Scuola. La bella manifestazione di piazza del Popolo a Roma. Da tutta Italia per una sola voce: torni al centro dell’agenda politica, basta precariato e più risorse

Scuola. La bella manifestazione di piazza del Popolo a Roma. Da tutta Italia per una sola voce: torni al centro dell’agenda politica, basta precariato e più risorse

Il mondo della scuola in piazza del Popolo a Roma ha sfidato la pioggia battente per chiedere maggiori risorse, iniziative contro il precariato e soprattutto per dare all’istruzione la priorità nell’agenda di governo. Proprio “Priorità alla scuola” è stato il titolo della manifestazione scelto dagli organizzatori che hanno sfidato le avversità del meteo per radunarsi in piazza. Un popolo fatto di mascherine, ombrelli, qualche slogan e attenzione al distanziamento. Una piazza contingentata, con presenza regolata ai varchi. Sindacati, genitori, alunni, tutti assieme riuniti sotto il palco allestito su una piattaforma mobile per chiedere una scuola migliore ed invocare maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Presenti tutte le sigle sindacali. Nonostante il maltempo abbattutosi sulla capitale molti i manifestanti arrivati da diverse parti d’Italia. Durante gli interventi seguiti nel corso della manifestazione sono stati segnalati i gravi disagi che sta affrontando la scuola nell’anno terribile del coronavirus. A partire dal peso del precariato. L’indice è stato puntato contro il governo per la mancata assunzione, dal primo settembre, di migliaia di precari. Secondo i numeri snocciolati nel corso dell’iniziativa sarebbero almeno 200 mila.

La ricetta per i sindacati è la stessa: più investimenti e maggiori risorse per un’istituzione importante alla formazione delle future generazioni. Da parte dei dirigenti di tutte le sigle sindacali presenti in piazza è stato richiesto un maggiore impegno economico da destinare non solo alle strutture ma soprattutto sul personale. “Anche la Cisl oggi è in piazza insieme a studenti, insegnanti e famiglie per una scuola più sicura, più investimenti, copertura degli organici per garantire a tutti il diritto allo studio. Il governo non sottovaluti la protesta. Il futuro del nostro Paese dipende dalla scuola” ha scritto su Twitter la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. “La Cgil – ha affermato il segretario generale Maurizio Landini – oggi è scesa in piazza insieme a studenti, insegnanti, famiglie e altre organizzazioni sindacali per una scuola che garantisca sicurezza, presenza, continuità, e per chiedere che il diritto allo studio sia garantito in egual misura a tutti i bambini e ragazzi dall’infanzia all’Università”.   Per Landini “servono più investimenti per garantire la sicurezza e la copertura degli organici, ma soprattutto è il momento di aprire un vero confronto e pensare ad una vera riforma. Scuola e formazione continua rappresentano il futuro di un paese”. Pino Turi, segretario generale Uil scuola, ha parlato di “sottovalutazione del problema scuola” chiedendo un cambio di passo “recuperando il tempo perduto”.

 Zingaretti: governo ascolti docenti e studenti

Giorni cruciali: così il premier, Giuseppe Conte, parla di queste settimane in cui, da Nord a Sud, la scuola in Italia sta ripartendo tra le stringenti misure di sicurezza legate alla pandemia di coronavirus. Il presidente del Consiglio sottolinea, in un passaggio del suo intervento all’evento ‘Insieme per Ricostruire, Riparte l’Italia’: “Sono giorni cruciali per la scuola, in questi giorni la scuola è ripresa in modo ordinato, simbolo di un’Italia che si rialza e riprende a correre. L’Italia riparte solo se riparte la scuola”. Poco dopo anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, torna sul delicato tema: “Dalle mobilitazioni di docenti e studenti arrivano richieste a cui il governo deve dare ascolto e risposte a cominciare dalla situazione dei precari. Guai a far finta di niente. Nel rispetto delle regole di prevenzione del Covid il Partito Democratico promuoverà gli Stati Generali della Scuola”. Lo segue la responsabile scuola del Pd, Sgambato: “Molte delle richieste che emergono dalle mobilitazioni del mondo della scuola sono già nel nostro programma. Non ci nascondiamo le difficoltà della ripresa e vanno ascoltate le ragioni di chi manifesta nelle piazze. La generazione Covid ha già pagato un prezzo altissimo, avrà un deficit in istruzione irrecuperabile”. Sul tema, sempre dal Pd giungono le voci di Orfini e Verducci: “Il governo ascolti la piazza di oggi. Alla scuola italiana serve una riforma radicale. Servono finanziamenti all’altezza, molto più consistenti di quanto stanziato finora. Servono innanzitutto più docenti, e non per il solo tempo dell’emergenza Covid, ma strutturalmente e a regime”. Matteo Orfini e Francesco Verducci scrivono inoltre che questo “è l’unico modo di rifondare una Scuola inclusiva che non lasci indietro i ragazzi in difficoltà. Il prima tema da affrontare è quello del precariato dei docenti – proseguono – Il sistema attuale va avanti sfruttando il precariato, e questo è inaccettabile. L’anno scolastico è partito con un numero record di precari, e questo colpisce i ragazzi più deboli. Nell’emergenza precariato c’è un fatto particolarmente grave che si continua a ignorare: mancano oltre 80mila titolari di cattedre di sostegno. Eppure ci sono tutte le condizioni per stabilizzare i docenti precari. Serve la volontà politica. I concorsi banditi non risolveranno questa situazione. Governo e parti sociali aprano un tavolo sul reclutamento, altrimenti la scuola non sarà mai nelle condizioni di dare risposte ai bisogni degli studenti e della nostra società”, concludono. Alla ministra Azzolina saranno fischiate le orecchie per queste posizioni della piazza sostenute dal Partito democratico, che oltre alla convocazione degli Stati generali, chiede iniziative concrete al governo, a partire dalla soluzione del precariato, ormai molto diffusa tra il personale scolastico, docente e non docente. Si tratta di una bocciatura della ministra? Dalla piazza e dal partito di governo pare proprio do sì.

Share