Scuola. La ministra Azzolina cerca di difendersi dalle accuse, si auto assolve, esalta il suo operato. Ma docenti, presidi, sindacati, parlamentari sono sul piede di guerra

Scuola. La ministra Azzolina cerca di difendersi dalle accuse, si auto assolve, esalta il suo operato. Ma docenti, presidi, sindacati, parlamentari sono sul piede di guerra

Il rischio zero non esiste, “anche a scuola”, e per il rientro in classe in sicurezza “il paese è mobilitato e Parlamento e Governo lavorano da mesi”. Solo per la ripartenza di settembre sono stati stanziati oltre 2,9 miliardi, “nessun altro paese europeo ha messo tante risorse” e se si considerano i fondi mobilitati da quando ha giurato come ministra, a gennaio, la cifra sale a circa 7 miliardi, “è un segnale inequivocabile: la stagione dei tagli è stata archiviata”. Con un intervento a tutto tondo davanti alla commissione cultura e istruzione del Senato presieduta da Riccardo Nencini, la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina rivendica il lavoro fatto in questi mesi e risponde a interrogativi e timori riguardanti l’inizio imminente dell’anno scolastico in tutta Italia – dopo le prime riaperture avvenute in questi giorni- il prossimo 14 settembre. La titolare del dicastero di viale Trastevere rivendica la trasparenza e la validità delle nuove graduatorie provinciali, al centro di molte critiche: “nelle precedenti graduatorie esistevano posizioni con punteggi difficilmente verificabili. E’ stato attivato un sistema, di controllo diffuso e multilivello, che oggi consente di riportare a verità e correttezza la gestione”. “La scuola – scandisce la ministra – ora chiede collaborazione, per il presente e per il futuro. Il 14 settembre non si gioca una partita tra opposte fazioni. La scuola è uno dei pilastri del sistema democratico, è il pilastro. Abbiamo tutti il dovere di preservarla e di innovarla, per il bene del Paese”. Il premier Giuseppe Conte la difende. “La Lega farebbe bene a chiedersi, quando è stata negli anni scorsi al governo, se forse avrebbe dovuto presentare tante mozioni di sfiducia ai propri ministri”, dice riferendosi alla mozione di sfiducia contro Azzolina annunciata da Matteo Salvini. “Dal premier parole senza senso”, rispondono fonti della Lega. Ma i nodi irrisolti in vista del 14 settembre non mancano.

La Flc Cgil denuncia che sono arrivati alle scuole finora solo 100 mila banchi sui 2,4 milioni che sono stati ordinati; che ad oggi le immissioni in ruolo sono poco più di 22 mila su un contingente di 85 mila, meno del 30% dunque di quanto autorizzato, mentre le richieste per la call veloce superano di poco le 2mila unità. E il numero delle supplenze per quest’anno “forse non arriverà a 250 mila come sostiene Azzolina, ma di sicuro raggiungerà l’altrettanto spaventosa cifra di 200 mila unità”. “Siamo davanti innanzitutto all’enorme problema dei posti vuoti, effetto anche dell’impuntatura del Ministro Azzolina – spiegano – che non ha voluto assumere con procedura semplificata il personale con tre anni di servizio per poi procedere successivamente alla sua selezione e che in tal modo ha allontanato la possibilità di avere 32.000 posti docenti in più coperti a settembre”. Dai decreti pubblicati sui siti ufficiali degli uffici scolastici regionali emerge che le immissioni in ruolo, ad oggi, sono poco più di 22 mila su un contingente di 85 mila, meno del 30% dunque di quanto autorizzato, mentre le richieste per la call veloce come era largamente previsto, superano di poco le 2mila unità. “Il numero delle supplenze per quest’anno forse non arriverà a 250 mila come sostiene Azzolina, ma di sicuro raggiungerà l’altrettanto spaventosa cifra di 200 mila unità. Sono necessari provvedimenti straordinari sugli organici – chiede la Cgil – anche su quello ATA, che, vista l’esigenza di costante igienizzazione richiesta dalla pandemia, va profondamente rivisto assicurando in ognuno dei 42.000 plessi scolastici italiani, almeno 1 collaboratore scolastico in più”. Per i docenti dell’organico aggiuntivo “bisogna eliminare la stortura che ne consente il licenziamento senza alcun indennizzo in caso di didattica a distanza e superare le norme che impediscono di convocare un supplente fin dal primo giorno di assenza del titolare (questa possibilità non deve valere solo per gli eventuali supplenti nominati per l’emergenza COVID)”.

La Gilda invece denuncia che a causa delle mancanze del ministero dell’Istruzione, i docenti immessi in ruolo in questi primi giorni di settembre dovranno aspettare l’anno scolastico 2021/22 per prendere servizio. Il vicepresidente della Commissione Cultura del Senato Francesco Verducci sostiene che mancano 80mila titolari di cattedre sul sostegno e serve una riforma strutturale del reclutamento. Intanto nel Lazio 9 mila studenti sono ancora senza aula; secondo i Cobas scuola a Firenze “ad oggi manca ancora molto personale in organico” e manifestazioni di precari si sono svolte davanti ai provveditorati di alcune città, da Pistoia a Cosenza. E mentre la ministra Azzolina, rispondendo agli studenti, ricorda che la positività di uno di loro non comporta la per forza la quarantena dell’intera classe, deciderà la Asl – anche oggi è scattato e poi rientrato l’allarme in una scuola dell’infanzia a Crema -, e che verranno fatti test a campione sui ragazzi durante l’anno, la ministra per la Famiglia Elena Bonetti chiede che si usino i fondi del Mes per garantire i congedi a tutti i genitori qualora i figli debbano stare in quarantena.

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