Scuola. Mattarella, alcuni dei passaggi più importanti del suo discorso di apertura dell’anno scolastico a Vo’ Euganeo

Scuola. Mattarella, alcuni dei passaggi più importanti del suo discorso di apertura dell’anno scolastico a Vo’ Euganeo

RIAPRIRE NON È STATA IMPRESA FACILE

Quello che sta per iniziare non sarà un anno scolastico come gli altri. Vi sono diversi problemi, in via di soluzione, che causano difficoltà. Così come in tanti altri Paesi, in Europa e altrove. Riaprire la scuola, adottando le indispensabili prescrizioni di carattere sanitario, non è impresa facile. È stato necessario adeguare, in brevissimo tempo, strutture concepite per l’incontro, per il dialogo ravvicinato, a misure di distanziamento che ci appaiono quasi innaturali. E questo sforzo è ancora in atto”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo a Vò Euganeo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico “Tutti a scuola”. “Abbiamo avuto esempi straordinari di collaborazione, di lavoro in comune. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che, in ruoli diversi e con differenti responsabilità, si sono adoperati affinché l’anno scolastico potesse cominciare, assicurando a ogni bambina e bambino, a ogni ragazza e ragazzo, il bene fondamentale dell’istruzione”. In particolare Mattarella esprime “riconoscenza”, nei confronti dei “dirigenti scolastici, a tutti gli insegnanti e al personale ausiliario, che con loro hanno strettamente collaborato per riorganizzare le scuole in sicurezza e garantire una didattica la più possibile ordinata. Molti di loro hanno limitato le ferie, o vi hanno addirittura rinunciato – ha sottolineato il Capo dello Stato -. Hanno interpretato al meglio il significato dell’autonomia scolastica, quella appunto che partecipa con creatività alla progettualità della scuola, muovendo dalle sue articolazioni e diversità. I nostri insegnanti sono chiamati ancora a un lavoro prezioso, che richiederà coraggio e iniziativa. Sappiamo di poter contare sulla loro passione umana e civile, che hanno continuato a esprimere, pur di fronte a incomprensioni e a problemi non risolti. Il valore della scuola è stato compreso e vissuto, con grande senso del dovere, da tutti i soggetti coinvolti”, ha aggiunto Mattarella.

ASSICURARE PIENA REALIZZAZIONE DIRITTO ALLO STUDIO

La riapertura dell’anno scolastico “avverrà inevitabilmente con carattere di gradualità ma con l’obiettivo, irrinunciabile, di assicurare la piena realizzazione del diritto allo studio, ivi compreso il tempo pieno che, per molti alunni e tante famiglie, è strumento di eguaglianza e garanzia di opportunità”. Tutti siamo responsabili, e dobbiamo sentirci tali nei confronti degli altri. Una prova di responsabilità è richiesta anche a voi, cari ragazzi, e sono certo che ne sarete all’altezza. Dai comportamenti di ciascuno dipende la sicurezza collettiva; quella dei vostri genitori, dei vostri nonni”. Non c’è una responsabilità superiore che consenta di fare a meno di quella di ciascuno di noi – ha aggiunto il Capo dello Stato -. Dobbiamo andare avanti sapendo che sui sacrifici di oggi costruiamo il futuro. Conosco i ritardi e le difficoltà e so bene che vi saranno inevitabili polemiche. So anche che, in atto, vi sono risorse limitate. Ma un Paese non può dividersi sull’esigenza di sostenere e promuovere la sua scuola. Oggi la riapertura della scuola è una prova per la Repubblica. Per tutti. Nessuno escluso”.

RECOVERY FUND: “INVESTIRE NELLA SCUOLA, OCCASIONE RILANCIO”

“La nostra partecipazione al programma Next Generation dell’Unione europea e’ una straordinaria opportunita’ che non possiamo perdere, una occasione anche per un vero rilancio della scuola italiana. Dobbiamo investire nella scuola, a partire da un’adeguata programmazione del reclutamento del personale”.

DIDATTICA A DISTANZA È STATA GRANDE SFIDA

Anche dalle esperienze più negative si possono ricavare lezioni. Ad esempio la didattica a distanza è stata una grande sfida a cui non eravamo preparati, ma che ci ha fornito strumenti utili per il futuro”. “In generale l’uso di tecnologie digitali ha fatto compere a tutta la nostra comunità dei progressi che adesso posso aiutare il lavoro e migliorare i modelli sociali. I giovani sono più avanti nella conoscenza e nella pratica dei mezzi informatici e quanto è stato sperimentato a scuola, allarga ulteriormente le possibilità di incontro, di confronto, di studio”.

DIVARIO DIGITALE NON DIVENTI FRATTURA INCOLMABILE

Il lockdown ci ha mostrato anche che hanno sofferto pesanti esclusioni i ragazzi senza computer a casa, quelli che erano privi di spazi sufficienti, coloro che già vivevano una condizione di marginalità. Dobbiamo evitare che il divario digitale diventi una frattura incolmabile. Per fortuna l’iniziativa di tanti insegnanti, l’impegno dei compagni di classe, l’azione positiva di associazioni di volontariato ha evitato, in molte circostanze, ingiuste emarginazioni, riuscendo a fornire i mezzi necessari alla connessione. E’ questa una frontiera nuova della lotta all’abbandono scolastico, e alla marginalità sociale, che resta un obiettivo esigente per la scuola. Questo periodo ha sottolineato, con grande evidenza, l’urgenza e l’assoluta necessità di disporre della banda larga ovunque nel nostro Paese.

CONSEGUENZE LOCKDOWN PIÙ DURE PER DISABILI

“Sono stati mesi duri per tutti, ma subire le conseguenze più pesanti del lockdown sono stati gli studenti con disabilità”. “Per tanti di loro- ha aggiunto – le rinunce hanno avuto un costo altissimo. A volte non sopportabile e di queste sofferenze ci sono fatto carico le famiglie nella ripartenza della scuola. L’attenzione a questi studenti deve essere inderogabile a cominciare dall’assegnazione degli insegnanti di sostegno”.

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