Dl semplificazioni: via libera al Senato con 157 sì alla fiducia, passa alla Camera. E nel M5S si consumano fratture decisive

Dl semplificazioni: via libera al Senato con 157 sì alla fiducia, passa alla Camera. E nel M5S si consumano fratture decisive

Nessuna sorpresa sul voto di fiducia al Senato al Decreto semplificazioni. Sia il gruppo del Pd che quello del M5s si sono presentati compatti al voto con poche assenze giustificate. Dei 157 voti a favore, 32 erano del Pd, assenti Giacobbe, Rampi e Iori, 93 su 95 i senatori pentastellati presenti, 17 su 18 quelli di Italia viva. L’unico astenuto Durnwalder dell’Svp. Nel gruppo Misto hanno votato a favore in 10, mancavano Cairo, De Falco, Di Marzio, Fattori, e poi i senatori a vita, Monti, Segre, Piano, Rubbia, Napolitano, alcuni dei quali in congedo. Spiccano invece le numerose assenze tra le opposizioni: 20 da Fi, 12 dalla Lega e 3 da Fdi. Oltre a quelli in congedo 6 da Fdi, 14 da Fi. Pochi infatti i senatori complessivamente presenti, 241.  Ora, dopo il voto di fiducia dei senatori, il decreto dovrà ottenere il via libera della Camera dei Deputati in tempi strettissimi (i termini per convertire il dl scadono a metà settembre). Ma vediamo nello specifico le principali novità apportate a palazzo Madama al decreto.

RIGENERAZIONE URBANA La norma che avrebbe dovuto accelerare e facilitare gli interventi di edilizia privata e di ricostruzione nelle città ha subito una battuta d’arresto. Un emendamento della senatrice Loredana De Petris (Leu), infatti, ne ha limitato la portata inserendo dei paletti che di fatto escludono non solo i centri storici in genere indicati dalle ‘zone A’ nei piani regolatori, ma anche in tutte quelle zone classificate come ‘omogenee A’.

APPALTI E’ passato un emendamento, suggerito dal ministero dell’Ambiente, che amplia da 30 a 45 giorni il tempo per i dibattiti pubblici collegati ai procedimenti di Via delle opere pubbliche. Permangono invece l’allungamento dal 31 luglio al 31 dicembre 2021 del termine del periodo in cui sono possibili le procedure veloci per le opere pubbliche; l’obbligo di pubblicità anche per le procedure negoziate; l’accesso per le Ati alle procedure negoziate, la diminuzione da 150 a 75mila euro della soglia per gli affidamenti diretti dei servizi di progettazione.

BICICLETTE E CODICE DELLA STRADA Importanti novità anche per il codice della strada. Arriva infatti la ‘strada urbana ciclabile’ con un limite tassativo di velocità a 30 km orari e priorità ai ciclisti nella circolazione. Non solo, vengono infatti introdotte le ‘corsie ciclabili a doppio senso ciclabile’ nelle strade a senso unico con limite massimo pari 30Km ed è prevista infine la realizzazione della ‘casa avanzata’ (in parole povere uno spazio riservato e dedicato esclusivamente alle biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli ai semafori o agli incroci, per garantire maggior sicurezza a chi è in sella alle due ruote).

