Coronavirus 20 settembre. 1587 nuovi casi, 15 decessi, 222 in intensiva. Oms, in Italia il sistema sta tenendo bene, ma in Europa e nel mondo l’epidemia fa stragi

Coronavirus 20 settembre. 1587 nuovi casi, 15 decessi, 222 in intensiva. Oms, in Italia il sistema sta tenendo bene, ma in Europa e nel mondo l’epidemia fa stragi

Quindici morti e 1.587 nuovi casi di Coronavirus in un giorno. I dati diffusi dal Ministero della Salute sono tendenzialmente stabili ma segnano un calo dei tamponi: 83.428 in 24 ore, quasi ventimila in meno di sabato.Gli attualmente positivi sono 44.098, 937 in più rispetto a ieri, e cresce ancora il numero delle terapie intensive: 222, sette in più. Scende a 2.365 il dato delle persone ricoverate con sintomi (15 in meno di ieri), sono 40.511 quelle in isolamento domiciliare (55 in meno di ieri) e 937 i guariti (44.098 dall’inizio epidemia).

La Regione Lazio si appresta a sperimentare, anche nelle scuole, test salivari, non invasivi come i tamponi, per i quali manca solo l’ultima validazione dall’Istituto Spallanzani. La due giorni elettorale prosegue tra attente misure di prevenzione, attraverso un protocollo messo a punto da Viminale e Ministero della Salute: al seggio, oltre alla scheda e al documento, ci si reca muniti di mascherina, con rigorose regole di distanziamento, disinfezione delle mani e percorsi di entrata e uscita differenziati. Da Nord a Sud cresce il numero dei focolai: a La Spezia è zona rossa il centrale quartiere Umbertino, a Roma il Collegio San Giuseppe-Istituto De Merode, in Piazza Di Spagna, rimarrà chiuso fino al 1 ottobre, e a Palermo sono in isolamento da ieri le quattro strutture della Missione speranza e carità, di Biagio Conte, con oltre mille persone all’interno. L’estate finisce con un bilancio di 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza (il 93 per cento dei quali in Italia) e un calo del 13% rispetto allo scorso anno, che ha aggravato ulteriormente le difficoltà del settore turistico.

Guerra (Oms), in Italia sistema sta tenendo bene

“Non vanno adesso sottovalutati i rischi che avremo con la riapertura delle scuole e con l’ulteriore liberalizzazione degli spettacoli, in particolare quelli sportivi. Cosa accadrà lo vedremo al termine del periodo di incubazione” ha detto il direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, ad Assisi, parlando dell’evoluzione del Covid a margine dell’evento organizzato dal “Cortile di Francesco”. “Il caso è comunque ben gestito – ha aggiunto Guerra – Bisogna perseguire adesso con la disciplina che gli italiani hanno già dimostrato. Il sistema di monitoraggio messo in atto dal governo sta funzionando molto bene e l’aumento dei posti letto di terapia intensiva e la capacità territoriale sono pilastri su cui il sistema sta tenendo bene”. “Siamo di fronte a un aumento, anche se blando e controllato, della casistica dei positivi, dei malati gravi e dei ricoveri in terapia intensiva, anche se non siamo ancora ai livelli dei nostri vicini, come Spagna e Francia”. “Questo – ha concluso – vuol dire che l’effetto del lockdown molto rigido sta permettendo all’Italia un effetto positivo”. L’Italia è stato il Paese che ha reagito con maggiore fermezza rispetto a tutti gli altri Paesi, ha poi aggiunto facendo un confronto con gli altri Paesi, come ad esempio la Francia, “dove – ha detto – persistono a ritenere volontaria la possibilità di isolamento in caso di positività, mentre da noi la quarantena è obbligatoria”.

La situazione nel mondo

Sono oltre 960 mila i morti registrati in tutto il mondo per la pandemia da nuovo coronavirus della polmonite e quasi 200 mila di essi sono stati registrati in Usa (per la precisione 199.511). I dati sono della Johns Hopkins University, che dall’inizio della crisi tiene un conteggio aggiornato di vittime e contagi (i casi nel mondo hanno superato i 31 milioni, due terzi dei quali sono guariti). Dopo gli Usa, i Paesi più colpiti quanto a decessi sono il Brasile (136.895), l’India (87.882), il Messico (73.493) e il Regno Unito (41.866). Ma se si guarda ai dati in rapporto alla popolazione è il Perù il Paese con la mortalità più alta (95 morti ogni 100 mila abitanti), davanti a Belgio (86), Spagna (65), Bolivia (65), Brasile (64), Cile (64), Ecuador (63), Regno Unito (62) e Stati Uniti (60).

La curva epidemiologica cresce in tutta Europa, e sono diversi i Paesi a un passo da nuove crisi: in Francia, nonostante il calo dei nuovi casi, se ne sono registrati 10.569 in un giorno. In Spagna, a Madrid, oltre 800 mila persone hanno protestato contro le recenti restrizioni imposte dal governo regionale per frenare i contagi, mentre Londra valuta nuovo lockdown, con multe fino a 10 mila sterline per chi viola l’isolamento. La Francia ha registrato 10.569 nuovi casi di Covid-19 in 24 ore, meno del giorno prima, ma il tasso di positività è aumentato per il secondo giorno consecutivo, secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie francesi. Lo riporta Le Figaro, spiegando che i dati di domenica sono generalmente in calo rispetto ai giorni precedenti, a causa della chiusura dei laboratori, ma il tasso di positività (percentuale del numero di persone positive rispetto al totale delle persone testate) è aumentato al 5,7% (contro il 5,6% del giorno prima). Inoltre, 3.894 pazienti Covid sono stati ricoverati negli ultimi sette giorni, di cui 593 in terapia intensiva. Dall’inizio dell’epidemia in Francia si sono registrati almeno 31.585 decessi legati al Covid, 12 in più rispetto al giorno prima.

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