Coronavirus. 2 ottobre. 2499 nuovi casi, 19 decessi, 294 in intensiva. Trump e la first lady contagiati, elezioni Usa a rischio. Parola d’ordine: non abbassare la guardia

Coronavirus. 2 ottobre. 2499 nuovi casi, 19 decessi, 294 in intensiva. Trump e la first lady contagiati, elezioni Usa a rischio. Parola d’ordine: non abbassare la guardia

In Italia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.499 nuovi casi di Coronavirus, contro i 2.548 di giovedì. Sotto il faro del ministero della Salute e dell’ Istituto superiore di sanità (Iss), c’è il mondo della scuola, col ritorno in aula: “questa settimana sono stati segnalati 14 focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, anche se attualmente non è sempre confermata. Nelle prossime settimane si potrà meglio valutare l’impatto dei contagi nelle scuole”. I tamponi sono stati 120.301 nelle ultime 24 ore, duemila più del giorno precedente. Il totale dei casi sale a 319.908. I ricoveri in terapia intensiva sono 294, 3 più di giovedì. Stabili i decessi, 23 (il giorno prima 24), per un totale di 35.041. I guariti sono 1.126 (la giornata precedente 1.140), e sono 229.970 in tutto. Le regioni con più contagi sono Campania (392), Lombardia (307) e Lazio (264). In nessuna ci sono stati zero casi, quella con meno nuovi casi il Molise con 4 contagi. Il numero delle persone attualmente positive sale di altre 1.350 unità e il totale arriva a 53.997. Parola d’ordine ora è più che mai non abbassare la guardia.

“Un rilassamento delle misure, in particolare per eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati, e dei comportamenti individuali, anche legati a momenti di aggregazione estemporanei, rende concreto il rischio di un rapido peggioramento epidemico”, rileva il report settimanale sulla situazione della pandemia di Covid in Italia del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, riferito alla settimana 21-27 settembre. “Sebbene non siano ancora presenti segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali, la tendenza osservata potrebbe riflettersi a breve tempo in un maggiore impegno”. Sempre secondo il report, l’Rt nel Belpaese è al di sopra del livello “di guardia” di 1, benché di poco, a 1,01. L’indice è però calcolato sui casi sintomatici, sottorappresentando il rischio dei moltissimi asintomatici in grado, potenzialmente, di diffondere il contagio. Il virus circola oggi in tutta Italia: i casi sono in aumento per la nona settimana consecutiva, e l’età mediana dei casi continua a salire (42 anni contro i 41 della settimana precedente). Questo significa che ci sono sempre più persone anziane, e potenzialmente a rischio, tra i contagiati. I focolai attivi (l’individuazione di due o più casi positivi tra loro collegati) sono 3.266, di cui 909 nuovi.

La situazione nel mondo, la pandemia da Covid-19 non conosce soste

Questa mattina il computo complessivo dei contagi a livello mondiale è di 34,2 milioni mentre quello delle vittime accertate è salito a 1.022.878 secondo l’osservatorio della Johns Hopkins University. Nella fase attuale, il virus sta facendo registrare una recrudescenza più o meno violenta in molte delle zone dove, dopo una prima ondata, sembrava essere stato contingentato. Tra queste figurano l’Europa e gli Stati Uniti, che restano il paese più colpito al mondo con 7,27 milioni di contagi totali e 207.808 decessi accertati. Come numero di vittime, al secondo posto si colloca il Brasile (144.680), quindi l’India (99.773) e il Messico (78.078). Da soli, questi quattro stati sommano più della metà dei decessi totali imputabili al morbo proveniente dalla provincia cinese dell’Hubei. Dal punto di vista dei contagi, la classifica cambia in quanto al secondo posto si colloca l’India, che ha strappato al Brasile il poco invidiabile scettro di focolaio mondiale dell’epidemia, dove le infezioni sono giunte ormai a quota 6,39 milioni. Anche oggi il subcontinente ha registrato il bilancio quotidiano più pesante a livello mondiale con ben 81.484 nuove infezioni e 1.095 morti nelle ultime 24 ore, contro gli 847 nuovi decessi e 46.398 nuovi casi degli Usa e le 718 vittime e le 37.016 nuove infezioni del Brasile. Bilanci pesantissimi anche per Messico e Argentina, che hanno registrato nelle ultime 24 ore rispettivamente 432 e 302 vittime nonché 5.099 e 14.001 contagi. Da soli, questi cinque paesi hanno contato quindi 3.394 vittime in appena 24 ore. Come detto, le cose non vanno per il meglio nemmeno nel vecchio continente. Secondo l’ultimo bollettino disponibile, la Germania ha diagnosticato nelle ultime ore 2.673 nuovi contagi facendo salire il totale a 294.395 dalla comparsa del morbo. L’Istituto Robert Koch ha inoltre segnalato otto decessi che portano il totale a 9.508. E mentre anche l’Olanda si piega all’utilizzo della mascherina, che il governo, con un netto dietro-front, ha da questa mattina cominciato a “raccomandare fermamente”, la Francia fa i conti con una potente crescita delle infezioni che inducono gli esperti a previsioni fosche. Se nell’Esagono la curva epidemiologica non verrà al più presto spinta verso il baso, avvertono i virologi del consiglio scientifico nazionale, i modelli previsionali portano a ipotizzare come molto probabili dai 3800 ai 12400 nuovi decessi entro il primo novembre, e ciò senza tenere conto né della mortalità in eccesso che potrebbe derivare da un sovraffollamento degli ospedali né dell’inevitabile alto numero di decessi che si produrrebbe nel caso del palesarsi della patologia nelle case di riposo.

