Portogallo, il Parlamento legalizza l’eutanasia in caso di estrema sofferenza e malattia incurabile. Voto “storico”

Portogallo, il Parlamento legalizza l’eutanasia in caso di estrema sofferenza e malattia incurabile. Voto “storico”

Via libera del Parlamento portoghese all’eutanasia in caso di estrema sofferenza e di malattia incurabile: e così il Portogallo diventa il quarto Paese d’Europa a legalizzarla. Il testo approvato con 136 favorevoli, 78 contro e 4 astensioni, pone fine a mesi di acceso dibattito tra destra e sinistra. Il Partito socialista (Ps) al governo e il Partito social-democratico (Psd, opposizione) hanno lasciato libertà di voto ai propri deputati: 9 su 108 socialisti hanno espresso parere contrario mentre 14 su 79 del Psd hanno votato a favore.

La nuova legge approvata dal Parlamento riconosce il diritto all’eutanasia ai residenti in Portogallo con più di 18 anni di età, a patto che si trovino in “situazione di sofferenza estrema”, siano affetti da “lesioni di un’estrema gravità” o da una “malattia incurabile”. La decisione deve però essere validata da un comitato formato da almeno due medici e da uno psichiatra se esistono – sottolinea il testo – “dubbi sulla capacità della persona che richiede l’anticipazione della propria morte al riguardo della sua volontà seria, libera e illuminata”. La decisione dovrà essere approvata un’ultima volta da un medico, in presenza di testimoni, al momento dell’atto finale. L’eutanasia e il suicidio assistito potranno essere praticati sia in ospedali pubblici che privati. Inoltre la legge mette fine alla prigione, fino a 8 anni, finora in vigore per chi aiutava una persona a morire. Ora il presidente della Repubblica, il cattolico praticante Marcelo Rebelo de Sousa, riconfermato due settimane fa per un secondo mandato, ha otto giorni per decidere di promulgare il testo, portarlo all’esame della Corte costituzionale o esercitare il suo diritto di veto che obbligherebbe il Parlamento a riesaminare la legge. Sul tema dell’eutanasia, che storicamente divide il Paese, Rebelo de Sousa è rimasto discreto e non ha mai espresso chiaramente la propria posizione. Tuttavia ancora ieri il suo partito di centro destra, il Psd, ha chiesto di far slittare il voto di qualche settimana a causa della pandemia che “ha creato un cima di grande ansietà sui temi della vita e della morte”.

In effetti, il dibattito sull’eutanasia è stato molto sentito in Portogallo dalla popolazione, dove l’80% si definisce cattolica. Il primo testo sull’eutanasia, formulato nel 2018, era stato respinto dal Parlamento con solo 5 voti differenza. Secondo l’ultimo sondaggio sul tema, il 43% dei portoghesi sostiene l’eutanasia, 28% è contrario e 22% non è sicuro della propria opinione. Nel febbraio 2020 i socialisti al governo e altre quattro formazioni – sinistra radicale, ambientalisti, liberali – hanno presentato nuovi testi poi confluiti in uno unico per ottenere il massimo consenso possibile. Il progetto di legge è stato all’origine di manifestazioni e dell’iniziativa di due potenti organizzazioni cattoliche – che hanno raccolto 100 mila firme – per convocare un referendum, ma lo scorso ottobre il Parlamento ha respinto l’iniziativa popolare. Invece per diverse associazioni della società civile che da anni militano a favore del diritto a una “morte degna”, quella di oggi è una “giornata storica”. Se il presidente Rebelo de Sousa promulgherà la legge, il Portogallo diventerà il quarto Paese Ue ad autorizzare l’eutanasia, con Paesi Bassi, Lussemburgo e Belgio. L’eutanasia, ovvero la somministrazione di un farmaco letale operata da un medico, è finora legale anche in Svizzera, Canada e Colombia. Lo scorso novembre in Spagna la Camera ha approvato una legge che consentirà il suicidio assistito e l’eutanasia. In alcuni Stati Usa è consentito il suicidio assistito, ovvero il paziente che desidera morire può assumere da solo il farmaco letale sotto supervisione medica.

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