul dark web, con un +132% di casi trattati, +93% di indagati, +86% di arresti e +48% di perquisizioni per un +69% di materiale sequestrato. Da ciò si deduce che, nel periodo di lockdown, si è verificato un incremento generalizzato di reati dovuto anche all’accresciuto utilizzo della rete internet.

Per quanto attiene le truffe, vero e proprio cancro che pervade il web in tutte le sue sfaccettature, si registrano in questi giorni numerose segnalazioni da parte di persone che hanno subito tentativi di truffa nell’ambito di trattative di compravendita online dal Veneto alla Sicilia. Gli inserzionisti, che si affidano alla rete per vendere i propri beni, quando contattati dal potenziale acquirente per concludere gli acquisti vengono convinti ad adottare delle procedure di incasso istantanee senza attendere i tempi consueti dell’accredito. Tale “modus operandi” fa sì che l’acquirente inviti il venditore a recarsi presso uno sportello di un istituto di credito o di un ufficio postale e, una volta giunto sul posto, viene guidato a compiere operazioni che hanno il solo fine di arricchire l’impostore che risulterà, in seguito, difficilmente individuabile. Quello evidenziato è solamente uno degli ultimi stratagemmi utilizzati dai truffatori che, come sappiamo, ricorrono a sistemi sempre più ingegnosi per carpire la fiducia delle persone, in particolare di quelle più fragili.

Alle truffe perpetrate sul web si sommano quelle in presenza come è recentemente accaduto a chi si è visto citofonare a casa da persone che asserivano di pulire le loro grondaie dalla cenere depositatasi a seguito delle eruzioni dell’Etna. Accade purtroppo che la truffa si trasformi in rapina con violenza sulle persone le quali, rese inermi dai truffatori, riportano seri quanto irreversibili danni alla salute.

La difficoltà nel ricostruire gli eventi volto alla individuazione dei colpevoli dovrebbe spingerci ad arginare, nei fatti, simili fenomeni che toccano la sfera intima delle vittime che molto spesso preferiscono il silenzio, timorosi per una possibile perdita di stima o di rispetto. Anche il sistema sanzionatorio del nostro Paese non aiuta poiché gli autori sanno di rischiare ben poco in caso di condanna avendo noi pene edittali e misure cautelari “minori” rispetto agli altri Stati europei. Situazione che dovrebbe spingerci ad approvare le leggi ferme da anni in Parlamento volte ad adeguare le nostre norme al resto d’Europa in particolare per la tutela degli over 65.

Ricordiamo infine la necessità volta a promuovere ripetute campagne di sensibilizzazione che in tempo di lockdown non sono certamente all’ordine del giorno ma che potrebbero oggi trovare nei “media” il giusto accoglimento con l’impegno a sottolineare la gravita di un reato che è subdolo e odioso perché spesso non si consuma con il solo danno economico.

Share