Coronavirus. 14 settembre. 1.008 nuovi casi ma meno tamponi, 14 decessi, 197 in intensiva. Oltre 29 milioni di casi e 924 mila morti nel mondo. A che punto è la ricerca sul vaccino

Coronavirus. 14 settembre. 1.008 nuovi casi ma meno tamponi, 14 decessi, 197 in intensiva. Oltre 29 milioni di casi e 924 mila morti nel mondo. A che punto è la ricerca sul vaccino

Sono 1.008 i nuovi contagi da coronavirus in Italia registrati nelle ultime 24 ore, e 14 i decessi che portano il totale delle vittime a 35.624. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 45.309 tamponi, per un totale di 9.863.427 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute e della Protezione Civile di lunedì 14 settembre. Il totale dei dimessi/guariti è di 213.950 (+316), mentre il totale degli attuali positivi è di 39.187 (+678). Attualmente sono 2.122 i ricoverati con sintomi, di questi 197 (+10) si trovano in terapia intensiva, mentre in isolamento domiciliare ci sono 36.868 persone. Le regioni dove è stato registrato il maggior numero di nuovi casi, nelle ultime 24 ore, sono Lazio (181), Emilia-Romagna (127), Lombardia (125), Campania (90) e Sicilia (65). “Dobbiamo ripartire, perché la scuola non può chiudere. L’importante è che riusciamo a identificare i casi e a contenere i focolai. Quel che è cambiato è anche la capacità di reazione del sistema sanitario, speriamo di continuare a fare così” ha affermato Giovanni Rezza, direttore del dipartimento prevenzione del Ministero della Salute, a Vo’ per l’avvio dell’anno scolastico. “Ci sono paesi vicini – ha aggiunto Rezza – come la Francia o la Croazia, che stanno peggio di noi. Speriamo di continuare così. Ci vogliono alcune precauzioni ‘scoccianti’ ma si può evitare che il virus circoli di nuovo”, ha concluso.

La situazione nel mondo. Sono più di 29 milioni i casi di coronavirus accertati

Secondo il bollettino della Johns Hopkins University, le infezioni sono almeno 29.019.639. Le vittime sono invece 924.463.  Ancora una volta, il bilancio giornaliero più pesante a livello mondiale è stato quello dell’India, che nelle ultime 24 ore ha contato 1.136 decessi e 92.076 nuovi contagi, facendo registrare per il sesto giorno consecutivo oltre 90mila infezioni giornaliere e arrivando sabato addirittura a ritoccare al rialzo il proprio record di contagi quotidiani stabilito appena il giorno precedente (96.551), toccando l’astronomica cifra di 97.570 casi in un’unica giornata. Complessivamente, nel subcontinente si sono dunque censiti dalla comparsa del morbo ben 4.846.427, il numero più alto di casi alle spalle degli Stati Uniti, che ne totalizzano poco più di sei milioni e mezzo e 194.079 morti. In Europa “non siamo affatto fuori dai guai. Il numero medio giornaliero di casi nella regione è ora superiore a quello del primo picco di marzo”. Lo ha rilevato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in un collegamento video con una riunione del comitato europeo dell’organismo sul coronavirus. “Fortunatamente – ha aggiunto – il numero dei morti sembra rimanere a un livello relativamente basso per il momento”. Oggi l’Oms ha riferito di un aumento record di nuovi casi di Covid nel mondo, quasi 308mila, 49mila soltanto in Europa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che l’Europa vedrà un aumento del numero giornaliero di morti di Covid-19 in ottobre e novembre. I casi in Europa sono aumentati notevolmente nelle ultime settimane, soprattutto in Spagna e Francia. Più di 51.000 nuovi casi sono stati segnalati solo venerdì nei 55 paesi monitorati dall’Oms Europa, che secondo l’organizzazione è più del picco più alto di aprile. “Diventerà sempre più dura. In ottobre, novembre, vedremo più mortalità”, ha detto il direttore dell’Oms Europa Hans Kluge. Gli oltre 50 stati membri dell’Oms Europa stanno organizzando un incontro online per discutere la loro risposta al nuovo coronavirus e concordare la loro strategia complessiva quinquennale. Tuttavia Kluge ha lanciato un avvertimento a coloro che credono che lo sviluppo di un vaccino metterà fine alla pandemia. “Ho sentito dire per tutto il tempo: ‘il vaccino sarà la fine della pandemia’. Certo che no”, ha detto il belga.