M5S: malumori su riforme-referendum; scontro su leadership 

Dopo i malumori M5s di ieri il governo ha retto al voto di fiducia sul dl semplificazioni. Ma c’è in vista una nuova ‘querelle’. Una parte dei senatori, circa una trentina di pentastellati, hanno espresso in una riunione tenutasi questa mattina a palazzo Madama perplessità sul disegno di legge – sul quale il Senato si esprimerà la prossima settimana – che parifica i requisiti per l’elettorato attivo e passivo per le due Camere, consentendo ai 18enni di votare anche per il Senato. Perplessità avanzate anche sulla possibilità che si possa diventare senatori a 25 anni. Il timore – viene fatto osservare – è che perseguendo questa direzione si vada verso il monocameralismo. Ma a palazzo Madama aumentano, sempre secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, pure i contrari al referendum, una battaglia portata avanti dal Movimento 5 stelle sulla quale però si riscontra molta freddezza tra diversi deputati e senatori, con i fautori del no che dietro le quinte lamentano di essere emarginati e di non poter in alcun modo utilizzare i mezzi di comunicazione dei Cinque stelle. Un allarme sul disimpegno di una parte dei parlamentari nei giorni scorsi, sotto traccia, era stato lanciato da diversi ‘big’. Proprio per questo motivo in una riunione tra i massimi dirigenti M5S che si è tenuta martedì scorso in via Arenula si è ragionato, riferiscono fonti parlamentari del Movimento, sulla possibilità di indire una manifestazione di piazza. La riunione è stata convocata da Crimi su questo tema. Ma lo scontro che sta emergendo sempre di più è quello sulla leadership.

Migranti: tragedia a Siculiana, frattura nel M5S 

Un giovane eritreo in fuga falciato su una strada buia, tre poliziotti in ospedale e una mini crisi politica all’interno di un partito della maggioranza di governo. E’ il bilancio di una nuova surreale giornata in Sicilia, dove l’accoglienza dei migranti è diventata una emergenza in grado di far impazzire anche la bussola politica in uno stesso partito. Il ventenne africano è morto durante la notte dopo essere stato investito da un’auto pirata dopo che era fuggito da Villa Sikania, a Siculiana, nell’agrigentino, con altri ospiti del centro di accoglienza. Anche tre poliziotti sono stati investiti dall’auto. Sono rimasti feriti e sono stati trasportati all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Due hanno riportato traumi e contusioni varie, il terzo invece ha una frattura per la quale e’ necessario un intervento chirurgico. Villa Sikania è una struttura alberghiera il cui accesso si affaccia direttamente sulla Strada Statale 115, un tratto rettilineo totalmente al buio in ore notturne. “Non è adeguato per essere destinato all’attuale uso, ovvero un centro HUB che oggi, in piena era Covid, pur mantenendo le sue funzioni di raccolta per il transito verso le ricollocazioni, è anche un centro di isolamento e osservazione sanitaria”, afferma Vito Alagna, segretario del Silp Sicilia. Il Viminale fa sapere di essere “impegnato a gestire in sicurezza una rete molto complessa di centri di accoglienza”. “Simili tragedie come quella della morte del migrante investito da un’auto, non devono più ripetersi”, ha affermato la titolare, Luciana Lamorgese, che esprime “vicinanza” ai poliziotti feriti. Lamorgese non convince una parte dei pentastellati, quelli siciliani, che esprimono diverse presenze ministeriali e sparano ad alzo zero contro il Viminale: “Conte valuti se chiedere alla Lamorgese di mettersi da parte”, affermano i deputati del M5S all’Ars. “Al premier Conte – dicono – che sta operando benissimo in tantissime direzioni e in un contesto storico difficilissimo, va il nostro incondizionato appoggio, ma anche un messaggio: il delicatissimo ruolo al Viminale, specie in un frangente delicato come questo, non può essere affidato ad un tecnico. La misura è colma, non è possibile che fatti come quello di Siculiana accadano o, peggio, si ripetano: il Viminale va affidato a chi ha la forza di prendere decisioni e non lascia tutto in balia degli eventi”. Inevitabilmente arriva l’opposizione a cogliere la palla al balzo. “Quando un partito di governo di una terra importante come la Sicilia chiede le dimissioni di un ministro – dichiara Matteo Salvini – altro incapace e incompetente, vuol dire che ‘Houston, abbiamo un problema’”. Poi, la fiducia nella titolare del Viminale viene laconicamente “confermata” dal M5S nazionale. Ma la frattura si è consumata, e non si risanerà tanto presto.

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