Coronavirus. 15 settembre. 1129 nuovi casi, 9 decessi, 201 in intensiva. Nel mondo, quasi 30 milioni i contagi e vicini al milione di morti

Coronavirus. 15 settembre. 1129 nuovi casi, 9 decessi, 201 in intensiva. Nel mondo, quasi 30 milioni i contagi e vicini al milione di morti

Nelle ultime 24 ore i casi di Coronavirus in Italia sono stati 1.229, contro i 1.008 di ieri. Aumentano anche i tamponi che sono passati da 45.309 di ieri agli 80.517 di oggi, quasi 35 mila in più. I morti registrati sono 9, mentre nella giornata precedente erano stati 14. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia arriva a 35.633. Dal bollettino quotidiano del ministero della Salute si apprende che il totale dei dimessi/guariti da Covid-19 è di 214.645 (+695), mentre il totale degli attualmente positivi è di 39.712 (+525). Al momento sono 2.222 i ricoverati con sintomi mentre 201 (+4 rispetto a ieri) si trovano in terapia intensiva. In isolamento domiciliare si trovano invece 37.289 persone. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, le Regioni dove è stato registrato il maggior numero di nuovi casi sono la Lombardia (176), la Liguria (141), il Lazio (139), la Campania (136), l’Emilia-Romagna (125), e il Veneto (115). Nessuna Regione è a contagi zero, mentre in Molise si registra un solo caso.

La situazione nel mondo. Quasi raggiunta la soglia dei 30 milioni di casi, quasi un milione di morti

29.335.771 i casi accertati di Covid-19 nel mondo e 929.613 i decessi, secondo la rilevazione della Johns Hopkins University. Negli Stati Uniti ci si avvia verso i 200 mila morti, poiché oggi sono 194.761 le vittime, mentre salgono a 6.559.712 i casi conclamati di contagio. India, Brasile e Russia seguono gli Usa in questa drammatica classifica. Critica anche la situazione in America Latina, dove in tre Paesi, Perù, Colombia e Messico si oltrepassa la somma di due milioni di contagi e di quasi 130 mila morti. In Europa non va certo meglio. La Spagna ha ormai superato il mezzo milione di contagi, mentre la Francia è a quota 425 mila e la Gran Bretagna a 373 mila. Per quanto riguarda i decessi, la Gran Bretagna ha superato quota 41 mila, l’Italia è seconda in Europa con 35.633 e la Francia terza con 31 mila. Altri 3.105 casi di contagio da Coronavirus sono stati registrati nel Regno Unito nelle ultime 24 ore. Ieri erano stati 2.621. Secondo il dipartimento per la Salute rispetto a ieri si contano anche altri 27 morti, per un totale di 41.664 decessi. I nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore nei Paesi Bassi hanno raggiunto il record giornaliero di 1.379, contro le 1.300 registrate il giorno precedente. In una settimana i casi positivi sono aumentati di 9.194 unità, l’85% in più rispetto alla prima settimana di settembre, quando sono stati registrati 4.917 nuovi casi. La maggior parte delle nuove infezioni registrate martedì sono state segnalate ad Amsterdam e L’Aia. Anche il numero di ricoveri ospedalieri è in aumento.

Terapie avanzate, oltre 1000 sperimentazioni cliniche in corso

L’arrivo di terapie sempre più innovative ai pazienti, come quelle geniche e cellulari, richiede “la collaborazione virtuosa tra istituti di ricerca pubblici e l’industria biotecnologica, nel rispetto delle reciproche competenze”. Questo traguardo “può esser raggiunto solo se lavoreranno insieme tutti gli attori interessati e, da questo punto di vista, l’Iss c’è, vuole esserci e metterà tutto l’impegno necessario”. A spiegarlo è stato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), intervenuto al webinar organizzato dall’Iss e Assobiotec Federchimica, “Terapie Avanzate, il futuro è già qui: il sistema italiano è pronto a riceverle?”. “L’Italia – ha spiegato – è caratterizzata da ricercatori preparati, realtà produttive attente e da un Servizio sanitario Nazionale che vuole fornire in maniera universale, a chi ne ha bisogno, le terapie migliori possibili”, e tra queste anche le terapie avanzate, destinate alla cura di malattie rare o tumori in pazienti che non rispondono ad altre cure. La loro valutazione, “parte dal punto di vista epidemiologico, cioè relativo all’acquisizione di evidenze sull’efficacia”. A complicare l’iter, il fatto che questi prodotti uniscono diversi elementi: “oltre all’innovazione biotecnologica vera e propria ci sono device, app o sistemi di connessione per il monitoraggio continuo, e questo pone problemi di privacy e gestione dei big data”. Una volta che queste terapie sono state messe a punto e valutate, infine, “il punto è come metterle a disposizione di tutte le persone che ne hanno bisogno: a volte – ha concluso – non è affatto semplice e si pone un problema reale di equità”.

Bill e Melinda Gates Foundation, col covid passo indietro di 20 anni nello sviluppo

La pandemia di Covid-19 ha fatto fare al mondo un salto indietro di 20 anni per quanto riguarda lo sviluppo. Lo calcolano gli autori di Goalkeepers, il rapporto annuale della Bill e Melinda Gates Foundation, pubblicato oggi. Nello studio si fa riferimento agli effetti negativi del coronavirus sullo sviluppo globale, tra i quali l’aumento della povertà, delle disuguaglianze e delle malattie, a fronte di una copertura vaccinale in diminuzione. Nello studio si afferma che se negli ultimi tempi i progressi erano visibili ogni anno, questa volta, per la maggior parte degli indicatori di sviluppo presi in considerazione, si nota una regressione. In Goalkeepers 2020 si sottolinea che la pandemia ha toccato, e peggiorato, tutti gli aspetti delle nostre società, dall’economia alla parità di genere. Il report, oltre a evidenziare i danni provocati della pandemia, fa un appello per una risposta collaborativa globale per farvi fronte. “Non esiste una risposta nazionale a una crisi mondiale”, si legge nello studio. Bill Gates, in un’intervista all’emittente britannica ‘Bbc’, si è comunque detto fiducioso sul fatto che entro il 2021 si possa avere un vaccino efficace contro il coronavirus. Gates ha però evidenziato che è ancora più fondamentale che il vaccino sia messo a disposizione anche dei Paesi più poveri.

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