A proposito di vaccini, a che punto è la ricerca?

Non sembra aver avuto un grande impatto sull’opinione pubblica lo stop della sperimentazione del vaccino Astrazeneca. Mentre infatti l’azienda annunciava la ripresa delle attività di ricerca sul suo vaccino che è stato realizzato in collaborazione con la Oxford University e la Irbm di Pomezia, negli Stati Uniti una ricerca della Ohio State University pubblicato sulla rivista Vaccine, ha chiarito che sono ormai almeno 7 su 10 gli americani pronti e disponibili a ricevere un vaccino contro il Sars-Cov 2 appena fosse pronto. Si tratta di una percentuale molto più alta di quella registrata in alcuni sondaggi nei mesi scorsi in cui era emerso che solo il 50 per cento dei cittadini americani era disponibile a vaccinarsi. La “corsa” dei vaccini continua, con 7 candidati già in una fase molto avanzata. Anche se, innegabilmente, la battuta d’arresto segnata dallo stop alle sperimentazioni del vaccino di Astrazeneca ha rallentato gli entusiasmi, soprattutto dopo che la messa a disposizione di un vaccino, negli Stati Uniti era sembrata essere ormai una questione di poche settimane. Proprio il vaccino di Astrazeneca è tra i principali candidati perché è uno dei pochi che hanno avviato già da tempo una ampia fase di sperimentazione di fase III. Sono infatti in tutto 7, come detto, i candidati vaccini che si trovano a questo livello avanzato di sperimentazione su un totale di almeno 211 vaccini in fase di sviluppo di cui solo 31 sono quelli che sono arrivati alla sperimentazione clinica sull’uomo. Tra questi c’è anche il vaccino italiano prodotto da Reithera che proprio oggi ha annunciato di aver avviato la produzione di nuove dosi di vaccino in vista di un ampliamento della sperimentazione che l’azienda ha avviato lo scorso 24 agosto insieme allo Spallanzani di Roma. Nel frattempo cominciano a trapelare prime incoraggianti informazioni in merito agli esiti della sperimentazione che, in questo caso è ancora alla fase I. “Abbiamo iniziato la fase 1, che è quella della sicurezza. Stiamo procedendo e fino ad oggi fortunatamente non abbiamo avuto nessuna reazione avversa” nei volontari. Così il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, parlando della sperimentazione presso l’ospedale romano del vaccino ‘Made in Italy’ a ‘Timeline’, su SkyTg24. “Entro fine ottobre – ha aggiunto Vaia – avremo i primi dati sulla immunogenicità. Poi, se tutto va bene, scattano le fasi 2 e 3 e se ancora dovesse procedere tutto bene, senza correre, noi ci auguriamo in primavera di poter avere la formula per andare in commercializzazione”. Segnali incoraggianti arrivano anche dall’estero dove la corsa alla sperimentazione dei vaccini non ha conosciuto soste. I test clinici sul vaccino anti Covid-19 del laboratorio cinese Sinovac stanno dando risultati “estremamente positivi” e una campagna di vaccinazione su vasta scala potrebbe cominciare già dal prossimo dicembre. Anche Pfizer e la tedesca Biontech stanno ampliando la base per la sperimentazione del loro vaccino negli Stati Uniti e hanno appena annunciato di voler arruolare fino a 44.000 individui contro i 30.000 che erano stati precedentemente arruolati per la fase III.

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