Coronavirus. 4 ottobre. 2578 nuovi casi, 18 decessi, 303 in intensiva. Molto critica la situazione i Campania, Lombardia e Veneto. Nel mondo superati i 35 milioni di contagi

Coronavirus. 4 ottobre. 2578 nuovi casi, 18 decessi, 303 in intensiva. Molto critica la situazione i Campania, Lombardia e Veneto. Nel mondo superati i 35 milioni di contagi

Sono 2.578 i casi di Coronavirus nelle ultime 24 ore, con 18 morti. Il numero dei tamponi effettuati oggi è di 92.714 in calo rispetto a ieri quando erano 118.932. Il totale dei casi dall’inizio della pandemia sale così a 325.329. Dal bollettino quotidiano del ministero della Salute si apprende, inoltre, che i decessi sono in calo rispetto al giorno precedente. Nella giornata di ieri erano stati registrati 27 decessi. Anche oggi la Regione che registra il maggior numeri di casi è la Campania (412) seguita da Lombardia (314) e Veneto (261). Venendo alle terapie intensive, sono 303 i pazienti ricoverati con un incremento di 6 rispetto a ieri. La Campania ‘mantiene’ il primato dei contagi da coronavirus. Oggi sono 412 rispetto ai 401 dei giorni precedenti. Diminuiscono tamponi e guariti mentre il presidente della Campania, Vincenzo De Luca annuncia interventi decisi contro “comportamenti irresponsabili” dopo l’incontro di oggi con il ministro dell’Interno, Lamorgese. A Caserta è lutto per l’improvviso decesso all’alba di oggi, causa complicazioni legate al coronavirus, del vescovo Giovanni D’Alise, 72 anni, ricoverato da qualche giorno nell’ospedale del capoluogo. D’Alise vi era entrato mercoledì 30 settembre, perché aveva una leggera febbre; ricoverato al reparto malattie infettive, era stato sottoposto al tampone, e trovato positivo al coronavirus, ma con sintomi che non destavano particolare preoccupazione, nonostante altre patologie. Il bollettino emesso il giorno del ricovero infatti non faceva pensare all’epilogo di questa mattina; “sua eccellenza è al momento in discrete condizioni generali – recitava il comunicato – presenta sintomi lievi, respira autonomamente senza necessità di ventilazione assistita”. Ancora ieri la situazione clinica dell’alto prelato non sembrava così compromessa, ed invece nella notte il quadro complessivo è peggiorato e all’alba, intorno alle 6.30, il cuore del vescovo ha smesso definitivamente di battere.

Meno importanza al calcio, più concentrazione da parte di tutti per abbassare la curva dei contagi tornata a preoccupare negli ultimi giorni. Il ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato da Lucia Annunziata a “Mezz’ora in più” su Rai3, ricorda che “la battaglia con il coronavirus non è ancora conclusa” e invita il Paese a “restare unito” così come fatto nei momenti più difficili dello scorso marzo. Vietato abbassare la guardia, per questo motivo il governo riflette sull’obbligo della mascherina all’aperto su tutto il territorio nazionale. Prima, però “il passaggio in Parlamento” per sottolineare l’importanza della democrazia. Pur riconoscendo il dovere di un controllo più presente da parte dello Stato per evitare assembramenti o comportamenti scorretti, Speranza crede che “la sfida di fondo dev’essere quella della persuasione e della consapevolezza perché non possiamo assegnare un poliziotto per ogni persona”. Obiettivo principale è il mantenere aperte le scuole il più possibile. Dopo quasi un mese dalla ripartenza “i numeri dei contagi sono ancora sostenibili” con circa un migliaio di istituti coinvolti in casi di contagio.

I casi accertati di Covid-19 nel mondo hanno raggiunto la soglia dei 35 milioni, secondo il conteggio della Johns Hopkins University: 34.928.536, per la precisione, mentre il numero dei decessi, aggiornato alle 10.23 italiane, è di 1.033.511. Il Paese con il maggior numero di contagi e vittime è ancora di gran lunga gli Stati Uniti, con 7.382.944 casi accertati e 209.394 morti. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “continua a migliorare”, “non ci sono motivi per pensare che la situazione possa peggiorare”. Lo ha dichiarato il medico della Casa Bianca, Sean Conley, nel bollettino medico sulle condizioni del repubblicano. Trump, hanno proseguito i medici, “non ha più la febbre, mentre i suoi segni vitali sono stabili, e resta sotto osservazione ma non ha affanno, non ha bisogno di ossigeno, non ha altri sintomi riguardanti l’apparato respiratorio. Ha camminato senza problemi particolari”. Inoltre, lo staff ha sottolineato che “lo monitoriamo per valutare eventuali complicazioni”.

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