Il Pd apre il “grande cantiere” delle riforme istituzionali. Ma nessuno sa a quale sistema politico approderà. La Lega vorrebbe un’Assemblea costituente

Il Pd apre il “grande cantiere” delle riforme istituzionali. Ma nessuno sa a quale sistema politico approderà. La Lega vorrebbe un’Assemblea costituente

Il testo del ddl costituzionale preparato dal PD dovrebbe essere presentato a breve, già nei prossimi giorni, dal segretario Nicola Zingaretti e i capigruppo di Camera e Senato. I dem aprono il ‘grande cantiere’ delle riforme con una proposta di superamento del bicameralismo perfetto. Un tema sul quale il segretario PD si era già speso prima del referendum sul taglio del numero di parlamentari, ne aveva parlato anche in Direzione e poi nella conferenza stampa dopo le regionali aveva annunciato che era già pronto un testo sulla materia. “Va aperto un grande cantiere, con un patto per le riforme. Sul superamento del bicameralismo paritario, abbiamo pronto un testo di legge che depositeremo a breve alla Camere. Il secondo punto è la legge elettorale. C’è un testo base e un accordo tra gli alleati e ci auguriamo e facciamo appello alle forze di maggioranza per andare avanti. Infine è già incardinata la modifica dei regolamenti parlamentari”, la ‘griglia’ di interventi indicata dal segretario PD. Al testo hanno lavorato Dario Parrini, Stefano Ceccanti, Luciano Violante e Enzo Cheli. Questi ultimi due schierati su versanti opposti al referendum -per il No il primo e per il Sì il secondo- ma entrambi per una riforma del bicameralismo: l’idea sarebbe quella che il Parlamento lavori in seduta comune -non solo come grande seggio elettorale- ma anche per votare la fiducia e la legge di Bilancio. Il Senato vedrebbe ridotti i suoi poteri a favore di Montecitorio sulle legge ordinarie ma verrebbe integrato da un senatore-consigliere regionale per ogni regione. Una mossa che raccoglie interesse nella maggioranza.

Interesse intanto di Italia Viva ‘affezionata’ al tema. “Credo sia un buon punto partenza, sicuramente interessante”, osserva il capogruppo Iv in Affari costituzionali, Marco Di Maio. I renziani pensano a una riforma che veda “un’unica camera elettiva titolare del rapporto fiduciario con il governo”, a cui far seguire l’adozione della sfiducia costruttiva e, solo alla fine di questo percorso, la legge elettorale. Anche da Leu c’è consenso. “Ci sono delle idee interessanti che meritano di esser approfondite con tutta la prudenza che si deve mettere in campo quando si parla di cambiamenti della Costituzione”, dice Federico Fornaro che però la pensa diversamente da Iv. Non un’unica camera, ma il Parlamento in seduta comune in fase deliberativa. “A me convince di più questa ipotesi rispetto a una divisione dei compiti tra le due Camere. E’ più difficile definire i confini e si corre il rischio di avere una Camera di serie A e un Senato di serie B”. Scetticismo dall’opposizione. Per Giovanni Donzelli di Fdi “per fare riforme sostanziali come il superamento del bicameralismo e il presidenzialismo, è necessario andare al voto e iniziare una nuova legislatura costituente facendo valutare agli italiani le proposte dei partiti”. Igor Iezzi, capogruppo della Lega in Affari costituzionali alla Camera, risponde con sarcasmo: “Non riescono a mettersi d’accordo sulla soglia di sbarramento e pensano di riformare tutta la costituzione?”. Eppure proprio oggi da un big della Lega, Giancarlo Giorgetti, è arrivata un’offerta di dialogo sulle riforme. Anzi l’esponente del Carroccio ha anche avanzato l’ipotesi di una assemblea costituente. Proposta che però lascia fredda la maggioranza. “Giorgetti è persona seria ma la sua non è una proposta praticabile. È una forma di benaltrismo. Penso serva a poco evocare scenari irrealizzabili. Poiché siamo già nella seconda metà della legislatura, proporre l’assemblea costituente equivale a proporre di non fare nulla. È immobilismo travestito da dinamismo. Ii dialogo tra maggioranza e opposizione può e deve svolgersi nelle commissioni parlamentari”, dice Dario Parrini, presidente PD della Affari costituzionali al Senato.

Si chiede Emanuele Fiano: “Mi sembra che Giorgetti proponga cose non sbagliate ma molto difficili, e poi vorrei capire se parla solo per sé o anche per Salvini che mi pare pensi solo alle spallate e non al bene comune del paese…”. Per Fornaro manca lo spirito costituente: “Basti pensare che su un ddl come il mio (si tratta della modifica di due norme costituzionali relativi, rispettivamente, alla base territoriale di elezione del Senato e al numero dei delegati per l’elezione del Presidente della Repubblica, ndr) che non era presentato affatto in maniera strumentale, su due articoli sono stati presentati 800 emendamenti. Questo mi sembra un dato incontrovertibile sulla mancanza di uno spirito adatto. La Bestia -rimarca Fornaro- è incompatibile con la Costituente”. Per Di Maio di Iv quella di Giorgetti è “sicuramente è un’idea suggestiva ma, dopo che gli italiani hanno tagliato il numero dei parlamentari, non mi sembra praticabile”. A raccogliere la suggestione di Giorgetti è invece Andrea Cangini di Fi. “Basta con i bluff e le promesse, la strada maestra l’ha indicata oggi Giancarlo Giorgetti: assumiamoci una responsabilità, eleggiamo un’assemblea costituente per le riforme!”. Quanto ai 5 Stelle, la priorità più che il superamento del bicameralismo sembrano altre al momento ascoltando Luigi Di Maio. “Le riforme istituzionali non sono finite, abbiamo appena iniziato. Adesso dovremo mettere mano ai cosiddetti voltagabbana in Parlamento nella modifica dei regolamenti parlamentari. Dovremo mettere mano agli assenteisti, pagandoli di meno se sono assenti in Parlamento. Dovremo mettere mano, con la legge elettorale, alla possibilità di sceglierci direttamente i nostri candidati e dovremo mettere mano alla normalizzazione degli stipendi dei parlamentari. Sarà un brutto periodo per voltagabbana e assenteisti. Presto ci saranno novità”. Il presidente della Camera, Roberto Fico, garantisce che la riforma dei regolamenti partirà presto: “Ora ci dobbiamo mettere al lavoro perchè il taglio dei parlamentari consegna a noi e a me una responsabilità molto grande, ovvero quella di far trovare la Camera nella prossima legislatura pronta alle modifiche e possiamo farlo con la riforma dei regolamenti di Camera e Senato. Quindi a breve inizieremo questo lavoro, molto corposo, di sostanza e non tecnico”.

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