Coronavirus.22 settembre. 1392 nuovi casi, 14 decessi, 239 in intensiva. L’Italia supera i 300mila contagi, mentre nel mondo sono 31 milioni. Consiglio europeo rinviato per quarantena presidente Michel

Coronavirus.22 settembre. 1392 nuovi casi, 14 decessi, 239 in intensiva. L’Italia supera i 300mila contagi, mentre nel mondo sono 31 milioni. Consiglio europeo rinviato per quarantena presidente Michel

L’Italia supera i 300mila casi di Coronavirus dopo la giornata di oggi, che ha visto un aumento di 1.392 nuovi contagi, per un totale di 300.897 da inizio pandemia. In lieve calo invece le vittime: 14 quelle delle ultime 24 ore contro le 17 di lunedì per un totale di 35.738 morti da Covid nel nostro Paese. A dirlo sono i numeri del ministero della Salute, che ha registrato anche un aumento dei tamponi a 87.303 contro i 55.862 di lunedì, per un totale di 10.575.979 e 6.391.999 casi testati. Crescono anche i guariti con +967 in 24 ore per un totale di 219.670 dimessi, ma si segnala anche un aumento delle terapie intensive, con 7 nuovi (ora sono 239): si tratta del secondo aumento in due giorni dopo quello di lunedì quando si erano avuti 10 nuovi ricoveri in intensiva. In aumento anche i ricoverati con sintomi Covid, saliti di 129 nuovi casi rispetto a ieri, per un totale di 2.604: 42.646 le persone in isolamento domiciliare (+274). Quello che dunque raccontano i dati del ministero è un contagio che ancora non molla la presa sull’Italia, in particolare al Nord, con la Lombardia che supera i 105mila (+182 solo oggi), mentre nel Lazio si contano il maggior numero di contagi odierni (+238 per un totale di 14.780). Nessuna regione è a quota zero, segno che il virus continua a circolare nel Paese, stretto nella morsa dei vicini europei, alle prese con un boom di contagi sempre più difficili da contenere. “Il rischio di avere casi d’importazione è elevato. Servirebbe una strategia più ampia, non solo dell’Italia, nei confronti della Francia, e una visione dell’intera Europa per dare delle linee definite”, ha infatti ammonito il vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista a InBlu Radio. “Oggi è la Francia – ha aggiunto Sileri – ma domani i casi saliranno in Germania e poi in Inghilterra. Fino a quando non avremo un vaccino questo è ciò che dobbiamo aspettarci”, ha aggiunto, specificando che “questo significa convivere con il virus perché il rischio non può essere zero. Se tutti gli Stati facessero questo potremmo intercettare quei casi che potrebbero innescare dei focolai. Il rischio – ha concluso il viceministro – non sarà mai zero, ma controllato”.

La situazione nel mondo

La paura del coronavirus torna a montare in Europa e nel mondo, con un nuovo record settimanale di contagi certificato dall’Oms e gli Usa che superano le duecentomila vittime. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla Johns Hopkins University sarebbero per l’esattezza 200.182, un macabro traguardo raggiunto quasi sette mesi dopo l’annuncio della prima fatalità a fine febbraio. Gli Stati Uniti detengono il più alto numero di vittime nel mondo (circa 70.000 in più del Brasile, al secondo posto), nonché una delle cifre peggiori su base pro capite, anche se le diverse metodologie tra i paesi rendono i confronti inesatti. Nonostante gli Stati Uniti contino meno del 5% della popolazione mondiale, rappresentano circa il 20% delle morti conosciute per il virus. Il paese è anche leader mondiale nel numero di casi confermati, arrivati a oltre 6,8 milioni, seguito da India (5,5 milioni) e Brasile (4,5). Il tracker dell’università di Baltimora, sulla base dei dati delle autorità sanitarie locali, ha stimato le morti globali a oltre 965.000 e le infezioni a oltre 31 milioni. Per la Johns Hopkins, le vittime globali sarebbero 966,152, mentre i casi di infezioni 31,389,682. E sebbene il numero dei morti di questa seconda ondata resti lontano da quello della primavera, il rimbalzo dei ricoveri in ospedale spaventa in particolare il Regno Unito: dove Boris Johnson – allarmato dai 5000 contagi delle ultime 24 ore, picco da maggio, e dai segnali di tendenza ancor più gravi di Francia o Spagna – cerca stavolta di non ricascare nelle esitazioni imputate al suo governo all’inizio della fase acuta della pandemia, ripristinando subito restrizioni in serie e mettendo fine per 6 mesi o giù di lì alle speranze messe in moto da luglio di un qualche ritorno generalizzato alla normalità. Dopo un week-end di cifre più basse, torna oltre quota 10.000 il numero dei nuovi positivi in Francia nelle ultime 24 ore. 10.008, secondo i dati della Sanità pubblica. Aumentano anche i decessi, oggi 68 più di ieri, per un totale di 31.416 dall’inizio dell’epidemia. Il tasso di positività dei test è salito per la prima volta oltre il 6%, per attestarsi al 6.1%. In Spagna nelle ultime 24 ore sono stati registrati 10.799 nuovi contagi di coronavirus (con un aumento rispetto ai 2.957 di ieri) e 241 morti. Secondo i dati resi noti dal ministero della Salute il numero delle vittime complessivo dall’inizio della pandemia è salito a 30.904 ed attualmente il 16 per cento dei posti letto in terapia intensiva è occupato da pazienti Covid-19.

La guardia del corpo del presidente Michel positivo, Consiglio europeo rinviato

Il Consiglio europeo previsto per giovedì e venerdì è stato rinviato all’1 e 2 ottobre dopo che il presidente Charles Michel si è messo in quarantena a seguito alla positività di una sua guardia del corpo. Il presidente del Consiglio Ue “oggi ha appreso che un addetto alla sicurezza, con il quale era in stretto contatto all’inizio della scorsa settimana, è risultato positivo al Covid. Il presidente è stato testato regolarmente e ieri è risultato negativo. Rispettando le regole belghe, da oggi è entrato in quarantena”, ha twittato il portavoce di Michel Barend Leyts. Il vertice di Bruxelles di giovedì e venerdì doveva discutere le relazioni dell’Ue con la Turchia e la sua posizione nei confronti della Cina, nonché il mercato unico, la politica industriale e la trasformazione digitale dell’Unione. La scorsa settimana Michel ha compiuto un viaggio in Grecia e Cipro nell’ambito della preparazione del vertice. Durante questa trasferta ha effettuato uno tappa anche a Malta. E sempre oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esortato la Cina, durante il suo intervento virtuale all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ad “assumersi la responsabilità” per le sue azioni nelle prime fasi dell’espansione della pandemia. “Dobbiamo rendere responsabile la Cina che ha diffuso questa piaga nel mondo”, ha detto Trump. “Settantacinque anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale e la fondazione dell’Onu – ha aggiunto il tycoon -, ci troviamo ancora una volta impegnati in una battaglia globale. Negli Stati Uniti abbiamo lanciato la mobilitazione più aggressiva dalla Seconda guerra mondiale”. “Distribuiremo un vaccino, sconfiggeremo il virus, e metteremo fine alla pandemia ed entreremo in un’era di prosperità, pace e cooperazione senza precedenti”, ha concluso Trump. Non è tardata la reazione da parte di Pechino alle accuse del presidente Usa. “La Cina respinge con forza le accuse senza fondamento” ha detto l’ambasciatore cinese all’Onu.

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