Coronavirus. 6 ottobre. 2677 nuovi casi, 28 decessi, 319 in intensiva. Per la microbiologa Gismondo “l’obbligo di mascherina all’aperto è inutile”. La scienza contro Trump

Coronavirus. 6 ottobre. 2677 nuovi casi, 28 decessi, 319 in intensiva. Per la microbiologa Gismondo “l’obbligo di mascherina all’aperto è inutile”. La scienza contro Trump

 Sono 2.677 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 2.257 (differenza rispetto al giorno precedente +420). Questo incremento porta i casi totali registrati da inizio pandemia a 330.263. Lo rileva il bollettino giornaliero elaborato dal ministero della Salute e dalla Protezione civile nazionale. Oggi si registrano inoltre 28 decessi, il numero delle vittime sale quindi a 36.030. Il totale degli attualmente positivi è di 60.134, di questi 3.625 sono ricoverati con sintomi, 319 sono in terapia intensiva (ieri erano 323, differenza -4) e 56.190 in isolamento domiciliare. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 99.742 (differenza rispetto a ieri +39.501), per un totale di 11.944.088. La regione col maggior incremento di positivi è la Campania con 395 nuovi casi (15.163 casi totali).

La microbiologa Gismondo: “l’obbligo della mascherina all’aperto è scientificamente inutile”

“Che si imponga una mascherina all’aperto dove non c’è nessun fondamento scientifico”, cioè anche quando si può mantenere la distanza di sicurezza anti-contagio, “lo trovo non solo esagerato, ma anche controproducente”. Lo afferma la microbiologa Maria Rita Gismondo, ricordando che “noi tutti tecnici in questi giorni ci siamo espressi sull’inutilità scientifica di questa misura. E penso che la gente, avendo questa imposizione, possa agire anche in maniera insofferente”, spiega la direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. “Un livello un po’ più elevato di attenzione, con una raccomandazione a misure che possano stoppare questo seppur lieve e non preoccupante incremento” di nuove infezioni da Sars-CoV-2 in Italia, “è assolutamente giustificato – premette l’esperta – perché è giusto che a livello politico si guardi a 360 gradi, anche prevenendo le eventuali superficialità di persone che non si attengono alle indicazioni”. Ma serve logica, avverte: “Noi abbiamo bisogno di persone che ci comprendano, che tutte insieme possano collaborare a sconfiggere il virus – sottolinea Gismondo – e non di persone che, vedendo alcune imposizioni non scientificamente motivate, possano assumere atteggiamenti a rischio”.

La situazione nel mondo

Nel mondo 35.415.029 persone hanno contratto il coronavirus da inizio pandemia; i morti sono in totale 1.043.074. Lo riporta la Johns Hopkins University and Medicine. Primo posto per numero di contagi gli Stati Uniti, con 7.457.403 casi e 210.192 decessi. Seguono l’India e il Brasile. Il Regno Unito ha registrato 14.542 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, secondo l’ultimo bollettino ufficiale rilanciato dai media britannici. L’incremento è di quasi 2 mila contagi più alto rispetto a quello registrato ieri. In Spagna sono 11.998 i nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. I decessi sono 26. Lo riporta El Paìs citando il ministero della Sanità. I contagi totali dall’inizio della pandemia salgono così a 825.410 e i morti a 32.486. Quasi la metà dei nuovi contagiati, 5.187, si trovano nella Comunità di Madrid.

La scienza contro Trump

Appena rientrato alla Casa Bianca dopo il ricovero lampo al Walter Reed National Military Medical Center, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump finisce sotto il fuoco incrociato delle due riviste scientifiche più prestigiose al mondo: Nature e Science. La prima lo accusa di aver aggravato l’impatto della pandemia, oltre ad aver fatto marcia indietro sulle leggi ambientali e aver minato la scienza e le sue istituzioni. La seconda, invece, evidenzia gli interrogativi ancora aperti sulla terapia sperimentale anti-Covid a cui sarebbe stato sottoposto il presidente negli ultimi giorni, confrontando le dichiarazioni dei medici con i dati prodotti dagli studi clinici ancora in corso. Non lascia spazio a interpretazioni, il titolo dell’articolo pubblicato su Nature: “come Trump ha danneggiato la scienza e perché potrebbero volerci decenni per recuperare”. L’autore Jeff Tollefson si focalizza in particolare sulla politica ambientale e la gestione della pandemia. Ricorda come Trump abbia mentito sulla pericolosità del virus e abbia indebolito gli sforzi per contenerlo, soffocando le voci contrarie, ordinando alle agenzie governative di dare informazioni inaccurate e promuovendo terapie non provate e potenzialmente dannose. Sul fronte ambientale, il presidente ha invece fatto marcia indietro sulla riduzione dei gas serra, indebolendo le regole anti-inquinamento e diminuendo il ruolo dell’Agenzia di protezione ambientale (Epa), screditata dalla manipolazione di dati scientifici. Questi danni potrebbero essere riparati almeno in parte se Trump perdesse le elezioni, ma molti analisti sottolineano che si sarà comunque perso tempo prezioso per arginare il cambiamento climatico e il coronavirus. E soprattutto sarà difficile ricostruire l’integrità scientifica, la fiducia pubblica e la credibilità americana dopo la fine del suo mandato. Fiducia e trasparenza sono parole chiave che tornano anche quando si parla della terapia anti-Covid a cui sarebbe stato sottoposto Trump. L’analisi di Science parte dal cocktail di anticorpi che i medici del presidente hanno definito ‘policlonali’. In realtà sono due anticorpi monoclonali, prodotti ciascuno a partire da un’unica cellula immunitaria e non da un mix, come spiega George Yancopoulos, co-fondatore dell’azienda Regeneron che li produce. Gli studi pubblicati da Regeneron mostrano che sono sufficienti infusioni da 2,4 grammi per ridurre la carica virale, mentre Trump avrebbe ricevuto un’infusione da 8 grammi. La scelta, secondo Yancopoulos, potrebbe essere stata dettata da un eccesso di scrupolo, considerato che dosi più alte potrebbero tenere meglio a bada il virus senza effetti collaterali aggiuntivi. Riguardo al cortisonico desametasone, l’unico trattamento che ha dimostrato di ridurre la mortalità nei pazienti più gravi, Science riporta l’opinione di alcuni medici indipendenti che hanno sottolineato il rischio di effetti collaterali come agitazione, paranoia e perfino psicosi. Nei bollettini medici, precisa infine Science, non c’è traccia della famosa idrossiclorochina che Trump ha tanto sponsorizzato, mentre compaiono altri farmaci come la famotidina, un antiacido che alcuni ricercatori vorrebbero testare contro il Covid-19.

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