Vincenzo Vita. La scomparsa di Alessandro Cardulli. Un grande dolore

Vincenzo Vita. La scomparsa di Alessandro Cardulli. Un grande dolore

Un enorme dolore. Se n’è andata una persona straordinaria, una di quelle che forse non avranno facili emuli tra le generazioni più giovani. E non per difetto di queste ultime, certamente incolpevoli dato il contesto umano e culturale così impoverito. Piuttosto, è il valore di Sandro a risaltare e a lasciarci improvvisamente privi di una bussola tanto autorevole e credibile. Infatti, in Cardulli si univano – in una perfetta miscela – capacità professionali nel giornalismo notevoli (da “l’Unità” all’ultima bella esperienza online “Jobsnews”), doti indubbie di direzione sindacale (per anni vicesegretario della federazione della stampa, e poi della categoria comunicazione e spettacolo della Cgil), sensibilità e passioni politiche fortissime.

È stato un intelligente e impegnato militante del partito comunista italiano, seguendone la parabola fino al Pd, che aveva lasciato con la formazione di ArticoloUno non piegandosi mai. I temi dell’informazione e l’universo del lavoro hanno segnato un impegno costante, mai banale e sempre creativo. Fino all’ultimo, ricoverato in ospedale con il male incombente, le proteste: per le violazioni della par condicio nel recente referendum o per il mancato rispetto del silenzio elettorale. Un tratto, il suo, rappresentativo del fascino di una grande storia, di cui è stato un esempio positivo: non ci si arrende, fino alla fine.

La lotta è la vita, finché si può. Quanta preoccupazione nelle parole e nella voce, persino, durante le ultime telefonate: i pericoli di una destra crudele, la crisi e i problemi della sinistra. Grazie Sandro. La tua mancanza già ci pesa. Ci ricorderai sempre che significa una schiena dritta e cosa voleva intendere Antonio Gramsci parlando di “rossi ed esperti”. Un abbraccio commosso ai suoi cari.

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