Scuola. I sindacati sono sulle barricate per la manifestazione del 26 settembre a Roma,

Scuola. I sindacati sono sulle barricate per la manifestazione del 26 settembre a Roma,

Record storico di precari, aperture (e chiusure) a singhiozzo, decine di migliaia di cattedre vuole, ritardi folli, mancanza di trasparenza e di attenzione. I sindacati del comparto scuola sono sulle barricate per la manifestazione del 26 settembre a Roma, in cui scenderanno in piazza a spiegare le ragioni del malcontento. La principale è la “mancanza d’ascolto” da parte del governo: “Per dialogare bisogna essere in due. Noi riconosciamo il ruolo del ministro, lei non riconosce il nostro. Questo ministro soffre il confronto”, tuona Pino Turi, segretario di Uil Scuola, in videoconferenza con FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams. Turi parla di “numeri impietosi” sull’organico e di precari mai così numerosi: ne abbiamo conteggiati oltre 220mila. E’ un record mondiale”. “Tutti chiediamo che sulla scuola ci sia quella attenzione che anche questo governo non ha riservato come la scuola avrebbe meritato”, spiega Francesco Sinopoli, segretario Flc CGIL. La situazione “non è delle migliori”, gli fa eco Elvira Serafini, segretario nazionale dello Snals. Le cattedre rimaste vacanti sono oltre 60mila. Le immissioni in ruolo sono state circa 22mila su un contingente di 85mila, il 35,3%. Ma, il dato peggiore, è che per il sostegno su oltre 21mila posti, sono stati assunti meno di 2mila docenti. Per l’emergenza Covid, c’è stato un incremento di 70mila unità circa, tra docenti e ata, per un aumento dell’organico scolastico inferiore al 10%.

Lo slittamento delle aperture, quindi, in moltissimi casi per i sindacati, non è stato dovuto a motivi politici, per attendere le elezioni del 20 e 21 settembre, ma a motivi organizzativi. “Tante scuole non hanno il Dsga – denuncia Serafini -, mancano anche i dirigenti scolastici. La situazione è davvero critica. E’ stato un ‘armiamoci e partite’, c’è tanta improvvisazione e tanto timore”. La gestione dei banchi, poi, affermano, ha provocato un altro problema ai presidi. Su due milioni di monoposto, ne sono stati consegnati al momento solo 400mila. “Le scuole nei fatti si sono trovate scoperte, hanno dovuto recuperare i banchi vecchi. E’ stata un’ulteriore difficoltà da gestire”, osserva Sinopoli. E Maddalena Gissi della Cisl denuncia ‘pressioni’ sui dirigenti scolastici per indurli a non richiedere nuovi spazi in affitto: “Ci sono state richieste da parte dei presidi per nuovi spazi, tramite gli enti locali. Ma in fase di monitoraggio a volte è stato chiesto loro di rivedere le richieste, è stato detto di rivalutarle e considerare la responsabilità che si sarebbero presi davanti alla corte dei conti”.

Intanto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, deve parare un altro colpo. La Lega al Senato presenta infatti una mozione di sfiducia contro di lei, lamentando un “clima di esasperante incertezza sugli aspetti principali inerenti la riapertura delle scuole dopo la chiusura dovuta all’emergenza Covid-19”. Promessa mantenuta, per il segretario del Carroccio Matteo Salvini: “Azzolina è una sciagura per la scuola italiana. Non ha fatto nulla e ora le mamme vanno dai sindaci, dai governatori, dai presidi”. La mozione però per i pentastellati è un “elenco, nero su bianco, di tutte le assurdità che la Lega ha già ampiamente propinato in questi mesi agli italiani”, una “sintesi di accuse false all’operato della ministra”. E a prendere le parti della titolare di Viale Trastevere ci sono anche gli alleati di governo, tramite il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci: “La Lega tifa per il disastro, la mozione di sfiducia contro la ministra Azzolina è incredibilmente strumentale. È ancora il tempo di lavorare insieme per il buon funzionamento delle attività scolastiche. Salvini, come al solito, cerca di fare lo sciacallo”.

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