Trump ha il coronavirus, le elezioni Usa a rischio

La bomba è arrivata nella nottata tra giovedì e venerdì, poco prima dell’una del mattino: Donald e Melania Trump sono positivi al coronavirus e sono stati messi in isolamento alla Casa Bianca. E’ stato lo stesso presidente americano ad informare il mondo via Twitter, un paio d’ore dopo aver annunciato di essersi sottoposto al test insieme alla first lady e di essere in quarantena in attesa dei risultati del tampone. Un controllo deciso dopo il contagio contratto da Hope Hicks, la fedelissima consigliera che segue come un’ombra il presidente, in questi ultimi giorni ovunque, anche a bordo dell’Air Force One. A un mese dal voto per le presidenziali si tratta di una notizia shock che scuote l’America e fa immediatamente tremare i mercati, gettando un’ombra sulla parte finale della campagna elettorale, ora seriamente a rischio. Il presidente, 74 anni, “è in grado di continuare a portare avanti i suoi compiti senza alcuna interruzione”, ha subito fatto sapere il suo medico personale. “E’ al lavoro e resterà al lavoro”, ha assicurato il capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows. I suoi sintomi sono leggeri – il messaggio fatto filtrare dall’entourage del presidente – resta di buon umore e lascia sperare in una rapida ripresa. Ma nel frattempo il vicepresidente Pence, a sua volta immediatamente testato e risultato negativo, è stato messo in preallerta, nel caso in cui la situazione dovesse improvvisamente precipitare. Inevitabilmente saltati per il momento tutti gli appuntamenti elettorali delle prossime ore, quando il presidente era atteso ad un evento al Trump Hotel di Washington e poi nello Stato chiave della Florida. Di fatto una sospensione della campagna per la rielezione che a questo punto non si sa quando e se mai potrà riprendere normalmente, a partire dalla partecipazione ai prossimi dibattiti presidenziali del 15 ottobre a Miami e del 22 ottobre a Nashville. Con il leader dei senatori repubblicani, Mitch McConnell, che ha avanzato l’ipotesi di dibatti presidenziali da remoto. Intanto alla Casa Bianca è stata una notte di angoscia e di paura, nel timore di scoprire un vero e proprio focolaio al suo interno. Ma con il passare delle ore la preoccupazione si è attenuata, con i test risultati negativi per tutti quelli che in questi ultimi giorni sono stati vicini a Hope Hicks e alla coppia presidenziale: non solo il vicepresidente Pence e la moglie, ma anche Ivanka Trump e il marito Jared Kushner, e i ministri della Giustizia William Barr e del Tesoro Steve Mnuchin. Negativo anche Barron, il figlio quattordicenne di Donald e Melania che vive con loro nella East Wing della residenza presidenziale. Ma ad essere controllato è stato anche Joe Biden, che martedì sera ha condiviso lo stesso palco col presidente nel primo duello tv in Ohio: il candidato democratico, 77 anni, è risultato negativo, così come sua moglie Jill e la candidata vicepresidente Kamala Harris. Biden, che dopo gli insulti di martedì sera ha inviato gli auguri di pronta guarigione a Trump, può quindi proseguire tranquillamente la sua campagna elettorale, che lo vede impegnato in Stati chiave e in bilico come il Michigan. Si cerca ora di ricostruire come siano andate le cose. Secondo quanto riportano alcuni media, citando fonti vicine alla campagna elettorale di Trump, la Casa Bianca sapeva della positività di Hicks già da mercoledì sera, tanto che quel giorno di ritorno da un comizio in Minnesota la consigliera avrebbe viaggiato in una cabina separata dell’Air Force One, uscendo poi dalla parte posteriore dell’aereo una volta arrivati alla base di Andrews. Nonostante ciò Trump non si è messo subito in quarantena, ma è volato il giorno dopo in New Jersey per partecipare a un evento per la raccolta fondi. E’ lì che avrebbe accusato i primi sintomi, con raffreddore e qualche colpo di tosse. La decisione di sottoporsi al test, quindi, solo dopo il rientro in tarda serata alla Casa Bianca. Certo, non era questa la ‘October surprise’ in cui sperava il presidente americano per imprimere una svolta alla sua campagna durante il rush finale verso il 3 novembre. Saranno i prossimi giorni a dire se The Donald riuscirà ancora una volta a riemergere da una situazione da incubo.

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