Coronavirus. 27 settembre. 1766 nuovi casi, 17 decessi, 254 in intensiva. Ricciardi: non si può più sgarrare. Nel mondo raggiunto il milione di morti

Coronavirus. 27 settembre. 1766 nuovi casi, 17 decessi, 254 in intensiva. Ricciardi: non si può più sgarrare. Nel mondo raggiunto il milione di morti

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 1.766 nuovi casi contro i 1.869 di ieri. 17 sono i decessi, con il totale delle vittime da inizio emergenza che arriva quindi a 35.835. Aumentano i tamponi effettuati di 87.714 unità rispetto a ieri, per totale di 11.087.064. Dal bollettino quotidiano del ministero della Salute si apprende inoltre che il totale dei dimessi/guariti è pari a 224.417 (+724), mentre il totale degli attualmente positivi sale a 49.618 (+1.025). Al momento sono 2.846 i ricoverati con sintomi, 100 in più rispetto a ieri, mentre in terapia intensiva si trovano 254 persone, quattro in più rispetto a ieri. Sono poi 46.518 i positivi che si trovano in isolamento domiciliare. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, le Regioni dove è stato registrato il maggior numero di nuovi casi sono la Campania (245), la Lombardia (216), il Lazio (181), ed il Veneto (159). Nessuna Regione è a contagi zero. ”Il mondo è sotto scacco, i Paesi vicini a noi anche, l’Italia molto meno ma l’aumento dei ricoverati e delle terapie intensive indica che il virus non è andato via, continua a circolare. Dobbiamo essere molto attenti perché possiamo avere un autunno come la scorsa primavera” ha detto Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) ”Lazzaro Spallanzani” a Mezz’ora in più su Rai Tre. “C’è il fattore climatico – ha aggiunto – la difficoltà di riconoscere i virus con sintomi respiratori, che nel caso del Coronavirus sono molto gravi. Più teniamo vuote le rianimazioni e meglio sarà – ha aggiunto Ippolito – e per fare questo dobbiamo essere coscienti che tutti noi possiamo essere infetti”.

La situazione nel mondo. Raggiunta la soglia del milione di morti

Nel mondo ci sono oltre 32.750.000 casi positivi al Covid 19 e sono un milione le persone che hanno perso la vita a causa del nuovo virus della polmonite. Il bilancio arriva dal conteggio relativo al Coronavirus di Worldometer. Per la precisione, le vittime da Covid-19 nel mondo, secondo il sito web (che fornisce in tempo reale i dati su diversi argomenti), sono state 1.000.175. E’ negli Stati Uniti che si registra sempre il maggior numero di contagi con 7.078.089. Seguono l’India con 5.903.932, il Brasile 4.717.991 e la Russia con 1.138.509. Per quanto riguarda le vittime, il numero maggiore di morti si registra negli Usa con 204.490. Seguono il Brasile con 141.406 e l’India con 93.379.  Altri 5.693 casi di coronavirus confermati nel Regno Unito, secondo i dati del governo di Londra; un numero che porta il totale delle persone contagiate a 429.277 come riporta The Guardian. I dati del governo mostrano che altre 17 persone sono morte entro 28 giorni dal risultato positivo per il virus a partire da domenica. Questo porta il bilancio delle vittime nel Regno Unito a 41.988. Un terzo dei cluster di Covid-19 in Francia riguarda la scuola e l’università, con 285 focolai, il 32% degli 899 registrati. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino settimanale della sanità pubblica francese, citato da Le Monde. Per la prima volta, il mondo della scuola precede quello delle aziende, che vede 195 focolai attivi. Seguono le strutture sanitarie (97). Fa discutere in Francia la proposta di un lockdown dell’Avvento per salvare il Natale, avanzata su Le Monde dai premi Nobel per l’Economia 2019 Abhijit Banerjee e Esther Duflo. L’idea è di chiudere tutto fra il primo e il 20 dicembre, in modo da ridurre i contagi prima delle feste e permettere ai francesi di ritrovarsi in famiglia per Natale. Secondo i due economisti, di fronte alla crescita dei contagi, che sarà propiziata dall’arrivo del clima più freddo, il governo potrebbe essere costretto ad un nuovo confinamento generale o a “vietare viaggi e riunioni familiari per Natale”. Per evitare che il presidente Emmanuel Macron diventi il “Grinch” che rovina il Natale, sarebbe dunque meglio prevenire con una chiusura dell’Avvento, che secondo i due premi Nobel si rivelerebbe meno dannosa per l’economia rispetto ad un lockdown natalizio.

Ricciardi, siamo al limite, non si può più sgarrare

“Sui contagi siamo al limite. Siamo messi meglio rispetto ad altri Paesi perché abbiamo fatto una serie di scelte durante e dopo il lockdown, ma adesso paghiamo l’allentamento della guardia che è avvenuto in estate” afferma in una intervista al Messaggero il consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi, membro italiano del board dell’Oms. Il rischio è “un effetto a catena. Siamo ancora in condizione di controllare questi focolai. Ma non possiamo andare oltre, non dobbiamo più sgarrare”. Rispetto ai tamponi per chi proviene da Paesi esteri, Ricciardi ritiene che altri Paesi potranno essere inseriti nella lista: “La Grecia adesso ha numeri buoni, non ha senso tenerla in quel gruppo. La Gran Bretagna invece ha numeri preoccupanti, come il Belgio e la Danimarca. Se non migliorano i loro dati, sono Paesi da tenere sotto controllo”. Sugli stadi “non è proprio il momento di abbassare la guardia, aspettiamo almeno due settimane per verificare cosa sta succedendo nelle scuole”. Le discoteche invece “non sono apribili durante un’epidemia”. Oggi le strutture sanitarie sono preparate? “Almeno 2 ospedali su 3 sono inadeguati. Alcune regioni come l’Emilia, il Veneto, anche il Lazio, sono messe bene. Altre sono molto indietro, è allarmante. Le terapie intensive sono preparate, abbiamo raddoppiato i posti. Per le sub-intensive sono preoccupato. Il potenziamento è avvenuto a macchia di leopardo”. Per Ricciardi infine due cose sono fondamentali adesso: “Scaricare l’app Immuni” e “vaccinarci contro l’influenza”.

 

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