Napoli, speronata e uccisa dal fratello perché amava un ragazzo trans: Maria Paola aveva 20 anni

Napoli, speronata e uccisa dal fratello perché amava un ragazzo trans: Maria Paola aveva 20 anni

Maria Paola Gaglione è morta a 20 anni, vittima di una cultura patriarcale, misogina e discriminatoria. A ucciderla in scooter è stato il fratello: non accettava che la sorella avesse una relazione con un ragazzo trans. La notte dell’11 settembre la giovane era in sella alla moto con il suo compagno. Stavano viaggiando tra Caivano e Acerra, in provincia di Napoli, quando si sono accorti di essere inseguiti dal fratello di lei, Michele Antonio Gaglione, anch’egli a bordo di un due ruote. L’uomo, 30 anni, ha speronato con violenza la coppia, prendendo a calci il mezzo fino a farli cadere. Per Maria Paola il balzo è stato letale: faccia sull’asfalto, non si è più rialzata, è morta sul colpo. Anche il fidanzato, Ciro Migliore, coetaneo della vittima, è finito sul selciato e secondo la prima ricostruzione l’assassino si sarebbe accanito su di lui, picchiandolo. Ferito ma non grave, aiuterà gli investigatori a chiarire la dinamica dell’accaduto.

“Non posso accettarlo ancora, non ci riesco”, ha scritto Ciro sui social, “ti amerò per sempre piccola mia”. Avevano deciso di stare insieme nonostante la contrarietà della famiglia di Maria Paola. In queste ore avrebbero festeggiato il terzo anniversario e sognavano di andare a convivere. Ma non ci sarà nessuna festa e nessuna casa in affitto: prendendo in prestito le parole di Arcigay, “viviamo in una società transfobica, che elegge a sicario un maschio”. Maria Paola e Ciro, due vite distrutte che chiedevano ‘soltanto’ la libertà di scegliere chi essere e con chi condividere la quotidianità. Il fratello trentenne, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, è stato portato in carcere a Poggioreale. L’accusa è di omicidio preterintenzionale e violenza privata aggravata dall’omofobia. Voleva dare “una lezione” alla sorella, perché “infetta” ma “non ucciderla”, ha raccontato ai carabinieri. Un tentativo di giustificarsi inutile e goffo, mentre nel Paese si riaccende, da sinistra a destra, il dibattito sulla necessità di avere una legge contro l’omolesbotransfobia. Il presidente di Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha sottolineato “l’urgenza” di approvare una normativa “contro l’omofobia e la transfobia”. Si è trattato di un “fratricidio che deve essere punito con rigore. Un insieme di misoginia, transfobia e omofobia, sentimenti ignobili che vanno combattuti con fermezza e sradicati con l’educazione”, ha commentato Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia.

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